Οι Θηβαιοι πολιται, και νεοι και γεροντες, ικεται καθηνται προς τη του Οιδιποδος βασιλεια. Ο αλλος λαος καθηται εν ταις αγοραις και προς Παλλαδος ναω. Στεφανοις στεφονται κλαδων· ... ουτε αυτος ο βασιλευς τι το αιτιον του λοιμου, το μιασμα την πολιν λυμαινομενον.
I cittadini Tebani, sia giovani che vecchi, sostano supplici davanti alla reggia di Edipo. Altro popolo sosta nelle piazze e presso il tempio di Pallade; sono cinti di corone di rami: in questo modo infatti si comportano i supplici. La terribile peste è in pieno sviluppo; la città è svuotata (κενόω) da questa: muoiono infatti i frutti della terra (χθών - χθονός) e le mandrie di buoi e la prole delle donne: tutto è pieno di corpi morti. La città è contagiata, Edipo è contagiato: non c’è fra i cittadini qualcuno che soffre quanto il re. I cittadini supplicano il re, i fior fiore degli uomini lo interroga su come portare aiuto alla città. Il re infatti aveva già risollevato la città quando la Sfinge divorava i Tebani che non erano in grado di risolvere l’enigma. Allora infatti Edipo trovò la soluzione. Ora né i Tebani né il re stesso conoscono la causa della peste, il contagio che affligge la città. (by Geppetto)