Ἐγὼ δ' εἰ μέν τις τῶν εἰθισμένων ἐν ὑμῖν ἀγορεύειν ἀξίως ἦν τῆς πόλεως εἰρηκὼς, πολλὴν ἂν ἡσυχίαν ἦγον· νῦν δ' ὁρῶν τοὺς μὲν συναγορεύοντας οἷς οἱ πολέμιοι προστάττουσιν, τοὺς δ' οὐκ ἐρρωμένως ἐναντιουμένους, τοὺς δὲ παντάπασιν ἀποσεσιωπηκότας, ἀνέστην ἀποφανούμενος ἃ γιγνώσκω περὶ τούτων, αἰσχρὸν νομίσας εἰ τὴν ἰδίαν τοῦ βίου τάξιν διαφυλάττων περιόψομαι τὴν πόλιν ἀνάξια ψηφισαμένην αὑτῆς.
Ma io, se qualcuno degli oratori avvezzi a parlare in mezzo a voi si fosse espresso in maniera degna della nostra patria, starei zitto e tranquillo; ma notando che gli uni avallano le imposizioni dei nemici, altri non le contrastano energicamente, altri ancora si sono chiusi nel più assoluto silenzio, mi sono alzato per dire ciò che penso al riguardo, credendo che sarebbe vergognoso se, per conservare il posto appropriato ai miei anni, permettessi alla città di votare risoluzioni indegne di se stessa.