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Temistocle spiega il responso di Apollo
versione latino traduzione libro in pratica e in teoria versione libro tesserae
Cum Xerxes et mari et terra bellum universae inferret Europae cum tantis copiis, quantas neque ante nec postea habuit quisquam, ...
Cum Xerxes et mari et terra bellum universae inferret Europae cum tantis copiis, quantas neque ante nec postea habuit quisquam, ...
Quando Serse portò guerra per terra e per mare a tutta l'Europa, la invase con un esercito tanto grande quale nessuno né prima né dopo ebbe mai: . Recata in Grecia la fama del suo arrivo, poiché si diceva che soprattutto gli Ateniesi erano presi di mira per via della battaglia di Maratona, essi andarono a Delfi, a consultare l'oracolo sulle misure da prendere. Agli interpellanti la Pizia rispose che dovevano difendersi con mura di legno. Mentre nessuno capiva il senso dell'oracolo, Temistocle li convinse che il consiglio di Apollo era di mettere se stessi e le proprie sostanze sulle navi: questo era il muro di legno che intendeva il dio.
Traduzione dal libro Tesserae testo latino non pervenuto
Serse, avendo stabilito che i Greci dovevano essere puniti, aveva preparato per sè un immenso esercito e una grande flotta, e ormai era sul punto di invadere la Grecia. Avanzò per terra e per mare con tutte le truppe verso la penisola. Gli abitanti di tutta la Grecia erano in gran Panico: chi sapeva infatti in che modo difendersi? Se Serse avesse vinto i Greci, certamente, egli li avrebbe puniti con grande severità. Nella tanta confusione delle cose credettero che Apollo dovesse essere consultato e mandarono gli ambasciatori all'oracolo di Delfi. Agli ambasciatori che chiedevano di Dio rispose affinché si fortificassero con mura di legno. Avendo udito queste parole, tutti ignoravano cosa esse significassero. Solo Temistocle, attento, spiegò il responso di Apollo, dicendo: << Dio ci esorta affinché lasciamo le mura della città e scendiamo nelle navi che sono di legno>>. Allora i Greci obbedirono alle parole di Temistocle, e riportarono una grande vittoria presso Salamina contro i Persiani e salvarono la libertà della patria
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Sociale bellum vocetur licet, ut extenuemus invidiam; si verum tamen volumus, illud civile bellum fuit. Quippe cum populus Romanus Etruscos, Latinos Sabinosque sibi miscuerit et unum ex omnibus sanguinem ducat, corpus fecit ex membris et ex omnibus unus est; nec minore flagitio socii intra Italiam quam intra urbem cives rebellant. Itaque cum ius civitatis, quam viribus auxterant, socii iustissime postularent, quam in spem eos cupidine dominationis Drusus erexerat, postquam ille domestico scelere oppressus est, eadem fax, quae illum cremavit, socios in arma et in expugnationem urbis accendit. Quid hac clade tristius? Qui calamitosius? Cum omne Latium atque Picenum, etruria omnis atque Campania, postremo Italia contra matrem suam ac parentem urbem consurgerent; cum omne robur fortissimorum fidelissimorumque sociorum sub suis quisque signis haberent municipalia illa prodigia, Poppaedius Marsos et Paelignos, Latinos Afranius, Umbros Plotius, Egnatius Etruscos, Samnium Lucaniamque Telesinus; cum regnum et gentiumarbiter populus ipsum se regere non posset, ut victrix Asiae er Europae a Corfinio Roma peteretur.
