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IPOTESI SULLA MORTE DI ALESSANDRO
VERSIONE DI GRECO di Arriano
TRADUZIONE dal libro Hellenikon phronema
TRADUZIONE
So che molte cose e differenti sono state scritte sulla morte di Alessandro, sia che il veleno fu mandato da Antipatro ad Alesandro, sia che a causa di questo veleno mori', sia che Aristotele avesse procurato il veleno ad Antipadro poiche' temeva gia' Alessandro a causa di Callisteno. Cassandro il figlio di Anttipadro portò il veleno. Quelli riportano anche che lo portò in uno zoccolo di mulo ed hanno scritto cio'. Dicono che Iolla, il fratello più giovane di Cassandro, lo porto'; infatti Iolla era il coppiere del re e perciò dicono che soffri' un pó per Alessandro di fronte alla morte; alcuni invece dicono che anche Medio fu coinvolto nell'azione poiche' era un ammiratore e che quello infatti fu l'autore del banchetto per Alessando; e riportano che un dolore acuto prese quello mentre beveva e che a causa del dolore si allontanò dalla bevanda.
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VITA DI DAFNI E CLOE DOPO LE NOZZE
VERSIONE DI GRECO di Longo Sofista
TRADUZIONE dal libro Hellenikon - pagina 356 numero 639
Καὶ ταῦτα οὐ τότε μόνον ἀλλ᾽ ἔστε ἔζων τὸν πλεῖστον χρόνον ποιμενικὸν εἶχον, θεοὺς σέβοντες Νύμφας καὶ Πᾶνα καὶ Ἔρωτα, ἀγέλας δὲ προβάτων καὶ αἰγῶν πλείστας κτησάμενοι, ἡδίστην δὲ τροφὴν νομίζοντες ὀπώραν καὶ γάλα. Ἀλλὰ καὶ ἄρρεν μὲν παιδίον ὑπέθηκαν _αἰγ_ὶ καὶ θυγάτριον γενόμενον δεύτερον ὄϊος ἑλκύσαι θηλὴν ἐποίησαν, καὶ ἐκάλεσαν τὸν μὲν Φιλοποίμενα τὴν δὲ Ἀγέλην. οὕτως αὐτοῖς καὶ ταῦτα συνεγήρασεν· οὗτοι. Καὶ τὸ ἄντρον ἐκόσμησαν καὶ εἰκόνας ἀνέθεσαν καὶ βωμὸν εἵσαντο Ποιμένος Ἔρωτος· καὶ τῷ Πανὶ δὲ ἔδοσαν ἀντὶ τῆς πίτυος οἰκεῖν νεὼν Πανὸς Στρατιώτου ὀνομάσαντες.
TRADUZIONE
E questo non avvenne solo in quella circostanza, ma per il resto della loro vita Dafni e Cloe impiegarono la maggior parte del tempo in attività pastorali: come dèi venerarono le Ninfe, Pan ed Eros; divennero proprietari di moltissime greggi di pecore e capre; rimasero convinti che i cibi più gustosi fossero frutta e latte. 2 Ma non solo: il loro primo figlio, un maschio, lo fecero allattare da una capra, mentre alla seconda, una femmina, fecero succhiare le mammelle di una pecora, e il maschio lo chiamarono Filopemene, la femmina Agela. E così queste usanze invecchiarono con loro e viceversa. Abbellirono la grotta delle Ninfe, vi consacrarono statue e vi collocarono un altare dedicato a Eros Pastore; quanto a Pan, gli diedero come dimora un tempio invece di un pino e lo denominarono il tempio di Pan Soldato.
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A SE STESSO
VERSIONE DI GRECO di Marco Aurelio
TRADUZIONE dal libro Hellenikon phronema
pagina 107 numero 180
inizio: Ουκί τουτο μόνον δει λογίζεσθαι, οτι καθ' εκάστην...
fine: ... των πραγμάτων και την παρακολουθησιν προαπολήγειν
TRADUZIONE
Non bisogna soltanto considerare il fatto che ogni giorno la vita si consuma e ne resta una parte sempre più piccola, ma anche il fatto che, se uno dovesse vivere più a lungo, rimarrebbe comunque un'incertezza: la sua facoltà mentale sarebbe ancora egualmente capace di comprendere le azioni e la teoria che tende alla concreta conoscenza delle cose divine ed umane? Se, infatti, comincerà a vaneggiare, non perderà - è vero - la facoltà di respirare, nutrirsi, ricevere impressioni, provare impulsi e così via: ma la facoltà di disporre di sé, la scrupolosa attenzione a tutti i punti del proprio dovere, l'analisi articolata dei fenomeni che si presentano, la valutazione stessa della necessità di porre ormai fine alla propria vita e quant'altro, analogamente, richiede un raziocinio ben esercitato, tutto ciò si spegne prima del resto. Bisogna quindi affrettarsi, non solo perché la morte si fa ad ogni istante più vicina, ma anche perché la capacità di intendere e di seguire la realtà si esaurisce prima della fine. Occorre far tesoro anche di osservazioni come questa: anche gli elementi accessori dei processi naturali possiedono qualcosa di gradevole e attraente. Per esempio, mentre il pane si cuoce alcune sue parti si screpolano e queste venature che vengono così a prodursi, e che in un certo senso contrastano con il risultato che si prefigge la panificazione, hanno una loro eleganza e un modo particolare di stimolare l'appetito. Ancora: i fichi pienamente maturi si presentano aperti. E nelle olive che dopo la maturazione sono ancora sulla pianta è proprio quell'essere vicine a marcire che aggiunge al frutto una speciale bellezza. E le spighe che si incurvano verso terra e la fronte grinzosa del leone e la bava che cola dalle fauci dei cinghiali e molte altre cose: a osservarle una per una sono lontane da un aspetto gradevole, e tuttavia, per il fatto di essere conseguenze di fatti naturali, contribuiscono ad abbellire e affascinano, al punto che se uno ha una sensibilità e una concezione più profonda di ciò che si produce nell'universo, non ci sarà quasi nulla, anche tra quanto avviene in subordine ad altri eventi, che non gli risulterà avere una sua piacevolezza.
