Si nonnulli (alcuni) duram Romanorum disciplinam ignorant, pauca nunc exempla memorabo. Miles qui castra ducis iniussu deseruerat (lasciare), si in manus commilitonum inciderit (cadere), virgis caesus sit (battere) et securi percussus sit. Nisi mors ultionem (la punizione) interruperat, damnatorum corpora adhuc verberabantur, etiam si homines iam exanimes erant. Si milites ducis iudicio parum strenue pugnaverant, nudi ante tabernaculum (tenda) manebant, ignominiae causa. Si miles consulis iniussu pugnaverit, morte multatus sit, etiam si victor e proelio discesserat (e proelio discedere= uscire dal combattimento). Nulla venia dabatur iis militibus qui in manus hostium sponte sua per deditionem se tradiderant (se tradere= consegnarsi); si contra inviti in eorum manus inciderant, postquam recepti in exercitum erant, modestissima munera perficere (munera perficere= svolgere mansioni) compellebantur, sine prioribus suis gradibus.

Se alcuni ignorano la dura disciplina dei romani, adesso pochi esempi ricorderò. Il soldato il quale aveva lasciato l'accampamenro senza ordine del comandante, se fosse caduto nella mano commilite, sarebbe stato battuto con i bastoni e sarebbe stato percosso senza timori. Se la morte non aveva interrotto la punizione, erano fustigati i corpi dei condannati, anche se gli uomini erano ormai sfiniti. Se i soldati avevano combattuto non abbastanza valorosamente al giudizio del comandante rimanevano nudi davanti la tenda causa di vergogna. Se il soldato avesse combattutto senza l'ordine del console, sarebbe stato punito con la morte, anche se sarà uscito dal combattimento vincitore. Nessun perdono era dato a quei militari i quali nella mano nemica per volontà sua, per la dedizione si erano consegnati, se al contrario nelle loro mani di malincuore erano caduti, dopo che erano stati recuperati nell'esercito, erano spinti con forza a svolgere mansioni modestissime, senza gradimento di loro