Caratteristiche della poesia Epica e della tragedia
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Kata logon
Inizio: χρη δε οπερ ειρηται πολλακις μεμνησθαι και μη ποιειν εποποιικον συστημα τραγωδιαν - εποποιικον δε λεγω το πολυμυθος ὁιον ει...
fine: εικος γαρ γινεσθαι πολλα και παρα εικος.
TRADUZIONE
Bisognerebbe anche ricordarsi di quel che è stato detto più volte e di non fare di una composizione epica una tragedia – e chiamo composizione epica quella a racconto multiplo – come ad esempio se si volesse fare un unico racconto dell’intera Iliade: giacché in questa, a motivo della sua lunghezza, le parti possono ottenere la grandezza conveniente, mentre nei drammi il risultato delude l’aspettativa. La prova ne è il fatto che quanti hanno composto una Distruziorte di Ilio per intero e non spezzandola in parti come Euripide, o una Niobe e non come ha fatto Eschilo, o sono caduti o hanno avuto un cattivo esito nelle gare, dacché anche Agatone cadde per questo solo difetto. Ma nelle peripezie e nelle azioni semplici i poeti ottengono l’effetto voluto mediante l’uso del sorprendente, giacché questo è l’elemento tragico e capace di destare umana simpatia. E questo accade quando un uomo intelligente ma malvagio venga ingannato, come Sisifo, o uno valoroso ma ingiusto soccomba; e un caso simile è anche verosimile, perché, come dice Agatone, è del tutto verosimile che accadano anche casi contrari al verosimile.