Gymnasmata lezioni 2 pagina 63 numero 14
Επει δ'εδοξεν ημιν και ετι πορρωτερω προελθειν, απαντησαντες τοις Ιππογυποις παῥ αυτοις καλουμενοις συνελαμβανομεθα. Ο δε Ιππογυποι ουτοι εισιν ανδρες οχουμενοι επι γυπων μεγαλων και χρωμενοι τοις ορνεοις καθαπερ ιπποις· ... Αλλα θαρρειν τε παρεκελευετο και μηδενα κινδυνον υφορασθαι.
Dopo che ci sembrò opportuno proseguire ancora in avanti, venivamo fatti prigionieri dopo esserci imbattuti in quelli che sono da loro chiamati Ippogipi, venivamo fatti prigionieri. Questi Ippogipi sono uomini che cavalcano grandi avvoltoi e che usano questi uccelli come cavalli; infatti gli avvoltoi sono grandi e tricefali (hanno tre teste). La loro grandezza si potrebbe arguire di qui: hanno ciascuna delle ali più grande e grossa di un albero di una grande nave da carico. A questi Ippogipi dunque è stato ordinato di volare intorno alla (loro) terra, e di condurre gli stranieri al re; e appunto avendoci sorpresi, ci condussero da lui. E quello avendoci osservati e avendo(lo) congetturato dal nostro aspetto e dal nostro modo di vestire, disse: "Voi dunque siete Greci, stranieri?". Avendo noi risposto di si, "Come dunque siete giunti, disse, avendo attraversato una così grande distesa di aria?". E noi gli raccontammo tutto; e lui cominciava a raccontare a noi quello che lo riguardava, che lui di nome Endimione era stato rapito ed una volta giuntovi era diventato re del paese; diceva che quella era la terra che dal basso ci sembra la luna. Ma ci esortava ad aver coraggio e a non aver sospetto di nessun pericolo