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Και οσα μεν λογω ειπον εκαστοι η μελλοντες πολεμησειν η εν αυτω ηδη οντες, χαλεπον την ακριβειαν αυτην των λεχθεντων διαμνημονευσαι ην εμοι τε ων αυτος ηκουσα και τοις αλλοθεν ποθεν εμοι απαγγελλουσιν ως δ' αν εδοκουν εμοι εκαστοι περι των αιει παροντων τα δεοντα μαλιστ' ειπειν, εχομενω οτι εγγυτατα της ξυμπασης γνωμης των αληθως λεχθεντων, ουτως ειρηται. Τα δ' εργα των πραχθεντων εν τω πολεμω ουκ εκ του παρατυχοντος πυνθανομενος ηξιωσα γραφειν, ουδ' ως εμοι εδοκει, αλλ' οις τε αυτος παρην και παρα των αλλων οσον δυνατον ακριβεια περι εκαστου επεξελθων. Επιπονως δε ηυρισκετο, διοτι οι παροντες τοις εργοις εκαστοις ου ταυτα περι των αυτων ελεγον, αλλ' ως εκατερων τις ευνοιας η μνημης εχοι.
Per quanto concerne i discorsi pronunciati da ciascun oratore, quando la guerra era imminente o già infuriava, era impresa critica riprodurne a memoria, con precisione e completezza, i rispettivi contenuti; per me, di quanti avevo personalmente udito, e per gli altri che da luoghi diversi me ne riferivano. Questo metodo ho seguito riscrivendo i discorsi: riprodurre il linguaggio con cui i singoli personaggi, a parer mio avrebbero espresso nelle contingenze che via via si susseguivano i provvedimenti ritenuti ogni volta più opportuni. Ho impiegato il massimo scrupolo nel mantenermi il più possibile aderente al senso complessivo dei discorsi effettivamente declamati. Ho ritenuto mio dovere descrivere le azioni compiute in questa guerra non sulla base di elementi d'informazione ricevuti dal primo che incontrassi per via; né come paresse a me, con un'approssimazione arbitraria, ma analizzando con infinita cura e precisione, naturalmente nei confini del possibile, ogni particolare dei fatti cui avessi di persona assistito, o che altri mi avessero riportato. La boriosa e complessa indagine: poiché le memorie di quanti intervennero in una stessa azione, non coincidono mai sulle medesime circostanze e sfumature di quella. Da qui resoconti diversi, a seconda della individuale capacità di ricordo o delle soggettive propensioni. Il tono severo della mia storia, mai indulgente al fiabesco, suonerà forse scabro all'orecchio: basterà che stimino la mia opera feconda quanti vogliono scrutare e penetrare la verità delle vicende passate e di quelle che nel tempo futuro, per le leggi immanenti al mondo umano, s'attueranno di simili, o perfino d'identiche. Possesso per l'eternità è la mia storia, non composta per la lode, immediata e subito spenta, espressa dall'ascolto pubblico.
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Considerazioni riguardo all'Orazione della Pace I e II
VERSIONE DI GRECO di Dionigi di Alicarnasso
TRADUZIONE dal libro Hellenikon phronema
PARTE I
Τίς δὲ ἂν μᾶλλον ἐπὶ τὴν δικαιοσύνην καὶ τὴν εὐσέβειαν προτρέψαιτο, καθ´ ἕκαστόν τε ἄνδρα ἰδίᾳ καὶ κοινῇ τὰς πόλειςὅλας, τοῦ Περὶ τῆς εἰρήνης λόγου; ἐν γὰρ δὴ τούτῳ πείθει τοὺς Ἀθηναίους, τῶν μὲν ἀλλοτρίων μὴ ἐπιθυμεῖν, ἐπὶ δὲ τοῖςπαροῦσι στέργειν· καὶ τῶν μὲν μικρῶν πόλεων ὡσπερανεὶ κτημάτων φείδεσθαι, τοὺς δὲ συμμάχους εὐνοίᾳ τε καὶεὐεργεσίαις πειρᾶσθαι κατέχειν, ἀλλὰ μὴ ταῖς ἀνάγκαις μηδὲ ταῖς βίαις·
TRADUZIONE PARTE I
E chi maggiormente ecciterebbe alla giustizia ed alla pietà, come ciascuno privatamente, così generalmente le interecittà, quanto l'orazione intorno alla Pace, nella quale egli persuade gli ateniesi a non essere bramosi dell'altrui, e adessere appagati di quello che hanno al presente? A risparmiare le piccole città a guisa dei loro propri fondi, e asforzarsi di contenere i confederati con la benevolenza e con i benefici e non con la necessità e con le violenze.
