Morbus comitialis post annum XXV ortus aegre curatur, multoque aegrius is, qui post XL annum primum fit, adeo ut in ea aetate aliquid in natura spei, vix quicquam in medicina sit. In eodem morbo si simul totum corpus adficitur, neque ante in partibus aliqui venientis mali sensus est, sed homo improviso concidit, cuiuscumque is aetatis est, vix sanescit: si vero aut mens laesa est, aut nervorum facta resolutio, medicinae locus non est. Deiectionibus quoque si febris accessit, si inflammatio iecineris aut praecordiorum aut ventris, si inmodica sitis, si longius tempus, si alvus varia, si cum dolore est, etiam periculum mortis subest, maximeque si inter haec tormina vera fiunt; isque morbus maxime pueros absumit usque ad annum decimum: ceterae aetates facilius sustinent. Mulier quoque gravida eiusmodi casu rapi potest; atque, etiamsi ipsa convaluit, tamen partum perdit.
L'epilessia sorta dopo i 25 anni viene curata a stento, chi dopo quarant'anni la contrae per la prima volta, è molto più ammalato a tal punto che in quell'età ci sia qualche speranza nella natura, nella medicina a malapena qualcosa. Nella stessa malattia se ne fosse affetto contemporaneamente tutto il corpo, qualche sensazione del male che sta sopravvenendo non ci sarebbe prima nelle parti del corpo, ma l'uomo cade all'improvviso, di qualsiasi età sia la persona, guarisce a stento: se in verità o è lesa la mente, o avviene lo scioglimento dei nervi, non c'è rimedio per la medicina. anche se alla diarrea avviene la febbre, se avviene l'infiammazione del fegato o del diaframma o del ventre, se c'è una smoderata sete, se intercorre un periodo più lungo, se c'è un ventre indisposto, se tutto ciò si manifesta con dolore, subentra anche il pericolo di morte, e soprattutto se queste sono vere coliche; e tale malattia uccide soprattutto i fanciulli fino a dieci anni: tutte le altre età la sostengono più facilmente. anche la donna gravida può essere presa da una malattia di tal genere; e, anche se la stessa guarisce, tuttavia perde il parto.
(By Maria D. )
Versione tratta da Celso