Ὁ δὲ Τηλέμαχος εἰσορῶν τὴν Ἀθηνᾶν, βαίνει εὐθὺς εἰς τὸν οὐδόν, ἄσχημον νομίζων τὸν ξένον ἵστασθαι πρὸ τῶν θυρῶν. Τῇ θεᾷ πλησιάζων λαμβάνει τὸ δόρυ καὶ λέγει· «Χαῖρε, ξένε, παρ' ὲμοὶ φιλίαν εὑρίσκεις· αὐτὰρ μετὰ τὸ δεῖπνον λέγειν ...

Telemaco, dopo aver visto (εἰσοράω) Atena, va subito in strada pensando di accogliere il malconcio straniero (che sta) sulla soglia. Restando vicino alla dea, prende la lancia e dice: "Salve, straniero, in me tu trovi amicizia; inoltre durante il pasto puoi dirmi se hai qualche necessità". Mentre dice questo, lo conduce in casa, proprio come dice (di fare) Pallade Atena. Quando essi giungevano (erano) nella parte alta della casa, Telemaco poggia la lancia nella grande sala in un porta lance dove sono riposte le lance di Odisseo; in essa si trova il trono bello e intarsiato, fuori dalla presenza di tutti i pretendenti, perché non vuole tenere lo straniero nel chiasso e anche perché vuole parlare del padre.
(By Geppetto)