PARTE II
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Τῶν δὲ πόλεων ὅσαι μὲν νεώτατα ᾠκίσθησαν καὶ ἤδη πλωιμωτέρων ὄντων, περιουσίας μᾶλλον ἔχουσαι χρημάτων ἐπ' αὐτοῖς τοῖς αἰγιαλοῖς τείχεσιν ἐκτίζοντο καὶ τοὺς ἰσθμοὺς ἀπελάμβανον ἐμπορίας τε ἕνεκα καὶ τῆς πρὸς τοὺς προσοίκους ἕκαστοι ἰσχύος· αἱ δὲ παλαιαὶ διὰ τὴν λῃστείαν ἐπὶ πολὺ ἀντίσχουσαν ἀπὸ θαλάσσης μᾶλλον ᾠκίσθησαν, αἵ τε ἐν ταῖς νήσοις καὶ ἐν ταῖς ἠπείροις (ἔφερον γὰρ ἀλλήλους τε καὶ τῶν ἄλλων ὅσοι ὄντες οὐ θαλάσσιοι κάτω ᾤκουν), καὶ μέχρι τοῦδε ἔτι ἀνῳκισμένοι εἰσίν. καὶ οὐχ ἧσσον λῃσταὶ ἦσαν οἱ νησιῶται, Κᾶρές τε ὄντες καὶ Φοίνικες· οὗτοι γὰρ δὴ τὰς πλείστας τῶν νήσων ᾤκησαν
Fondazione di città
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libroHellenikon phronema
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Ritratto di Temistocle
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Hellenikon phronema

TRADUZIONE NUMERO 1
Era infatti molto sicuro che Temistocle avendo dimostrato forza di doti naturali e particolarmente per questo, fosse degno di ammirazione più d'ogni altro. Infatti, grazie alla propria intelligenza, non dovuta né a preventiva educazione né a successivi apprendimenti, era dopo un brevissimo esame il giudice migliori delle questioni presenti e di quelle future, E tutto quello che aveva per le mani era anche capace di spiegarlo mentre su quello di cui fosse inesperto non gli era precluso un adeguato giudizio e i danni o i vantaggi futuri se pure ancora nascosti nell'oscurità. Egli li vedeva benissimo. Insomma per le capacità della sua natura e per la rapidità della sua preparazione era il più abile a trovare all'istante i provvedmenti necessari. Morì di malattia e alcuni dicono che morisse spontaneamente con un veleno, perché capiva che era impossibile mantenere al re le cose che si era impegnato a fare.
TRADUZIONE NUMERO 2
Temistocle fu uno che dimostrò in maniera certissima potenza di doti naturali e fu degno più di ogni altro che lo ammirassero in particolare per questo; e, senza aver appreso nulla in precedenza né aver continuato ad apprendere in virtù di quella personale intelligenza, era un abilissimo interprete con decisione veloce delle situazioni del momento e un eccezionale indovino di ciò che fra le cose future per lo più stava per verificarsi; era capace di spiegare ciò che aveva fra le mani, ma non si ritraeva dal giudicare in maniera idonea anche le cose di cui fosse inesperto; e ancora in particolare prevedeva ciò che era meglio o peggio quando ancora erano all'oscuro; insomma, per parlare in generale, per potenza di ingegno naturale, e per rapidità di pratica egli fu abilissimo ad improvvisare quello che era necessario. Morì dopo essere caduto in malattia. Alcuni affermano che fosse morto volontariamente per veleno, avendo pensato di non essere capace di portare a compimento le cose che aveva promesso al re
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Il canto delle sirene
VERSIONE DI GRECO di Eschine
TRADUZIONE dal libro hellenikon phronema pag 312 n 555
inizio: kai ne tous teous...
fine: ...me ekein epideicsaiinizio: kai ne tous teous...
TRADUZIONE
E per gli dei dell'olimpo, sui quali io so che parlerà Demostene, del quale io ora mi accingo a parlare, io sono molto indignato. A quanto pare egli paragona la mia persona (lett. la mia natura) alle sirene. Infatti dicono che coloro che le ascoltano non siano affascinati da loro, ma portati alla rovina, per cui il canto delle sirene non gode di buona reputazione; e perciò la ricchezza dei miei discorsi e la mia indole risulterebbero dannosi a chi mi ascolta. Inoltre io ritengo che non convenga proprio a nessuno fare questa affermazione su di me: poiché è brutto che chi accusa di una colpa mostri di non avere prove (concrete).
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