IL NAVARCO TELEUTIA SI RIVOLGE AI MARINAI VERSIONE DI GRECO di Senofonte TRADUZIONE dal libro Greco terza edizione

INIZIO: Εκ δε τουτου οι μεν Αθηναιοι, ωσπερ εν ειρηνη, επλεον... METà: ...επιτηδεια υμιν ως πλειστα ποριζειν. Εγω, οταν υμωβ αρχω, ευχομαι τε ουδεν... FINE: ...ινα εκ τουτων αγαθον τι λαμβανητε.

Per questo gli Ateniesi, come in tempo di pace, navigavano il mare. Nè infatti i marinai acconsentirono ad Ateonico di mettersi ai remi sebbene obbligati, poiché non dava uno stipendio. per questo i Lacedemoni inviarono Teleutia come comandante per queste navi. Egli diceva queste cose: " O soldati, io sono venuto non avendo la paga: qualora certamente il Dio voglia e vi impegnerete, cercherò di procurarvi viveri in abbondanza. Io, qulora comandassi su di voi, terrei non meno alla vostra vita che alla mia, desidero che voi abbiate più viveri di me; oppure certamente la mia porta era accessibile anche davanti a coloro che hanno bisogno di me, e sarà aperta anche ora. Così qualora voi abbiate i viveri, vedrete anche me vivere senza economie; mi vedete sopportare sia freddo sia caldo sia veglie, aspettatevi di sopportare anche voi lo stesso. Io infatti non vi impongo nessun disagio per tormentarvi, ma affinché da queste cosa prendiate qualcosa di buono".

TRADUZIONE N. 2

Gli Ateniesi poterono quindi riprendere a percorrere il mare come in tempo di pace. I marinai di Eteonico, infatti, malgrado gli ordini rifiutavano di mettersi ai remi, perché egli non pagava loro lo stipendio. Gli Spartani inviarono allora al comando di queste navi, con potere autonomo, Teleutia. Appena lo videro arrivare, i marinai esultarono. Egli li riunì e pronunciò questo discorso: «Soldati, non sono qui a portarvi la paga, ma, se gli dei vorranno e voi vi impegnerete come si deve, cercherò di procurarvi viveri in abbondanza. Sapete bene che quando sono io ad avere il comando, tengo alla vostra vita non meno che alla mia; ma forse vi meravigliereste, se vi dicessi che vorrei che voi aveste più viveri di me; eppure, per gli dei, preferirei restare io due giorni senza cibo piuttosto che vedere voi digiuni uno solo; la mia porta, comunque, è sempre stata aperta a chi aveva qualcosa da chiedermi, e continuerà a esserlo. Solo dopo che avrete voi viveri in abbondanza, vedrete anche me vivere senza economie; se però mi vedrete sopportare freddo, caldo e veglie, aspettatevi di sopportare anche voi lo stesso. Perché io non vi impongo nessun disagio per tormentarvi, ma per il vostro bene.