Mi sia consentito, tanto per sminuirne l'odiosità, chiamarla guerra sociale questa che se vogliamo parlarne in vero fu una guerra civile. Essendosi il popolo romano mescolato ad Etruschi, Latini e Sabini e traendo da tutti un unico sangue, di tante membra fece un sol corpo ed è l'unico risultato di tutti; i nostri confederati entro l'Italia si ribellavano con una vergogna non inferiore a quella con cui i cittadini possono fare altrettanto nella loro città. Dunque i nostri soci più che giustamente reclamavano il diritto di quella cittadinanza, che avevano accresciuto con le loro forze: speranza che in loro aveva fatto nascere Druso per brama di dominio. Ma dopo che egli fu tolto di mezzo da un delitto ordito dai suoi concittadini, la medesima torcia, che ne bruciò il corpo, incitò i nostri alleati a prendere le armi ed espugnare la nostra città. Cosa ci fu di più luttuoso di questa strage? Cosa di più funesto? Tutto il Lazio e il Piceno, l'intera Etruria e Campania, alla fine l'Italia insorsero contro la loro madre e genitrice; il nerbo intero degli alleati più forti e fedeli ebbe sotto le sue insegne quei municipi portentosi: Poppedio i Marsi e i Peligni, Afranio i Latini, Plozio gli Umbri, Egnazio gli Etruschi, Telesino il Sannio e la Lucania. Il popolo arbitro di re e genti non si poteva governare al punto che Roma, vincitrice delle genti d'Asia e d'Europa, venne assalita da Corfinio
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Gallus processit magnitudine atque armis insignis; quatiensque scutum hasta cum silentium fecisset, provocat per interpretem unum ex Romanis qui secum ferro decernat. M. erat Valerius tribunus militum adulescens, qui haud indigniorem eo decore se quam T. Manlium ratus, prius sciscitatus consulis voluntatem, in medium armatus processit. Minus insigne certamen humanum numine interposito deorum factum; namque conserenti iam manum Romano corvus repente in galea consedit, in hostem versus. Quod primo ut augurium caelo missum laetus accepit tribunus, precatus deinde, si divus, si diva esset qui sibi praepetem misisset, volens propitius adesset. Dictu mirabile, tenuit non solum ales captam semel sedem sed, quotienscumque certamen initum est, levans se alis os oculosque hostis rostro et unguibus appetit, donec territum prodigii talis visu oculisque simul ac mente turbatum Valerius obtruncat; corvus ex conspectu elatus orientem petit.
Traduzione
Un Gallo si fece avanti con notevole prestanza fisica ed armamento (ornamento bellico); sfidò attraverso un messaggero (per interprete) uno tra i Romani che combattesse con la propria spada, dopo aver ottenuto il silenzio con un colpo di asta sullo scudo. Era il giovane Valeri, che, saputa prima la volontà del console, avanzò nel mezzo armato. Venuto già alle mani il romano, improvvisamente un corvo si posò sull'elmo nel verso nemico. Subito il tribuno accolse con gioia l'evento come un messaggio augurale del cielo, poi pregando, sia un dio che una dea, chi gli avesse mandato il buon auspicio, per mostrare il favorevole propizio. Incredibile a dirsi, il volatile non solo mantenne la posizione occupata inizialmente, ma ogni qualvolta c'era il congiungimento (la ripresa) di battaglia si leva in volo andando a colpire con il becco e gli artigli la bocca e gli occhi dell'avversario, terrorizzato alla vista di un simile prodigio che gli offuscava insieme la mente e gli occhi, venne il nemico colpito a morte da Valerio, e il corvo volò verso oriente, scomparendo alla vista.
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Un incerto trionfo
Versione di latino
LIBRO In pratica e teoria
Traduzione
Avendo il console reclamato il trionfo al senato per quete imprese, piu per consuetudine che per la speranza di ottenerlo, vedendo alcuni che era uscito piu tardi dalla citta e altri che senza ordine del senato si era recato dal Sannio in Etruria, alcuni suoi nemici altri amici del collegq per consolarlo di avere avuto uguale rifiuto di trionfo, negarono il trionfo anche a lui. Disse: " non cosi, senatori, ricordero la vostra rispettabilità, cosi da dimenticare di essere console. Per lo stesso diritto di potere con il quale mossi guerra, avendo condotto guerre con pieno successo, sottomessi Sannio e l Etruria, acquisita la vittoria e la pace trionferò ". Cosi abbandono il senato.
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Sorelle Versione di latino LIBRO In pratica e teoria
Herodicum principem Thessalorum multis ante annis rex occiderat; generos quoque ...
Il re uccise Erodico il principe dei Tessali molti anni prima; in seguito uccise anche i suoi generi. Le figlie furono lasciate in vedovanza con piccoli figli unici. Queste donne si chiamavano Teoxena e Arco. Teoxena, desiderata da molti, rifiuto le nozze: Arco sposò un certo Poride, di gran lunga il piu nobile del popolo degli Eniani ì, e avendo partorito piu figli, mori lasciandoli tutti piccolissimi. Teoxena, affinche i figli della sorella fossero educati da lei, sposò Poride e, come se li avesse partoriti lei tutti, aveva nella stessa cura il suo e i figli della sorella.