Φαέθων, ό τοῦ Ήλίου μέν υιός, παῖς δέ τήν ήλικίαν ὣν, αιτεί παρά τοῦ πατρός μίαν ήμέραν παραχωρεῖν τοῦ τεθρίππου· ..., διά δέ τήν ύπερβολήν τῆς λύπης μετασχηματίζειν τήν φύσιν, γιγνομένας αίγείρους.
Fetonte, il figlio del Sole, essendo giovane di età, chiede al padre di lasciare per un solo giorno la quadrica; il padre, dando retta al fanciullo, essendo in dubbio, ugualmente glielo consente. Fetonte, salito sulla quadriga, crede di essere più bravo del Sole, per inesperienza non è capace di tenere strette le briglie. I cavalli, infatti, non dandosi pensiero del fanciullo, portano fuori la quadriga dalla solita corsa, prima percorrendo il grandissimo giro e peregrinando nel cielo lo bruciano e fanno il cerchio ora chiamato galassia, dopo queste cose bruciano incendiando la maggiorparte del territorio abitato. Per ciò anche Zeus adirandosi per l'accaduto fulmina Fetonte che cade alla foce del fiume ora chiamato Po, anticamente era chiamato Eridano. I più grandi dei poeti dicono che le sue sorelle piangono la ambiziosissima morte, con il grado massimo di dolore cambiano la natura, diventando pioppi.