Xenophontem in angiportu obvium habuit quadam die Socrates. Cum videret adolescentem vultu specioso admodum et verecundo, porrecto baculo, vetuit eum praeterire. Ut constitit, interrogavit eum Socrates ubinam venderentur quae essent necessaria variis usibus hominum. Ad quod cum expedite respondisset Xenophon, a beo quaesivit philosophus ubinam homines fierent boni. Id quidem se nescire respondente adolescente: “Me igitur sequere”, ait Socrates. Ex eo tempore Xenophon coepit esse Socratis auditor.
Un giorno Socrate incontrò Senofonte che gli veniva incontro in un vicolo. Vedendo l’adolescente con un volto solare e rispettoso, allungato il bastone, gli vietò di proseguire. Quando si fermò, Socrate gli chiese dove venissero mai vendute le cose che fossero necessarie ai vari usi degli uomini. Avendo Senofonte risposto speditamente a ciò, il filosofo chiese a lui dove mai gli uomini diventassero onesti. Rispondendo l’adolescente di non sapere questo fatto, “Allora seguimi” disse Socrate. Da quel momento Senofonte iniziò a essere un discepolo di Socrate.