ἐπεὶ δὲ κατ' αὐτὴν ἤδη τὴν σελήνην ἐγεγόνειν πάμπολυ τῶν νεφῶν ἀποσπάσας, ᾐσθόμην κάμνοντος ἐμαυτοῦ... οἱ δικαζόμενοι, τὰ γύναια, τὰ θηρία
Dopo che ero già giunto sopra quella luna staccatomi (part. ἀποσπάω) moltissimo dalle nuvole, compresi (αἰσθάνομαι aor. 1a sing) di essere stanco. Dopo essermi spinto avanti (προσελαύνω) e sedutomi su questa, mi fermavo (imperf. διαναπαύω) guardando giù sulla terra come quel Giove di Omero, ora scorrendo con lo sguardo (καθοράω) quella dei cavalieri dei Traci, ora quella quella dei Misii. poco dopo invece se mi sembrò giusto (δόξειε— δοκέω aor ott act 3a sing), la Grecia, la Persia e l'India...
Da tutte queste cose mi riempivo (imp. ἐμπίμπλημι) di un certo profondo piacere. E per prima cosa mi sembra(va) molto piccola veder la terra molto più esigua della luna che io volgendomi improvvisamene a grande distanza non sapevo (Imperf. ἀπορέω 1a sing) dove fossero questi monti o questo mare; e se non ho visto ( ἐθεᾱσάμην aor. θεάομαι) il Colosso di Rodi e la Torre sul Faro, sappi bene che mi sarebbe sfuggita (διαλανθάνω) interamente anche la terra. Dopo che fissai la vista attentamente mi apparve immediatamente tutta la vita umana, non solo le nazioni e le città ma, in modo chiaro, anche quelli stessi che navigavano, quelli che facevano la guerra, quelli che coltivavano i campi, quelli che decidevano, le donne e le bestie.
(By Vogue)