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Elogio allo specchio versione latino Apuleio
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Habes crimen meum, Maxime, quasi improbi comisatoris de sertis et canticis compositum. Hic illud etiam reprehendi animadvertisti, quod, cum aliis nominibus pueri vocentur, ego eos Charinum et Critian appellitarim. Eadem igitur opera accusent C. Catullum, quod Lesbiam pro Clodia nominarit, et Ticidam similiter, quod quae Metella erat Perillam scripserit, et Propertium, qui Cunthiam dicat, Hostiam dissimulet, et Tibullum, quod ei sit Plania in animo, Delia in versu. Equidem C. Lucilium, quanquam sit iambicus, tamen improbarim, quod Gentium et Macedonem pueros directis nominibus carmine suo prostituerit. Quanto modestius tandem Mantuanus poeta, qui itidem ut ego puerum amici sui Pollionis bucolico ludicro laudans et abstinens nominum sese quidem Corydonem, puerum vero Alexin vocat.
O Massimo tu giudichi il mio crimine, come di un incorreggibile gozzovigliatore un crimine composto di corone e di cantici. E qui tu hai notato anche che mi si riprende, perché benchè i fanciulli vengano chiamati con altro nome, io ho continuato a chiamarli Critia e Carino. Per lo stesso fatto biasimino Catullo perché nominò Lesbia invece di Clodia, e similmente Ticida per avere scritto Perilla e non Metella, e Properzio che dice Cintia dissimulando Hostia e Tibullo che ebbe Plania nel cuore e Delia nel verso. E io non saprei veramente approvare Lucilio, quantunque sia poeta satirico, per avere esposto a mala fama coi veri nomi, in uno dei suoi carmi, i giovinetti Genzio e Macedone. Quanto più discreto il poeta Mantovano che, lodando, come io ho fatto, il giovane schiavo dell'amico suo Pollione, in una scena bucolica, si astiene dai nomi, chiamando sé Coridone e Alessi il fanciullo.
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Iam primum - Inquit - crines eius praemulsis antiis...
"E prima di tutto – disse – che i suoi capelli con i ciuffi ben acconciati e i riccioli appiattiti ricadono sulla fronte e ondeggiano sulle tempie; tutto il corpo molto gradito, le membra lucenti, la lingua profetica, sia che tu voglia parlare in prosa sia in versi di pari facondia. Che dire anche del vestito? Leggero nel tessuto, molle al tatto, splendente di porpora? E che dire anche della sua lira che brilla di oro, biancheggia d'avorio, variegata di gemme preziose? Che dire anche (del fatto) che sa cantare in modo assai piacevole ed assai esperto? – "Tutte queste seduzioni, diceva, non si addicono alla virtù, ma sono un segno di delicatezza". Ed esaltava le qualità del suo corpo, come l'apice della bellezza. Risero le Muse quando udirono rinfacciare ad Apollo delle accuse, che un saggio vorrebbe rivolte a se stesso; e quel flautista, che fu vinto nella gara, lo lasciarono come un orso bipede, scorticato e con le viscere scoperte e lacerate. Così Marsia cantò e cadde nella sua pena. Peraltro Apollo si vergognò di una vittoria così modesta.
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Ammiano e il cristianesimo versione latino Ammiano Marcellino
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Ultime parole di Giuliano versione latino Ammiano Marcellino
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