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Prakteon pagina 180 numero 123
εἰ δὲ καὶ τῷ ἡγεμόνι πιστεύσομεν ὃν ἂν Κῦρος διδῷ, τί κωλύει καὶ τὰ ἄκρα ἡμῖν κελεύειν Κῦρον προκαταλαβεῖν; ἐγὼ γὰρ ὀκνοίην μὲν ἂν εἰς τὰ πλοῖα ἐμβαίνειν ἃ ἡμῖν δοίη, μὴ ἡμᾶς ταῖς τριήρεσι καταδύσῃ, φοβοίμην δ' ἂν τῷ ἡγεμόνι ὃν δοίη ἕπεσθαι, μὴ ἡμᾶς ἀγάγῃ ὅθεν οὐκ ἔσται ἐξελθεῖν· βουλοίμην δ' ἂν ἄκοντος ἀπιὼν Κύρου λαθεῖν αὐτὸν ἀπελθών· ὃ οὐ δυνατόν ἐστιν. ἀλλ' ἐγώ φημι ταῦτα μὲν φλυαρίας εἶναι· δοκεῖ δέ μοι ἄνδρας ἐλθόντας πρὸς Κῦρον οἵτινες ἐπιτήδειοι σὺν Κλεάρχῳ ἐρωτᾶν ἐκεῖνον τί βούλεται ἡμῖν χρῆσθαι· καὶ ἐὰν μὲν ἡ πρᾶξις ᾖ παραπλησία οἵᾳπερ καὶ πρόσθεν ἐχρῆτο τοῖς ξένοις, ἕπεσθαι καὶ ἡμᾶς καὶ μὴ κακίους εἶναι τῶν πρόσθεν τούτῳ συναναβάντων· ἐὰν δὲ μείζων ἡ πρᾶξις τῆς πρόσθεν φαίνηται καὶ ἐπιπονωτέρα καὶ ἐπικινδυνοτέρα, ἀξιοῦν ἢ πείσαντα ἡμᾶς ἄγειν ἢ πεισθέντα πρὸς φιλίαν ἀφιέναι· οὕτω γὰρ καὶ ἑπόμενοι ἂν φίλοι αὐτῷ καὶ πρόθυμοι ἑποίμεθα καὶ ἀπιόντες ἀσφαλῶς ἂν ἀπίοιμεν· ὅ τι δ' ἂν πρὸς ταῦτα λέγῃ ἀπαγγεῖλαι δεῦρο· ἡμᾶς δ' ἀκούσαντας πρὸς ταῦτα βουλεύεσθαι.
"Se ci fideremo della guida che Ciro ci offre, cosa ci impedisce di domandare anche a Ciro di occupare per noi le alture in modo preventivo? Infatti esiterei ad imbarcarmi sulle navi che ci offrirebbe, per non affondarci con le sue triremi; e avrei timore di seguire la guida che lui ci darebbe, per non portarci in un luogo dove non è possibile andar via; e se dovessi contro la volontà di Ciro andarmene, preferirei andarmene a sua insaputa; il che non è possibile. Ma io ritengo che son tutte ciarlanerie. Mi sembra opportuno che uomini qualificati, andando da Ciro con Clearco, gli chiedano a che scopo intenda adoperarci; e se è un'impresa simile a quella per cui prima usava le truppe mercenarie, seguiamolo senza essere da meno di coloro che prima lo seguirono all'interno. Se invece l'impresa risulterà di maggiore portata della precedente, più faticosa e più rischiosa, chiediamogli o che ci persuada ad accompagnarlo, o che si lasci convincere a congedarci in amicizia; così, se lo seguiamo, lo seguiremo da amici e di buon animo; se ce ne torniamo, ce ne torneremo senza rischio; e ci si riporti qui la sua risposta, quale che sia. Uditala, decideremo di conseguenza".
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Prakteon numero 116
Inizio: Εφη δε (ο Σωκρατης ) και την δικαιοσυνην και την αλλην πασαν αρετην σοφιαν ειναι Τα τε γαρ δικαια και παντα οσα αρετη τραττεται καλα τε καγαθα ειναι. , ... Fine: ουτω και την μεγαλην παρανοιαν μανιαν αυτους καλειν.
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Prakteon numero 120
Inizio: Φιλοποιμην τω αχαιων στρατηγος συλλεψθεις υπο Μεσσηνιων ... Fine: μετριαις περιπεσοντας συμφοραις
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Inizio: υπο αγγελματων πολλων καί ψευδων καί φόβων, Fine: Πομπηιον ηγουντο, την Ρωμην ως Καισαρος στρατοπεδον εξελιπον.
(Pompeo) Per molti annunci e menzogne e paure, quasi che la guerra già incombesse e occupasse ogni cosa, avendo ceduto all'impeto altrui ed essendone stato travolto, in seguito al cambiamento di tutto stabilì di proclamare lo stato d'emergenza e lasciò la città, dopo aver ordinato al senato di seguirlo e che nessuno di quelli che al posto della tirannide preferivano la patria e la libertà rimanesse. I consoli dunque fuggirono senza nemmeno fare i sacrifici che si compiono di norma prima della partenza; poi, fuggì anche la maggior parte dei senatori, come se a causa di un saccheggio prendessero dei beni altrui. Ed alcuni che erano stati decisamente sostenitori di Cesare, persero in quel momento la testa per lo spavento e, senza che fosse necessario, si lasciarono trascinare dalla corrente di quel movimento. Era tristissimo lo spettacolo della città, come una nave che quando una tempesta di grave entità arriva, viene condotta da nocchieri disperati a distruggersi contro ciò che incontra. Ma sebbene l'esodo fosse così miserevole, gli uomini ritenevano patria l'esilio come Pompeo, e abbandonavano Roma come se fosse il campo di Cesare.
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Prakteon pagina 237 numero 197
inizio: πανταχοθεν τε περιειστηκει υποψια ες τον Αλκιβιαδην ... fine: δίκῃ θάνατον κατέγνωσαν αὐτοῦ τε καὶ τῶν μετ’ ἐκείνου.