Bacchum, Iovis et Semelis filium, a nymphis educatum esse tradunt, quibus puerum infantem alendm commiserat, ut uxorem Iunonem adulterium celaret. Ubi adolevit, mente captus est et terrarum orbem, omnia vastans peragravit. Postquam vero ad sanitatem rediit, cum magno exercitu in Indiam progressus, eam regionem facillime subegit. Tunc de mortalibus bene meruisse dicitur, primus bestiis iugum imponens bovesque iugens aratro; primus quoque vitem, quam forte invenerat adulescens, in collibus apricis colens et vini usum mortales docens. quo beneficio homines grati illi caprum quotannis immolare solebant, quia vitis gemmas arrodere solet. Ei sacra erat hedera, qua cinctus caput saepe apparere dicebatur. Hastam, pampinis ornatam, quae thyrsus appellatur, dextra manu gerebat et currum quem tigres trahebant, semper ehebatur. Hos feros comites poetae deo tribuebant, quia vinum ira et furore homines incendit et simillimos beluis reddit.

Narrano che Bacco, figlio di Giove e Semele, fu educato dalle ninfe, alle quali (Giove) aveva affidato il fanciullo da allevare fin dalla tenera età, in modo tale da nascondere l'adulterio alla moglie Giunone. Non appena Crebbe, uscì fuori di senno e percorse l'universo, devastando ogni cosa. Dopo che in verità ritornò alla normalità, progredendo con un grande esercito in India, assoggettò molto facilmente quella regione. Allora si dice che si guadagnò il bene dai mortali, imponendo per primo il giogo alle bestie ed unendo i buoi all'aratro; coltivando anche per primo la vite sui colli esposti al sole, che aveva scoperto per caso da giovane, insegnando agli uomini la pratica del vino. Per questo beneficio gli uomini a lui riconoscenti solevano immolare ogni anno un capro, perché soleva corrodere le gemme alle viti. aveva sacra l'edera, con la quale si diceva che spesso appariva cinto sul capo. portava nella mano destra la lancia ornata di pampini, che viene detta tirso e viaggiava sempre su un carro che le tigri trainavano. i poeti attribuivano alla divinità questi feroci compagni, dato che il vino accende gli uomini d'ira e di furore e li rende molto simili alle belve (by Maria D.)