Ὁ μὲν ἀοιδὸς φορμίζων ἀνεβάλλετο καλὴν ᾠδήν, ὁ δὲ Τηλέμαχος ἔφη πρὸς τὴν Ἀθηνᾶν, ἄγχι ἔχων τὴν κεφαλήν (οὐ γὰρ ἤθελε τοὺς μνηστῆρας ἀκούειν)· «Ξένε φίλε, μέμφη μοι ...
L'aedo, pizzicando la cetra, sollevava un bel canto, mentre Telemaco diceva ad Atena, avendo la testa vicina (infatti non voleva che i pretendenti sentissero): "O straniero amico, non mi biasimare se dico qualcosa. A loro interessa solo il canto, poiché mangiano facilmente le risorse altrui, il bene di un uomo di cui probabilmente le bianche ossa imputridiscono alla pioggia sepolte dalla pioggia mentre giacciono sulla terraferma, o che le onde fanno rotolare in mare. Ora infatti (mio) padre perisce per una cattiva sorte, e non abbiamo alcuna speranza di conforto. Ma orsù, dimmi la verità: chi sei e da dove vieni? Qual è la terra della tua patria? Arrivi ora per la prima volta a Itaca, oppure sei un amico di famiglia?"
(By Vogue)