Ϟαβιος Μαξιμος Αννιβα μαχεσθαι μη. . Inizio
οτι Χειμασει ποτε επι ημΑσ...Fine
Fabio Massimo, poiché non voleva combattere in battaglia contro Annibale, bensì logorare nel tempo il suo esercito, che era privo sia di mezzi, sia di viveri, lo seguivano attraverso luoghi scoscesi e montani, procedendo per le vie parallele. Benché però i più lo desideravano e lo chiamavano precettore di Annibale, egli curandosene poco, si atteneva ai proprio piani; e (rivolto) agli amici diceva di ritenere più vile chi teme scherni e maledicenze di chi sfugge davanti ai nemici. Poiché l'amico Minucio aveva sbaragliato alcuni dei nemici, era grande la sua fama come di un uomo degno di Roma, disse di temere più il successo che l'insuccesso di Minucio. E poco dopo, poiché Minucio era caduto in un'imboscata e rischiava di morire con il proprio esercito, Fabio, che era accorso in suo aiuto, sia annientò molti nemici, sia lo salvò. Allora Annibale disse ai nemici: " Non vi preannunciavo spesso che la nube che si trova sui monti, un giorno avrebbe portato tempesta da noi?"