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Αλεξανδρος οτε ενικησε Δαρειον και την Περσων αρχην κατεκτησατο, μεγα εφ' εαυτω φρονων και υπο της ευτυχιας της περιλαβουσης αυτον τοτε εκθεουμενος, επεστειλε τοις Ελλησι θεον αυτον ψηφισασθαι. Γελοιως γε. Ου γαρ απερ ουν εκ της φυσεως ουκ ειχε, ταυτα εκ των ανθρωπων αιτων εκεινος εκερδαινεν. Αλλοι μεν ουν αλλα εψηφισαντο, Λακεδαιμονιοι δε εκεινα· «επειδη Αλεξανδρος βουλεται θεος ειναι, εστω θεος»,
UN ANEDDOTO SU ALESSANDRO
VERSIONE DI GRECO di Eliano
TRADUZIONE
Alessandro quando vinse Dario e conquistò il regno dei Persiani, essendo orgoglioso di se stesso e divinizzandosi per la buona sorte che l'aveva abbracciato, ordinò ai Greci di nominare se stesso dio. Certamente in modo ridicolo. Senza dubbio infatti non aveva le quali cose per natura, chiedendo qst cose agli uomini egli ne traeva profitto. gli altri dunque decretarono altre cose, gli Spartani quelle: "poichè alessandro vuole essere un dio sia un dio!"
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CONOSCERE è RICORDARE
Versione greco Platone e traduzione
4 versioni diverse per questo stesso titolo
la prima (libro non pervenuto)
INIZIO: Ει δε γε οἶμαι λαβοντες πριν γενεσθαι γιγνομενοι απωλέσαμεν FINE: ουδεν αλλ'ἣ αναμιμνῄσκονται ουτοι, και ἡ μαθησις αναμνεσις αυ εἴη
«Dunque, se noi, prima di nascere, possedevamo questa conoscenza e, con la nascita, ne potemmo disporre, ne consegue che già prima e, poi, una volta nati, noi avevamo non solo il concetto di Eguale in sé e quello di Maggiore e di Minore, ma anche tutte le altre Idee. Perché il nostro discorso, ora, non vale solo per l'Eguale in sé ma anche per il Bello, per il Buono, per il Giusto, per il Santo, insomma per tutto ciò che noi, parlando, definiamo coi termine di ‹realtà in sé›, sia nelle questioni che poniamo che nelle risposte che diamo. Dunque, necessariamente, di tutte queste realtà, noi dobbiamo averne avuto conoscenza prima di nascere. » «È così. » «E se una volta acquistata, noi non perdessimo con la nascita, questa conoscenza, nasceremmo sempre sapienti e tali saremmo per tutta la vita. Esser sapienti, infatti, significa aver acquistato conoscenza di qualcosa e conservarla, non perderla; perché forse, dimenticanza non è, Simmia, perdita di conoscenza?» «Senza dubbio, Socrate. » «Al contrario, se dopo aver perduto con la nascita questa conoscenza precedentemente acquisita, in seguito, con l'uso delle sensazioni, noi veniamo riacquistando le cognizioni che un tempo avevamo, ciò che noi chiamiamo imparare non consiste forse in un riacquisto di quel sapere che era già nostro? E se questo noi chiamiamo ‹reminiscenza›, non diciamo bene?» «Sì, certo. » «Infatti, si è dimostrato, che, percependo noi una data cosa con la vista o l'udito o con qualche altro organo di senso, ci si presenta alla mente un'altra cosa, che avevamo dimenticato, ma che ha una relazione con la prima, che può assomigliarle o meno. Da qui, una delle due: o siamo nati con la conoscenza, ripeto, delle realtà in sé e continuiamo ad averla per tutta la vita, oppure, quelli che noi diciamo che imparano dopo non fanno che ricordarsi e, in tal caso, la sapienza non è che reminiscenza. » «Effettivamente è così, Socrate. »
La seconda dal libro taxis
- Leuttra e la falange obliqua dei tebani - versione greco Senofonte da La lingua dei greci
- Morte del cavallo Bucefalo e del cane Perita - Plutarco versione greco
- La rivolta servile in Sicilia - Diodoro Siculo versione greco hellenikon phronema
- Le figure contribuiscono al sublime - Anonimo del sublime versione greco