Pompeis, in floridissima urbe Campaniae, ludi gladiatorii a Livinio Regulo editi sunt. Dum ludi celebrantur, rixa inter colonos Nucerinos Pompeianosque, initio levis, deinde atrox, orta est. Nam Pompeiani et hospites Nucerini incomposita lascivia coeperunt inter se incessere probra et contumelias, dein saxa, postremo ferrum sumpserunt. Validior fuit Pompeiana plebs, apud quam spectaculum edebatur. Ergo deportati sunt in urbem multi ex Nucerinis et complures ferro caesi sunt. Cuius rei iudicium Nero senatui permisit. Re ergo senatui relata, prohibiti sunt publice in decem annos eiusmodi ludi et dissoluta sunt collegia Pompeianorum, qui tantam lasciviam praebuerant. Livinius et alii, qui seditionem conciverant, exsilio multati sunt.

A Pompei, nella più fiorente città della Campania, furono organizzati i ludi gladiatori da Licinio Regulo. Mentre si celebravano i giochi, nacque una rissa fra coloni Nocerini e Pompeiani, all’inizio modesta, poi violenta. Infatti i Pompeiani e gli ospiti Nocerini con disordinata intemperanza  iniziarono a lanciarsi offese ed insulti, quindi sassi, alla fine presero la spada. La plebe pompeiana, presso la quale si svolgeva lo spettacolo fu più resistente. Quindi vennero trascinati per la città molti fra i Nocerini e parecchi furono uccisi con le armi. Di questo fatto Nerone rimandò il giudizio al senato. Portata quindi la faccenda in senato,  furono proibiti a nome dello stato giochi di tal genere per dieci anni e furono sciolti i club dei Pompeiani che avevano mostrato tanta intemperanza. Livinio e gli altri, che avevano fomentato lo scompiglio, furono puniti con l’esilio.