Partito Solone, ad Atene riaffiorano
il malcontento e la discordia civile
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Askesis
Σόλωνος δ' ἀποδημήσαντος, ἔτι τῆς πόλεως τεταραγμένης ἐπὶ μὲν ἔτη τέτταρα διῆγον ἐν ἡσυχίᾳ· τῷ δὲ πέμπτῳ μετὰ τὴν Σόλωνος ἀρχὴν οὐ κατέστησαν ἄρχοντα διὰ τὴν στιν, καὶ πάλιν ἔτει πέμπτῳ διὰ τὴν αὐτὴν αἰτίαν ἀναρχίαν ἐποίησαν. μετὰ δὲ ταῦτα διὰ τῶν αὐτῶν χρόνων Δαμασίας αἱρεθεὶς ἄρχων ἔτη δύο καὶ δύο μῆνας ἦρξεν, ἕως ἐξηλάθη βίᾳ τῆς ἀρχῆς. εἶτ' ἔδοξεν αὐτοῖς διὰ τὸ στασιάζειν ἄρχοντας ἑλέσθαι δέκα, πέντε μὲν εὐπατριδῶν, τρεῖς δὲ ἀροίκων, δύο δὲ δημιουργῶν, καὶ οὗτοι τὸν μετὰ Δαμασίαν ἦρξαν ἐνιαυτόν. ᾧ καὶ δῆλον ὅτι μεγίστην εἶχεν δύναμιν ὁ ἄρχων· φαίνονται γὰρ αἰεὶ στασιάζοντες περὶ ταύτης τῆς ἀρχῆς. ὅλως δὲ διετέλουν νοσοῦντες τὰ πρὸς ἑαυτούς, οἱ μὲν ἀρχὴν καὶ πρόφασιν ἔχοντες τὴν τῶν χρεῶν ἀποκοπήν (συνεβεβήκει γὰρ αὐτοῖς γεγονέναι πένησιν), οἱ δὲ τῇ πολιτείᾳ δυσχεραίνοντες διὰ τὸ μεγάλην γεγονέναι μεταβολήν, ἔνιοι δὲ διὰ πρὸς ἀλλήλους φιλονικίαν. ἦσαν δ' αἱ στάσεις τρεῖς· μία μὲν τῶν παραλίων, ὧν προειστήκει Μεγακλῆς ὁ Ἀλκμέωνος, οἵπερ ἐδόκουν μάλιστα διώκειν τὴν μέσην πολιτείαν. ἄλλη δὲ τῶν πεδιακῶν, οἳ τὴν ὀλιγαρχίαν ἐζήτουν· ἡγεῖτο δ' αὐτῶν Λυκοῦργος. τρίτη δ' ἡ τῶν διακρίων, ἐφ' ᾗ τεταγμένος ἦν Πεισίστρατος, δημοτιώτατος εἶναι δοκῶν.
TRADUZIONE
Partito Solone mentre la città era ancora nel disordine, le fazioni rimasero poi tranquille per i successivi quattro anni. Ma al quinto anno dopo l'arcontato di Solone non nominarono l'arconte a causa della discordia civile, e per il medesimo motivo dopo altri cinque anni si fece lo stesso. Poi, a identico intervallo, fu eletto arconte Damasia, che rimase in carica due anni e due mesi, finché fu deposto con la forza. Poi, a causa della discordia civile, decisero di eleggere dieci arconti, cinque eupatridi, tre contadini e due artigiani; questi rimasero in carica per un anno dopo Damasia. Ciò dimostra che l'arconte godeva di un'autorità grandissima: essi infatti erano chiaramente in lotta sempre per questa carica. Insomma passavano il tempo a danneggiarsi reciprocamente, gli uni prendendo a pretesto principale l'abolizione dei debiti - ad essi era accaduto infatti di cadere in povertà -, gli altri disgustati della costituzione per l'importanza della riforma, e alcuni per rivalità personali. Tre erano i partiti: l'uno quello della popolazione costiera, agli ordini di Megacle figlio di Alcmeone: essi sembravano i più convinti partigiani di una costituzione moderata. Il secondo partito era quello degli abitanti della pianura, che favorivano l'oligarchia ed erano agli ordini di Licurgo; il terzo era quello dei montanari, capeggiati da Pisistrato, che sembrava uomo estremamente democratico.