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ERACLE E TESEO: DUE VICENDE PARALLELE
versione di greco
TRADUZIONE dal libro La lingua dei greci - pag. 200 n. 7
TRADUZIONE
Dunque ho da dire che questi fosse bellissimo, e che, essendo nato allo stesso tempo di Eracle, pose la sua reputazione alla pari con quella del medesimo. Non solo, infatti, si adornarono con le stesse armi, ma (erano a loro) eseguirono anche le stesse attività, facendo cose affini per somiglianza. Essendo nati infatti molti fratelli, l'uno da Zeus, l'altro da Poseidone, ebbero affini anche i desideri. Solo questi però divennero eroi tra gli uomini (tra gli appartenenti all'esistenza umana).
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La pernice traditrice
VERSIONE DI GRECO di Esopo TRADUZIONE
libro i greci la lingua e la cultura volume 1
Ορνιθοθήρας, επεί παρεγίγνετο ξένος επί τήν οικίαν αυτου, ότε της ημέρας οψέ ην ουδέν είχε αυτω παρατιθεναι˙ώρμα δ'ουν επί τόν τιθασόν πέρδικα καί αυτόν θύειν έμελλε. Ο δέ αυτόν ως αχάριστον ητιάτο(iota sottoscritto alla η)καί έλεγεν˙˝ σύ δ'επεί ωφελου παρ'εμου ός τούς ομοφύλους εκκαλουμαι καί σοι παραδίδωμι, αυτός νυν αναιρείν με μέλλεις; ˝ καί ο ορνιθοθήρας απεκρίνετο˙˝Αλλά διά του̃τό σε θύω, ει μηδέ των ομοφύλων απέχη(iota sottoscritto alla η)˝. Ο λόγος δηλο ότι ει τούς οικείους προδίδως, ου μόνον υπό των εχθρων μισηαλλά καί υπό τούτων οίς προδίδως.
Un uccellatore, dopo che giungeva un ospite nella sua casa, poiché oramai era sera inoltrata, non aveva nulla da offrirgli; si precipitava allora sulla (sua) pernice e stava per sacrificarla. Essa lo rimproverava di essere molto ingrato e gli diceva: “Tu, dopo che eri aiutato da me, che richiamo gli uccelli della (mia) stessa razza e te li consegno, proprio tu ora hai intenzione di uccidermi?” E il cacciatore replicava: “Ma proprio per questo ti uccido, se non risparmiavi nemmeno quelli del (tuo) stesso genere”. La favola dimostra che coloro che hanno tradito i consanguinei sono disprezzati non solo dalle (loro) vittime, ma anche da coloro che ai quali le consegnano.
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i greci la lingua e la cultura
Inizio: Aστρολογος εκαστοτε εσπερας εξηρχετο και τα αστρα επεσκεπτετο. ..... Fine: αλλα μηδε τα κοινα τοις ανθρωποις επιπελειν δυνανται.
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Un arciere orgoglioso
VERSIONE DI GRECO di n. p.
TRADUZIONE dal libroI GRECI LA LINGUA E LA CULTURA di pag. 281 numero 6
Ο Αλεξανδρος τον αριστον τοξευτην των Ινδων ελαμβανεν· ο δὲ γαρ ελεγετο διὰ δακτυλιου τον οιστον αφιεναι. Επει δε αυτον αιχμαλωτον εκελευεν επιδεικνυσθαι και εκεινος ουκ εβουλτο, ωργιζετο Αλεξανδρος και αναιρειν προσετασσε · επει δε ο ανθρωπος ελεγε οτι πολλῶν ημερῶν ου μελετᾷ και φοβειται διαπιπτειν, εθαυμαζε ο Αλεξανδρος και αφιει μετα δώρων αυτόν, οτι μαλλον αποθνῃσκειν υπεμεινεν η της δοξης αναξιος φαινεσθαι. ''
TRADUZIONE
Alessandro catturava il migliore arciere degli Indiani. Egli infatti diceva di scagliare la freccia per un anello. Poiché ordinava che lo stesso prigioniero desse prova e quello non voleva, Alessandro si irritava e dava ordine di uccidere; poiché l’uomo diceva di non praticare da molti giorni e teme di non riuscire, Alessandro ammirava e lo lascia andare con doni, poiché piuttosto osava morire che mostrarsi indegno di gloria.
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L'anello di Policrate
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro
I GRECI LA LINGUA E LA CULTURA 1" pag 377
Πολυκρατης ο τυραννοςτηνΣάμονἔσχε ἐπαναστάς. Καὶ τὰ μὲν πρῶτα τριχῇ δασάμενος τὴν πόλιν τοῖσι ἀδελφεοῖσι Πανταγνώτῳ καὶ Συλοσῶντι διένειμε, μετὰ δὲ τὸν μὲν αὐτῶν ἀποκτείνας, τὸν δὲ νεώτερον Συλοσῶντα ἐξελάσας ἔσχε πᾶσαν Σάμον. Ἔχων δὲ ξεινίην Ἀμάσι τῷ Αἰγύπτου βασιλέϊ συνεθήκατο, πέμπων τε δῶρα καὶ δεκόμενος ἄλλα παρ' ἐκείνου. Ἐν χρόνῳ δὲ ὀλίγῳ αὐτίκα τοῦ Πολυκράτεος τὰ πρήγματα ηὔξετο καὶ ἦν βεβωμένα ἀνά τε τὴν Ἰωνίην καὶ τὴν ἄλλην Ἑλλάδα· ὅκου γὰρ ἰθύσειε στρατεύεσθαι, πάντα οἱ ἐχώρεε εὐτυχέως. Ἔκτητο δὲ πεντηκοντέρους τε ἑκατὸν καὶ χιλίους τοξότας. Ἔφερε δὲ καὶ ἦγε πάντας διακρίνων οὐδένα· τῷ γὰρ φίλῳ ἔφη χαριεῖσθαι μᾶλλον ἀποδιδοὺς τὰ ἔλαβε ἢ ἀρχὴν μηδὲν λαβών. Συχνὰς μὲν δὴ τῶν νήσων ἀραιρήκεε, πολλὰ δὲ καὶ τῆς ἠπείρου ἄστεα·
TRADUZIONE
Policrate il tiranno aveva preso Samo grazie a una insurrezione. In un primo momento Policrate aveva diviso la città in tre parti e ne aveva assegnate due ai fratelli Pantagnoto e Silosonte; ma più tardi aveva soppresso Pantagnoto e mandato in esilio Silosonte, il più giovane, diventando padrone dell'intera Samo; poi aveva stretto vincoli di ospitalità con Amasi re dell'Egitto, mandandogli doni e ricevendone a sua volta. In breve tempo la fortuna di Policrate crebbe assai e divenne argomento di ammirati discorsi nella Ionia e in tutto il resto della Grecia: dovunque dirigesse il suo esercito, erano successi. Riuscì a mettere insieme una flotta di cento penteconteri e un corpo di mille arcieri. Rapinava e depredava chiunque senza distinzione; restituendo agli amici il maltolto sosteneva di far loro un favore più gradito che non togliendogli nulla del tutto. E si era impadronito di numerose isole e anche di molte città del continente.