ἔστι καὶ δούλοις νόμος ἐλευθερίαν ἀπογνοῦσι πρᾶσιν αἰτεῖσθαι...ἐνταῦθα κολάζεται καὶ τιμωρεῖται.

C'è legge anche per gli schiavi che rinunciano alla libertà di chiedere la vendita e cambiare il padrone in uno più mite; la superstizione non dà un allontanamento degli dèi, né è possibile trovare un dio di cui non abbia paura colui che teme gli dei della patria e quelli familiari, o quello che rabbrividisce per quelli salvatori e che trema e ha paura per quelli propizi, dai quali chiediamo ricchezza, benessere, pace, concordia e la retta guida delle migliori parole e azioni. Questi, peraltro, ritengono che la schiavitù sia una sfortuna e dicono: "Che sfortuna per un uomo e per una donna diventare schiavi e ricevere (λαμβάνω) padroni odiosi "Se sapeste quanto [grande] è più duro tollerare quelli cui non si possono fuggire, quelli che non si possono evitare, quelli da cui non ci si può separare; Per uno schiavo c'è un altare che può essere evitato, anche per i ladri vi sono molte cose sacre dei templi, anche quelli che fuggono i nemici hanno coraggio, qualora raggiungano (λάβωνται, λαμβάνω aoristo cong. mp 3° pl genitivo = raggiungere) una statua [degli dei] o un tempio; il superstizioso, inorridisce (φρίσσω acc) soprattutto di queste cose ed ha paura ed ha timore di quello che ha speranza in coloro che temono le cose più terribili. Non respingere (ἀπόστα aor. imper. a. 2a sg. ἀφίστημι) il superstizioso dai templi, là esso viene punito ed è fatto oggetto di vendetta.
(Traduzione by Anna Maria Di Leo)

Versione di Plutarco

Ulteriore proposta di traduzione

C'è una legge anche per gli schiavi che rinunciano alla libertà di chiedere la vendita e cambiare il padrone in uno più buono; la superstizione non dà un allontanamento degli dèi, né è possibile trovare un dio di cui non abbia paura colui che teme gli dei della patria e quelli familiari, o quello che rabbrividisce per quelli salvatori e che trema e ha paura per quelli propizi, dai quali chiediamo ricchezza, benessere, pace, concordia e la retta guida delle migliori parole e azioni. Poi ancora essi stessi considerano l'essere schiavi una sventura e dicono: "Per l'uomo e la donna è una sventura terribile diventare schiavi, e ricevere padroni sgradevoli. Ma quanto è più terribile, considerate, subire ancora coloro dai quali non c'è via di scampo, non possono evitare, a cui non possono sfuggire? Per uno schiavo c'è un altare che è luogo di rifugio, e per i ladri molti luoghi inviolabili dei santuari e coloro che fuggono i nemici, se si aggrappano ad una statua, o raggiugono un tempio, riprendono coraggio. Il superstizioso ha paura moltissimo di queste cose e inorridisce ed ha timore, eppure in esse ripongono speranza coloro che temono le cose più terribili. Non trascinare l'uomo superstizioso lontano dai santuari: lì è punito e retribuisce.
(By Stuurm)