Λογον μεν τον αυτον ειληφασι παρα θεων αι γυναικες τοις ανδρασιν, ω τε χρωμεθα προς αλληλους και καθ' ον διανοσυμεθα περι εκαστου πραγματος, ει αγαθον η κακον εστι και καλον η αισχρον. ... Ποτερον, οτι ανδρας μεν προσηκει αγαθους ειναι, γυναικας δε ου;
Le donne, hanno preso da parte degli Dei la stessa identica ragione degli uomini con la quale ci quale ci serviamo gli uni nei confronti degli altri e grazie alla quale pensiamo riguardo a ciascuna faccenda, determinando se è un bene o un male, se è una cosa bella o brutta. (La donna) ha similmente le stesse sensazioni: vedere, udire, odorare e le altre. Ha similmente le stesse parti del corpo, e nulla uno dei due (ha) più dell'altro. Inoltre, il desiderio e l'appropriazione per naturale disposizione verso la virtù non nasce soltanto negli uomini ma anche nelle donne; esse infatti non meno degli uomini sono portate naturalmente a dare il benestare alle opere belle e giuste mentre (sono portate naturalmente a) biasimare quelle oppose a quelle. Stando così le cose, perché mai agli uomini si converrebbe il ricercare e il considerare al fine di vivere bene, è a favore del filosofare e invece e invece alle donne no? Forse agli uomini si addice essere virtuosi (buoni) invece alle donne no?