IL FIGLIO E LA MADRE
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Un ragazzo, rubata a scuola la tavoletta del (suo) compagno, la portò alla madre; e poiché essa non solo non lo punì, ma anzi lo lodò, egli, un'altra volta, rubato un mantello glielo portò e lamadre ancor più lo elogiò. Col passare del tempo il giovane si diede (lett. imperi) a rubare cose di maggior valore. Ma un giorno, colto sul fatto e ammanettato, fu condotto (leti, imperf. ) al supplizio. Mentre la madrelo seguiva e si batteva il petto, il giovane disse: «Voglio dire a mia madreuna cosa nell'orecchio»; quando essa si avvicinò, prontamente le afferrò il lobo dell'orecchio e glielo strappò. Poiché la madrecominciò a rimproverarlo per (lett. a rimproverare) la sua empietà, quello disse: «Non sarei arrivato a questo punto e non sarei condotto al patibolo (leti, alla morte), se allora, quando per la prima volta rubata la tavoletta te la portai, mi avessi picchiato».