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Και οι μεν Αθηναιοι μετεχωρησαν εκ των λογων οι δε Μηλιοι κατα σφας αυτους γενομενοι, ως εδοξεν αυτοις παραπλησια και αντελεγον, απεκριναντο ταδε. ουτε αλλα δοκει ημιν η απερ και το πρωτον, ω Αθηναιοι, ουτ εν ολιγω χρονω πολεως επτακοσια ετη ηδη οικουμενης την ελευθεριαν αφαιρησομεθα, αλλα τη τε μεχρι τουδε σωζουση τυχη εκ του θειου αυτην και τη απο των ανθρωπων και Λακεδαιμονιων τιμωριαπιστευοντες πειρασομεθα σωζεσθαι. προκαλουμεθα δε υμας φιλοι μεν ειναι, πολεμιοι δε μηδετεροις, και εκ της γης ημων αναχωρησαι σπονδας ποιησαμενους αιτινες δοκουσιν επιτηδειοι ειναι αμφοτεροις.
Traduzione dal libro hellenikon phronema
. Gli Ateniesi abbandonarono la discussione: i Meli, trattisi in disparte, poiché le loro vedute erano pressappoco simili alle risposte date nel dibattito, così risposero: «Le nostre convinzioni non sono mutate, o Ateniesi, né in così breve tempo priveremo della sua libertà una città abitata già da settecento anni, ma fiduciosi nella sorte che ci manda la divinità, la quale ha sempre salvato la città fino ai nostri giorni, fiduciosi inoltre nel soccorso degli uomini e dei Lacedemoni, cercheremo di salvarci. Noi vi proponiamo di esservi amici, e nemici di nessuna delle due parti in lotta, e vi invitiamo a ritirarvi dalla nostra terra dopo aver concluso un trattato che sembri essere utile sia a noi che a voi».
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Discorso sull'arte statuaria a Luciano versione di greco e traduzione dal libro gymnasion e hellenikon phronema
«Μη μυσαχθης δε του σχηματος το ευτελες μηδε της εσθητος το πιναρον· απο γαρ τοιουτων ορμωμενος και Φειδιας εκεινος εδειξε τον Δια και Πολυκλειτος την Ηραν ειργασατο και Μυρων επηνεθη και Πραξιτελης εθαυμασθη. Προσκυνουνται γουν ουτοι μετα των θεων. Ει δη τουτων εις γενοιο, πως μεν ου κλεινος αυτος παρα πασιν ανθρωποις εση, ζηλωτον δε και τον πατερα αποδειξεις, περιβλεπτον δε αποφανεις και την πατριδα;». Ταυτα και ετι τουτων πλειονα διαπταιουσα και βαρβαριζουσα παμπολλα ειπεν η Τεχνη, μαλα δη σπουδη συνειρουσα και πειθειν με πειρωμενη· αλλ' ουκετι μεμνημαι· τα πλειστα γαρ ηδη μου την μνημην διεφυγεν.
"Non nutrire disprezzo per la modestia dell'aspetto e nemmeno per la sudiceria delle vesti: infatti muovendosi lontano da tali cose anche quel Fidia ha raffigurato Zeus e Policleto ha riprodotto Era e Mirone è stato lodato e Prassitele è stato ammirato.Questi vengono appunto adorati insieme agli dei. Se tu diventassi uno di questi, in che modo tu stesso non saresti glorioso presso tutti gli uomini? rispetto tutti gli uomini, mostrerai invidiabile il padre, e renderai anche famosa la patria?" L'arte disse queste cose e ancora più di queste molte affermazioni balbettando e parlando come un barbaro, sopratutto parlando e cercando di convincermi con impegno, ma non mi ricordo oltre, infatti molte di esse sono già fuggite dalla mia memoria.
