ΔΩΡΙΣ Τι δακρυεις, ω Θετι;

ΤἙΤΙΣ Καλλιστην ω Δωρι, κορην εωρων ες κιβωτον υπο του πατρος...

...εις την κιβωτον αρτι τετοκιαν. (da Luciano)

Dori: Perché piangi, Teti? Teti: Vedevo, o Dori, una bellissima fanciulla messa in una cesta da un padre, lei e il suo figlio neonato; il padre comandava i marinai, quando si stacca(va)no molto da terra, di gettare via la cesta nel mare, affinché la misera fanciulla [lett. muoia] morisse, sia lei sia il bambino.

Dori: Di chi (parli) o sorella; Raccontami.

Teti: Acrisio suo padre la conservava quella poiché era bellissima rinchiudendo(la) in una stanza di bronzo. Poi si dice dunque che Giove, divenuto oro, fluiva attraverso il tetto su di lei, (e) che quella ricevuto il dio che scorre nel ventre rimaneva incinta. Il padre, un crudele e vecchio geloso, saputo ciò, si infuriava e credendo che fosse stata sedotta da uno (qualsiasi), gettava tosto nella cesta quello che aveva partorito. (ετοκυῖαν = τίκτω participio attiva perfetto b feminile singolare accusativo)(by Stuurm)