IL FRATELLO DELL'AUTORE E' UCCISO DAI TRENTA
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Greco nuova edizione
TRADUZIONE

Dunque, chiamato (in disparte) Damnippo, gli dico queste parole: "Tu mi sei amico , io sono arrivato in casa tua, non sono colpevole di nulla, ma muoio per il mio denaro. Tu dunque, in questa mia disgrazia , fa' valere generosamente la tua influenza (presso di loro) per la mia salvezza!" E lui promise che l'avrebbe fatto. Gli pareva però che fosse meglio parlarne con Teognide: era infatti convinto che costui avrebbe fatto qualsiasi cosa, se uno gli avesse dato dei soldi. Mentre egli parlava con Teognide - per caso ero pratico della casa, e sapevo che aveva due uscite - decisi di tentare di salvarmi per quella (via), pensando che, se fossi sfuggito alla (loro) attenzione , mi sarei salvato, e se invece fossi stato catturato, pensavo che, se Teognide si fosse lasciato persuadere da Damnippo ad accettare del denaro, sarei stato liberato ugualmente, se no, sarei morto in ogni caso. Fatte queste riflessioni, fuggii , mentre essi sorvegliavano la porta del cortile; ed essendo tre le porte che dovevo attraversare, le trovai tutte casualmente aperte . Giunto quindi a (casa) di Archèneo, l'armatore di navi, lo mando in città ad informarsi di mio fratello; egli, di ritorno, (mi) disse che Eratostene, dopo averlo incontrato per la strada, (lo) aveva portato in carcere. Ed io, saputo questo, la notte seguente mi recai per mare a Mègara. A Polemarco i Trenta notificarono il loro solito ordine , (cioè) di bere la cicuta, prima (ancora) di dirgli la ragione per cui doveva morire: tanto fu lontano dall'essere (regolarmente) processato e dal potersi difendere. E dopo che fu portato via morto dal carcere, sebbene noi avessimo tre case, da nessuna (di esse) permisero che fosse portato a seppellire, ma, presa in affitto una catapecchia, lo esposero (lì). E nonostante avessimo molti abiti, non ne diedero nessuno a noi, che (pure ne) facevamo richiesta per la sepoltura; ma, fra i (nostri) amici, qualcuno offrì un vestito, qualcun altro un cuscino, qualcun altro ciò che si trovò (ad avere) per la sua sepoltura.

E sebbene avessero settecento scudi dei nostri, e avessero argento ed oro in tale quantità, e bronzo e suppellettili e utensili e vesti femminili quanti mai avrebbero pensato di prenderne, e centoventi schiavi, di cui i migliori se li tennero, gli altri li donarono alla collettività, si spinsero ad un livello tale di avidità e di disgustosa insaziabilità e diedero una dimostrazione di (quella che era la) loro (vera) indole: infatti Melòbio strappò dalle orecchie della moglie di Polemarco gli orecchini d'oro, (gli stessi) che ella portava quando per la prima volta venne in casa (del marito).