UNA FAVOLA RACCONTATA DA SOCRATE VERSIONE DI GRECO di Senofonte TRADUZIONE dal libro Euloghia
INIZIO: φασì γαρ, οτε φουεευτα εν τά ζοα FINE: τον κυνα προτιμαστἁι
Si racconta, infatti, che quando gli animali potevano parlare, la pecora disse al suo padrone: "Ti comporti in modo strano tu, che a noi che ti procuriamo la lana, gli agnelli, il formaggio, non offri nient'altro se non quello che prendiamo dalla terra e col cane, che non ti procura niente di simile, spartisci il tuo stesso cibo". Il cane sentito il discorso ribattè: "Sì, per Zeus! Perché sono io che vi proteggo dall'essere rubate dagli uomini, portate via dai lupi; invero, senza la mia sorveglianza, voi non potreste nemmeno pascolare, per la paura di essere ammazzate". Così si racconta che anche le pecore furono d'accordo che il cane ricevesse più onori di tutti.
Traduzione da altro libro
Dicono infatti, che quando gli animali erano parlanti, la pecora disse al padrone: "Non fai nulla di straordinario per noi che ti forniamo sia lana, sia agnelli e formaggio, qualora non lo prendessimo dalla terra, per il cane, che nulla di ciò ti fornisce, tu stesso hai cibo nel luogo in cui lo rendi partecipe". Il cane dunque dopo aver ascoltato disse: "Sì, per Zeus, ; infatti io sono colui il quale poiché vi custodisco né vi faccio rubare dagli uomini né vi faccio rapire dai lupi: poiché voi, se io non vi facessi la guardia, non potreste pascolare, poiché avreste paura di morire