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Osservanza scrupolosa della religione
Versione di latino di Valerio Massimo
LIBRO Lectio brevio
Traduzione
I NOSTRI ANTENATI VOLLERO CHE LE CERIMONIE SOLENNI VENISSERO SVOLTE SECONDO LA SAPIENZA RELIGIOSA DEI PONTEFICI, I PRESAGI SECONDO L'OSSERVAZIONE DEGLI AUGURI E (VOLLERO) CHE LE PREDIZIONI DI APOLLO FOSSERO SPIEGATE IN BASE AI VATI. INFATTI TUTTE LE CERIMONIE SACRE DOVEVANO ESSERE SVOLTE CON CURA SCRUPOLOSA E CON GRANDISSIMA DILIGENZA. ALLORA PER UN'ANTICA USANZA, QUANDO C'ERA DA RACCOMANDARE QUA
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La battaglia di Maratona versione latino Giustino
Traduzione libro Lectio Brevio
Gli ateniesi intrapresero una battaglia ai piedi di un monte, in una regione non molto pianeggiante, con questa opinione, in modo che fossero protetti in un altura fra i monti e in modo che la cavalleria dei nemici fosse impedita da un tratto di alberi, affinché non fossero bloccati dal gran numero. Dati, che era a capo dei persiani, anche se non vedeva il luogo vantaggioso per i suoi, però, fiducioso per il numero delle sue truppe, voleva combattere. infatti, prima che gli spartani venissero in soccorso, credeva utile combattere. Perciò fece avanzare nel campo di battaglia centomila fanti e diecimila cavalieri, e attaccò battaglia. in questa gli ateniesi furono tanto più forti per coraggio da sconfiggere un'esercito di nemici dieci volte superiore al loro, li spaventarono a tal punto che i Persiani si diressero non all'accampamento ma alle navi. nessuna battaglia fino ad oggi fu più illustre di questa: infatti mai in nessun'altra un così piccolo manipolo distrusse un esercito tanto grande.
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Cum fratres sulcum fecissent, ut situs urbis finiretur, et disputatio orta esset de nomine urbis, augures consulere utrique visum est. Priori Remo augurium sex vulturum venisse ferutr. Nuntiato multitudini augurio, duplex numerus se ostendere Romulo visus est et uterque frater rex a multitudine consalutatus est. Nam Remo imperium tribuendum esse omnibus visum est ex (in base a) tempore augurii; Romulo ex numero avium. Quod cum non placuisset fratribus, cum altercatione congressi sunt et ad caedem versi: ibi, fuste ictus a quodam de turba, Remus cecidit. At credibilior fama videtur, qua Remus dicitur ad ludibrium fratris novos sulcos transiluisse et ab irato Romulo interfectus esse. Ita solus regnavit Romulus et urbs nomine eius Roma appellata est. Ibi sacra diis albanis instituit Graeco Herculi. Nam traditum erat in ea loca Herculem venisse et, Geryine interempto, boves mira specie abegisse.
i fratelli avendo tracciato un solco, affinché fosse definita la posizione della città, ed essendo sorta una disputa per il nome della città, a entrambi sembrò giusto consultare gli auguri. Si tramanda che l'osservazione di sei avvoltoi giungesse per prima a Remo. Annunziato il presagio al popolo, a Romolo sembrò che si manifestasse il duplice numero e così ciascun fratello fu acclamato come re dalla moltitudine. Infatti sembrò bene a tutti dover assegnare il potere a Remo in base all'ora dell'osservazione; a Romolo in base al numero degli uccelli. E siccome ciò non fu gradito ai fratelli, si scontrarono in una disputa e volti alla rovina: qui, colpito da un bastone da uno della folla, Remo morì. Ma sembra più credibile la tradizione, secondo la quale si dice che Remo abbia attraversato i nuovi solchi ad offesa del fratello e sia stato ucciso dall'irato Romolo. Così regnò da solo Romolo e la città fu chiamata Roma dal suo nome. Qui innalzò altari alle divinità di Alba Longa e al Greco Ercole. Stando alla leggenda, proprio in questi luoghi Ercole uccise Gerione e gli portò via gli splendidi buoi
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La leggenda di Tarpea
versione latino Eutropio traduzione libro Lectio brevio
I Sabini, avendo in mente di fare guerra al popolo romano, affidarono il potere a Tito Tazio, che mosse l'esercito contro Roma. Non potendo in verità prendere la rocca romana con la forza, corruppe con l'oro la figlia del custode, per spalancare la porta ed immettere in quella il piccolo gruppo dei Sabini. Promise anche ciò che i Sabini portavano sui bracci sinistri. La fanciulla, pensando che i Sabini le avrebbero dato anche i braccialetti del braccio sinistro, tradì la patria e aprì la porta ai nemici. Ma i nemici, quando entrarono nella rocca, colpirono la fanciulla con lo scudo, che portavano nella mano sinistra. Essendo sfuggito alla morte, Romolo, per punirla, la gettò dalla rupe, che nominarono in seguito dal suo nome Tarpea.
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Fasi della prima guerra punica
versione di latino e traduzione dai libri:
Littera, ae 1B pag. 133 n° 1 Lectior facilior
e lingua magistra
L. Manlio Vulsone M. Atilio Regulo consulibus bellum in Africam translatum est. Contra Hamilcarem, Carthaginiensium ducem, in mari pugnatum est, et Hamilcar victus est. Is enim perditis sexaginta quattuor navibus perdidit retroque se recepit. A Romanis autem viginti duae amissae sunt. Sed nostra classis per Mare Nostrum in Africam pervenit primamque Clypeam, Africae civitatem, in deditionem acceperunt. Consules deidne usque ad Carthaginem processerunt. Manlius multa castella vastavit, Romam victor revertit et viginti septem milia captivorum ab eo reducti sunt; Atilius Regulus autem in Africa remansit. Is contra Afros aciem instruxit. Contra tres Carthaginiensium duces dimicans victor fuit, decem et octo milia hostium cecidit, quinque milia cum decem et octo elephantis cepit, septuaginta quattuor civitates in fidem accepit.
Sotto il consolato di L. Manlio Vulsone e M. Attilio Regolo, il conflitto si spostò in Africa. Lo scontro navale con Amilcare, generale dei Cartaginesi, sortì successo e Amilcare fu vinto. Egli infatti, perse 64 navi e si ritirò. Invece 22 navi furono perse dai Romani. Ma la nostra flotta per il Mare Mediterraneo giunse in Africa e assoggettarono per prima Clipea, città africana. I consoli poi si spinsero fino a Cartagine. Manlio rase al suolo molte fortezze, Manlio tornò a Roma vincitore e 27mila prigionieri (di guerra) furono condotti da lui; invece Attilio Regolo rimase in Africa. Fu lui a preparare lo scontro con gli Afri. Pur fronteggiando 3 condottieri cartaginesi, ne uscì vincitore: trucidò 8mila nemici, ne fece prigionieri 5mila, insieme a 18 elefanti; accettò la resa e la subordinazione di 74 città.