Non satis manifestum est, utrum ab apibus nectar ex floribus praegustetur, quod protinus mel sit, an quod collegerunt, in hunc saporem mixtura quadam et proprietate spiritus earum mutetur. Utcumque nos homines id quoque facere debemus, quod apes, et quaecumque ex diversa lectione congessimus, primum separare - melius enim distncta servantur deiden, ingenii nostri cura et facultate, in unum saporem varia illa libamenta confundere. Quod in corpore nostro videmus sine ulla opera nostra fecere naturam, ut alimenta, quae accepimus, in sanguinem mutentur. (da Seneca)
Non è abbastanza chiaro, se sia pregustato dalle api il nettare dei fiori, per essere direttamente miele o se ciò che raccolgono, si sia trasformato in questo sapore grazie ad una certa mistura o dalla caratteristica del loro respiro. In ogni modo anche noi uomini dobbiamo fare ciò, che (fanno) le api, e dobbiamo setacciare qualunque informazione dalla diversa lettura, prima di tutto (dobbiamo) separare - infatti le cose distinte vengono conservate meglio poi, con lo zelo e la facoltà della nostra mente, (dobbiamo) mescolare insieme in un unico sapore i diversi assaggi. Cosa che noi vediamo che la natura compie senza alcun nostro intervento, affinché gli alimenti, che assumiamo, si trasformino in sangue. ( by Maria D. )