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Il ruolo di Temistocle durante la guerra Persiana
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro hellenikon phronema n. 230
Ἦν δὲ τῶν τις Ἀθηναίων ἀνὴρ ἐς πρώτους νεωστὶ παριών, τῷ οὔνομα μὲν ἦν Θεμιστοκλέης, παῖς δὲ Νεοκλέος ἐκαλέετο. Οὗτος ὡνὴρ οὐκ ἔφη πᾶν ὀρθῶς τοὺς χρησμολόγους συμβάλλεσθαι, λέγων τοιάδε, εἰ ἐς Ἀθηναίους εἶχε τὸ ἔπος εἰρημένον ἐόντως, οὐκ ἂν οὕτω μιν δοκέειν ἠπίως χρησθῆναι, ἀλλὰ ὧδε "Ὦ σχετλίη Σαλαμίς" ἀντὶ τοῦ "Ὦ θείη Σαλαμίς", εἴ πέρ γε ἔμελλον οἱ οἰκήτορες ἀμφ' αὐτῇ τελευτήσειν· ἀλλὰ γὰρ ἐς τοὺς πολεμίους τῷ θεῷ εἰρῆσθαι τὸ χρηστήριον συλλαμβάνοντι κατὰ τὸ ὀρθόν, ἀλλ' οὐκ ἐς Ἀθηναίους. Παρασκευάζεσθαι ὦν αὐτοὺς ὡς ναυμαχήσοντας συνεβούλευε, ὡς τούτου ἐόντος τοῦ ξυλίνου τείχεος. Ταύτῃ Θεμιστοκλέος ἀποφαινομένου, Ἀθηναῖοι ταῦτά σφι ἔγνωσαν αἱρετώτερα εἶναι μᾶλλον ἢ τὰ τῶν χρησμολόγων, οἳ οὐκ ἔων ναυμαχίην ἀρτέεσθαι, τὸ δὲ σύμπαν εἶπαι οὐδὲ χεῖρας ἀνταείρεσθαι, ἀλλὰ ἐκλιπόντας χώρην τὴν Ἀττικὴν ἄλλην τινὰ οἰκίζειν.
TRADUZIONE
C'era però fra gli Ateniesi un uomo entrato di recente nel novero dei cittadini più autorevoli; si chiamava Temistocle ma era detto figlio di Neocle. Egli affermò che gli interpreti ufficiali non avevano spiegato rettamente l'intera faccenda e sosteneva che se davvero l'oracolo fosse stato rivolto agli Ateniesi, a suo parere non avrebbe detto così serenamente "Salamina divina", bensì "Maledetta Salamina", se davvero i cittadini stavano per morire nelle sue acque. Invece, a intenderlo correttamente, l'oracolo si riferiva ai nemici e non agli Ateniesi; li invitava dunque a prepararsi per la battaglia con le navi, perché proprio queste erano il muro di legno. Quando Temistocle chiarì in questo modo il senso del responso, gli Ateniesi ritennero la sua delucidazione preferibile a quella degli interpreti ufficiali, i quali non permettevano di prepararsi a una battaglia navale e, a dirla tutta, neppure di opporre resistenza, ma concedevano solo di abbandonare l'Attica e di stabilirsi in un altro paese
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«Ω Σωκρατες», εφη, «ου καταγνωσομαι γε σου οπερ αλλων καταγιγνωσκω, οτι μοι χαλεπαινουσι και καταρωνται επειδαν αυτοις παραγγειλω πινειν το φαρμακον αναγκαζοντων των αρχοντων. Σε δε εγω και αλλως εγνωκα εν τουτω τω χρονω γενναιοτατον και πραοτατον και αριστον ανδρα οντα των πωποτε δευρο αφικομενων, και δη και νυν ευ οιδ' οτι ουκ εμοι χαλεπαινεις, γιγνωσκεις γαρ τους αιτιους, αλλα εκεινοις. Νυν ουν, οισθα γαρ α ηλθον αγγελλων, χαιρε τε και πειρω ως ραστα φερειν τα αναγκαια». Και αμα δακρυσας μεταστρεφομενος απηει.
Disse: "Oh Socrate, non ti biasimerò come faccio con gli altri, perché mi provocano e maledicono quando, su ordine dei governanti, li costringo a bere il veleno. (da Σε δε εγω) Inoltre io certamente ti ho conosciuto essere il più nobile, il più benigno, il migliore uomo in questo tempo di coloro che giunsero qua, e certamente so anche bene che non ti mostri ostile con me, infatti conosci i colpevoli, ma con quelli, ora dunque, infatti sai ciò che venni ad annunciarti, rallegrati e tenta di sopportare piuttosto facilmente le necessità". E contemporaneamente piangendo, voltandosi indietro se ne andava.
(By Starinthesky)
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La fama di Isocrate
VERSIONE DI GRECO di Dionigi di Alicarnasso
TRADUZIONE dal libro hellenikon phronema
TRADUZIONE
Essendo poi diventato il più celebre di quelli che fiorivano ai suoi tempi istruì i più distainti giovani di Atene e del rimante della Grecia dei quali altri divennero i migliori nelle orazioni forensi altri i più eccellenti nel dirigenere e maneggiare gli affari pubblici altri scrissero le pubbliche cose dei greci e dei barbari e un'immagine rese della città di Atnela la sua scuola a ragione delle colonie di eloquenza. Avendo accumulate tante ricchezze quante nessuno di coloro che trassero profitto dalla sapienza finì la vita sotto l'arconte Cheronida pochi giorni dopo la battaglia di cheroneamandogli due anni a cento: avendo usato diche insieme con i beni della città si sciogliesse la sua vita, non sapendo di quale maniera userebbe Filippo la sua fortuna prendendo il comando dei greci
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