Μετὰ ταῦτα Ξενοφῶν μὲν ἔπραττε περὶ πλοίων, ὅπως ὅτι τάχιστα διαβαῖεν. ἐν δὲ τούτῳ ἀφικόμενος Ἀρίσταρχος ὁ ἐκ Βυζαντίου ἁρμοστής, ἔχων δύο τριήρεις... οἱ θεοὶ πειρᾶσθαι πρὸς Σεύθην τὸ στράτευμα ἄγειν.
Nel frattempo arrivato da Bisanzio Aristarco l'armostata, che aveva due triremi, persuaso da Farnabazo, proibiva ai proprietari delle navi di passare; giunto presso l'esercito diceva ai soldati di non oltrepassare l'Asia. Ma Senofonte diceva: "Anassibio (lo) ha ordinato e mi ha mandato in questo luogo (aor πέμπω) per questo motivo. Aristarco disse di nuovo: "Annassibio dunque non è più un navarco: sono io [a questo] l'armostata. E se (fut λαμβάνω) prenderò uno di voi sul mare, lo affonderò. Dopo aver detto queste cose andava alle mura (οἴχομαι). Nel giorno seguente manda(va) a chiamare i comandanti e i locaghi dell'esercito. Quando erano [sono] ormai vicini alle mura qualcuno riferì a Senofonte che se (εἴσειμι) si presentava (συλληφθήσοιτο = συλλαμβάνω fut ott pass 3a sg) sarebbe stato imprigionato o sarebbe stato ucciso (ἀναιρέω) o anche (παραδίδωμι) sarebbe stato consegnato a Farnabazo. Dopo aver ascoltato queste cose, manda(va) avanti gli altri ed egli dice(va) che avrebbe fatto sacrifici per sapere (fut. πυνθάνομαι) se gli dei erano (παρεῖεν = πάρειμι 1 pres ott 3a pl) al suo fianco nel provare a condurre l'esercito da Seute. (by Vogue)