Hostes sine fide tempus atque occasionem fraudis ac doli quaerunt, interiectisque aliquot diebus, nostris languentibus atque animo remissis, subito meridiano tempore, cum alius discessisset, alius ex diutino labore in ipsis operibus quieti se dedisset, arma vero omnia reposita contectaque essent, portis se foras erumpunt, secundo magnoque vento ignem operibus inferunt. Hunc sic distulit ventus, uti uno tempore agger, plutei, testudo, turris, tormenta flammam conciperent et prius haec omnia consumerentur, quam quemadmodum accidisset, animadverti posset. Nostri, repentina fortuna permoti, arma quae possunt adripiunt, alii ex castris sese incitant.

I nemici senza fiducia cercano il momento e l'occasione per il tradimento e l'inganno, e trascorsi alquanti giorni, i nostri essendo indeboliti e rilassati nell'animo, improvvisamente nelle ore del meriggio, mentre alcuni si allontanavano, altri si dedicavano tranquilli dal lavoro quotidiano nelle stesse faccende, in verità essendo state riposte e ed occultate tutte le armi, si precipitano fuori dalle porte, e essendoci un vento impetuoso e favorevole gettano il fuoco sulle opere di fortificazione. Il vento lo disperde così, che in un attimo il terrapieno, i tavolati, la testuggine, la torre, le macchine da guerra prendono fuoco e tutte queste cose si consumano prima, di potersi accorgere, in che modo fosse accaduto. I nostri, mossi da una repentina fortuna, afferrano le armi che possono, altri si lanciano dall'accampamento.
(By Maria D.)

Versione tratta da Cesare