Annibale ricorda le sue gesta
versione greco di Luciano dal Libro: Askesis

"Io dunque essendomi mosso con pochi verso l'Iberia essendo dapprima luogotenente del fratello fui stimato degno delle più grandi cose essendo stato stimato il migliore, e ridussi in mio potere anche i Celtiberi e dominai sui Galli occidentali e avendo oltrepassato tutti quanti i grandi monti attorno all'Eridano saccheggiai e distrussi tanto grandi città e conquistai l'Italia pianeggiante e giunsi fino ai sobborghi della città vicina e uccisi in un giorno così tanti (uomini), che misurai i loro anelli in medimni e formai un passaggio a guisa di ponte sui fiumi con i cadaveri. E feci tutte queste cose pur non essendo nominato figlio di Ammone né pretendendo di essere un dio o narrando i sogni della madre, ma riconoscendo di essere un uomo, e misurandomi con i più esperti strateghi e combattendo contro i più battaglieri soldati.