VENDICATE LE VITTIME, CONDANNATE L'OMICIDA
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE

Si addice a voi tutti, o giudici, cosí come a ciascuno di noi, il vendicar questi uomini. Essi infatti sul punto di morire affidarono a noi e a voi e agli altri tutti quanti l'ufficio di punire in loro vece quest'Agorato come un ornicida e di fargli del male per quanto a ciascuno sia possibile. Se dunque è evi-dente che costoro fecero alcunché di bene alla città o al vostro popolo — il che riconoscete anche voi stessi —, è necessario che voi tutti vi mostriate amici e congiunti loro; cosicché essi hanno lasciato tale incarico non più a noi che a ciascuno di voi. Quindi per voi non è punto cosa rié santa né conforme alle leggi il lasciar libero cotesto Agorato. Voi pertanto, o Ateniesi, almeno ora — poiché in quel tempo, allorché essi furono uccisi, non foste in grado di recar loro aiuto a cagione delle condizioni in cui vivevamo, almeno ora che lo potete, punite l'uccisore loro. Badate, o Ateniesi, di non compiere l'azione più indegna di tutte. Se infatti assolverete quest'Agorato, non soltanto voi verrete a salvare costui, ma anche con cotesto medesimo voto condannerete a morte coloro dei quali voi riconoscete che sono benevoli verso di voi: infatti liberando colui che è per loro l'autore della morte, mostrerete di non pensare altro se non che essi da costui vennero uccisi giustamente. E in tal modo essi incontrerebbero la sorte peggiore fra tutte, se coloro ai quali essi, come ad amici, affidarono il cómpito di assumer la vendetta in loro nome, proprio essi daranno contro di loro lo stesso voto che i trenta. Non avvenga assolutamente, o giudici, per gli dèi dell'Olimpo, né con alcuna arte né con alcuno strattagemma, che voi condanniate a morte quegli uomini che avendo recato a voi tanti beni, proprio per tali motivi sono stati uccisi dai trenta e da cotesto Agorato.