Σχεδὸν δὲ τῆς νεὼς ἤδη εἰς λιμένα ἐπιστρεφούσης ἐξικνεῖτο Ποσειδῶν ἐνοσίγαιος· ἐπ᾿ αὐτῇ πέτραν ἐτίθει χειρὶ ἐλαύνων. Οἱ δὲ Φαίακες ὁρῶντες εἰς τοὺς πλησίον ὄντας πολίτας ἔπη φόβου μεστὰ ἔλεγον· «Ὤ μοι, τίς ποτε ...
E mentre la nave stava già quasi per ritornare in porto (gen ass), arrivava (ἐξικνέομαι) Poseidone, scuotitore della terra spingendola con una mano metteva una roccia contro/su di essa. E i Feaci, vedendo(la), dicevano parole piene di timore ai cittadini che erano vicini: "Ohimè, chi mai ha fermato la veloce nave in mare mentre tornava a casa/in patria? Eppure appariva incolume. Così dicevano, non conoscendo la ragione del fatto. Ma Alcinoo, rivolgendosi a loro, disse: "Ah, mi sovvengono (lett singolare) gli antichi oracoli (neutro plurale) di mio padre Nausitoo. Infatti una volta sentivo mio padre, che diceva che Poseidone si adirava con noi perché siamo sconsiderati accompagnatori di tutti; infatti diceva che il dio avrebbe distrutto la nave dei Feaci mentre ritornava da un viaggio in mare e avrebbe coperto l'isola di Scheria con una montagna. Così diceva il vecchio; e ora tutte le cose si avverano (sono portate a compimento, τελέω, presente)".
(By Vogue)