I Greci marciano tra le nevi dell' Armenia
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Anthropoi vs 328 pag. 292
ἐλείποντο δὲ τῶν στρατιωτῶν οἵ τε διεφθαρμένοι ὑπὸ τῆς χιόνος τοὺς ὀφθαλμοὺς οἵ τε ὑπὸ τοῦ ψύχους τοὺς δακτύλους τῶν ποδῶν ἀποσεσηπότες. ἦν δὲ τοῖς μὲν ὀφθαλμοῖς ἐπικούρημα τῆς χιόνος εἴ τις μέλαν τι ἔχων πρὸ τῶν ὀφθαλμῶν ἐπορεύετο, τῶν δὲ ποδῶν εἴ τις κινοῖτο καὶ μηδέποτε ἡσυχίαν ἔχοι καὶ εἰς τὴν νύκτα ὑπολύοιτο· ὅσοι δὲ ὑποδεδεμένοι ἐκοιμῶντο, εἰσεδύοντο εἰς τοὺς πόδας οἱ ἱμάντες καὶ τὰ ὑποδήματα περιεπήγνυντο· καὶ γὰρ ἦσαν, ἐπειδὴ ἐπέλιπε τὰ ἀρχαῖα ὑποδήματα, καρβάτιναι πεποιημέναι ἐκ τῶν νεοδάρτων βοῶν. διὰ τὰς τοιαύτας οὖν ἀνάγκας ὑπελείποντό τινες τῶν στρατιωτῶν· καὶ ἰδόντες μέλαν τι χωρίον διὰ τὸ ἐκλελοιπέναι αὐτόθι τὴν χιόνα εἴκαζον τετηκέναι· καὶ ἐτετήκει διὰ κρήνην τινὰ ἣ πλησίον ἦν ἀτμίζουσα ἐν νάπῃ. ἐνταῦθ᾽ ἐκτραπόμενοι ἐκάθηντο καὶ οὐκ ἔφασαν πορεύεσθαι. ὁ δὲ Ξενοφῶν ἔχων ὀπισθοφύλακας ὡς ᾔσθετο, ἐδεῖτο αὐτῶν πάσῃ τέχνῃ καὶ μηχανῇ μὴ ἀπολείπεσθαι, λέγων ὅτι ἕπονται πολλοὶ πολέμιοι συνειλεγμένοι, καὶ τελευτῶν ἐχαλέπαινεν. οἱ δὲ σφάττειν ἐκέλευον· οὐ γὰρ ἂν δύνασθαι πορευθῆναι.
TRADUZIONE n. 1
Venivano abbandonati tra i soldati quelli che avevano gli occhi rovinati (= abbacinati) dalla neve e quelli che avevano le dita dei piedi imputridite dalla cancrena per il freddo. Vi era dunque per gli occhi una protezione contro la neve, se uno marciava avendo qualcosa di nero a difesa degli occhi, a difesa dei piedi se uno avesse avanzato e non avesse avuto mai riposo e avesse sciolto i calzari al cader della notte. (A) Quelli dunque (che) si mettevano a giacere (per riposare) calzati, penetravano nei piedi le cinghie e si congelavano i calzari. E infatti, dopo che erano venuti meno (lett. vennero meno) gli antichi calzari, erano state fabbricate delle carbatine fatte di pelle di buoi scuoiati di recente (lett. dai buoi scuoiati di recente). A causa di tali necessità (= forze maggiori) alcuni dei soldati erano lasciati indietro. E avendo visto una certa zona nera a causa dell’essere stata lasciata senza (sott. neve), lì supponevano che la neve si fosse sciolta. E si era sciolta a causa di una certa sorgente la quale era vicino, esalante vapori in una valle boscosa. Ed essendosi volti di là vi si sedevano e dissero che non avrebbero proseguito.
TRADUZIONE n. 2
Furono abbandonati al loro destino i soldati rimasti abbacinati dal riverbero della neve e chi aveva le dita dei piedi incancrenite dal gelo. Per gli occhi c'era un rimedio contro il bagliore della neve, se si proseguiva la marcia bendandoli con stoffa nera. Per i piedi invece bisognava muoversi, non stare mai fermi e, prima di addormentarsi, slacciare i calzari. Se infatti si dormiva senza slegarli, i lacci penetravano nella carne e i calzari si gelavano tutt'attorno al piede. Si trattava di calzature di pelle di bue, scuoiata di recente e non conciata, cui i soldati erano ricorsi dopo essersi sbarazzati dei vecchi calzari. Nella morsa di tali sciagure, alcuni soldati restarono indietro: quando videro una zona scura, senza tracce di neve, congetturarono che si fosse sciolta - come in effetti era accaduto - per via di una sorgente calda, che era nelle vicinanze ed esalava vapori nella valle. Piegarono in quella direzione, si sedettero e si rifiutarono di proseguire. Senofonte con la retroguardia, come se ne accorse, cominciò a pregarli in ogni modo e maniera di non rimaner staccati dal grosso dell'esercito, spiegando che una gran moltitudine di nemici si era radunata ed era sulle loro tracce; alla fine giunse anche a rimproverarli aspramente. Per tutta risposta dicevano che li uccidesse pure, ma non riuscivano più a muovere un passo.