Gli ateniesi rifiutano le proposte di Archidamo
versione greco Tucidide
traduzione libro alfa beta grammatan. 15 pag. 292

Τοσαῦτα εἰπὼν καὶ διαλύσας τὸν ξύλλογον ὁ Ἀρχίδαμος Μελήσιππον πρῶτον ἀποστέλλει ἐς τὰς Ἀθήνας τὸν Διακρίτου ἄνδρα Σπαρτιάτην, εἴ τι ἄρα μᾶλλον ἐνδοῖεν οἱ Ἀθηναῖοι ὁρῶντες σφᾶς ἤδη ἐν ὁδῷ ὄντας. οἱ δὲ οὐ προσεδέξαντο αὐτὸν ἐς τὴν πόλιν οὐδ’ ἐπὶ τὸ κοινόν· ἦν γὰρ Περικλέους γνώμη πρότερον νενικηκυῖα κήρυκα καὶ πρεσβείαν μὴ προσδέχεσθαι Λακεδαιμονίων ἐξεστρατευμένων· ἀποπέμπουσιν οὖν αὐτὸν πρὶν ἀκοῦσαι καὶ ἐκέλευον ἐκτὸς ὅρων εἶναι αὐθημερόν, τό τε λοιπὸν ἀναχωρήσαντας ἐπὶ τὰ σφέτερα αὐτῶν, ἤν τι βούλωνται, πρεσβεύεσθαι. ξυμπέμπουσί τε τῷ Μελησίππῳ ἀγωγούς, ὅπως μηδενὶ ξυγγένηται. ὁ δ’ ἐπειδὴ ἐπὶ τοῖς ὁρίοις ἐγένετο καὶ ἔμελλε διαλύσεσθαι, τοσόνδε εἰπὼν ἐπορεύετο ὅτι «ἥδε ἡ ἡμέρα τοῖς Ἕλλησι μεγάλων κακῶν ἄρξει. » ὡς δὲ ἀφίκετο ἐς τὸ στρατόπεδον καὶ ἔγνω ὁ Ἀρχίδαμος ὅτι οἱ Ἀθηναῖοι οὐδέν πω ἐνδώσουσιν, οὕτω δὴ ἄρας τῷ στρατῷ προὐχώρει ἐς τὴν γῆν αὐτῶν. Βοιωτοὶ δὲ μέρος μὲν τὸ σφέτερον καὶ τοὺς ἱππέας παρείχοντο Πελοποννησίοις ξυστρατεύειν, τοῖς δὲ λειπομένοις ἐς Πλάταιαν ἐλθόντες τὴν γῆν ἐδῄουν.

Dopo il suo discorso, Archidamo sciolse l'adunata. Manda subito ad Atene Melesippo, figlio di Diacrito, uno Spartiate, per accertarsi della disponibilità ateniese a un accordo, ora che vedono il nemico già pronto a muovere. Ma Atene non gli aprì le sue porte, né lo ammise alla presenza delle autorità governative. S'era affermata in precedenza l'opinione di Pericle, che non si accettasse nessuna ambasceria mentre gli Spartani erano in armi fuori dai propri territori. Non gli prestarono quindi ascolto e lo licenziarono, con l'ordine di uscire quel giorno stesso dai confini. In avvenire, gli Spartani inviassero pure le loro ambascerie, se lo ritenevano opportuno, ma non prima di essere rientrati con l'esercito in patria. Fecero scortare Melesippo, perché non entrasse in contatto con nessuno. Quando quello giunse al confine e stava per congedarsi pronunciò solo brevi parole: «Questo giorno è il primo di una lunga catena di sciagure per i Greci». Ritornò al campo con la notizia, e Archidamo comprese che gli Ateniesi non avrebbero mai ceduto di un palmo. Fece togliere le tende e mosse verso la terra nemica. I Beoti offrirono ai Peloponnesi il rinforzo di una parte delle loro fanterie e la propria cavalleria. Con le forze restanti aggredirono Platea, devastandone le campagne.