La caccia alle streghe
VERSIONE DI GRECO di Andocide
TRADUZIONE dal libro Sapheneia versione numero 232
TRADUZIONE

Erano presenti all'assemblea gli strateghi della spedizione in Sicilia, Nicia, Lamaco e Alcibiade e stava già salpando la trireme ammiraglia di Lamaco. Tra il popolo si alzò Pitonico e disse: ”Ateniesi, voi inviate un esercito e mezzi tanto grandi e state per esporvi al pericolo, ma io intendo dimostrare che lo stratego Alcibiade celebra i misteri in casa insieme ad altri e, se decretate l'incolumità alla persona che vi indico, uno schiavo di una persona che era lì, senza essere iniziato, vi esporrà i misteri: altrimenti, fate di me quello che volete, se non dico la verità”. Poiché Alcibiade si opponeva a lungo e negava, i pritani decisero di allontanare i non iniziati e di recarsi personalmente dal ragazzo che Pitonico aveva indicato. Se ne andarono e portarono uno schiavo di Polemarco: si chiamava Andromaco. Dopo che gli ebbero decretato l'incolumità, disse che i misteri si svolgevano nella casa di Polizione: erano presenti Alcibiade, Niciade e Meleto, ed erano loro gli artefici, ma anche altri assistevano ai fatti, erano presenti anche degli schiavi, egli stesso, il fratello, il flautista Icesio e lo schiavo di Meleto. Egli fu il primo a presentare questa denuncia e ad accusarli.