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LE FONTI DEL SUBLIME - ANONIMO DEL SUBLIME VERSIONE DI GRECO di e traduzione
Libro Hellenikon phronema
Ἐπεὶ δὲ πέντε ὡς ἂν εἴποι τις, πηγαί τινές εἰσιν αἱ τῆς ὑψηγορίας γονιμώταται, προϋποκειμένης ὥσπερ ἐδάφους τινὸς κοινοῦ ταῖς πέντε ταύταις ἰδέαις τῆς ἐν τῷ λέγειν δυνάμεως, ἧς ὅλως χωρὶς οὐδέν, πρῶτον μὲν καὶ κράτιστον τὸ περὶ τὰς νοήσεις ἁδρεπήβολον, ὡς κἀν τοῖς περὶ Ξενοφῶντος ὡρισάμεθα· δεύτερον δὲ τὸ σφοδρὸν καὶ ἐνθουσιαστικὸν πάθος· ἀλλ' αἱ μὲν δύο αὗται τοῦ ὕψους κατὰ τὸ πλέον αὐθιγενεῖς συστάσεις, αἱ λοιπαὶ δ' ἤδη καὶ διὰ τέχνης, ἥ τε ποιὰ τῶν σχημάτων πλάσις (δισσὰ δέ που ταῦτα, τὰ μὲν νοήσεως, θάτερα δὲ λέξεως), ἐπὶ δὲ τούτοις ἡ γενναία φράσις, ἧς μέρη πάλιν ὀνομάτων τε ἐκλογὴ καὶ ἡ τροπικὴ καὶ πεποιημένη λέξις· πέμπτη δὲ μεγέθους αἰτία καὶ συγκλείουσα τὰ πρὸ αὐτῆς ἅπαντα, ἡ ἐν ἀξιώματι καὶ διάρσει σύνθεσις·
TRADUZIONE
Sono cinque le fonti, come si potrebbe dire, atte a far nascere il sublime, poiché l’ ingegno dell'oratore, senza il quale non c'è assolutamente nulla, suppone come fondamento comune queste cinque componenti: la prima e la più rilevante è la facoltà di generare pensieri nobili, come abbiamo anche spiegato nell'opera su Senofonte; la seconda è l’ intensità e l'entusiasmo del sentimento. Ma queste due fonti del sublime sono per lo più doti congenite, le altre invece sono anche generate dall'arte e cioè la forma speciale delle figure (e queste sono in genere di due tipi, figure di pensiero e figure di parola), inoltre la nobiltà di parola, di cui sono parti a loro volta la scelta delle parole e l'uso richiesto dei figure retoriche; la quinta fonte del sublime, che sintetizza anche tutte le altre che la anticipano, è la combinazione in vista della stima e dell'elevatezza dell’ espressione.
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Sofocle - Anonimo del Sublime versione di greco
e traduzione dal libro hellenikon phronema
Εγενετο ουν Σοφοκλης το γενος Αθηναιος, δημου Κολωνηθεν, και τω βιω και τη ποιησει περιφανης, καλως τ' επαιδεοθη και ετραφη εν ευπορια. Διεπονηθη δ' εν παισι και περι παλαιστραν και μουσικην, εξ ων αμφοτερων εστεφανωθη, ως φησιν Ιστρος. Εδιδαχθη δε την μουσικην παρα Λαμπρω, και μετα την εν Σαλαμινι ναυμαχιαν Αθηναιων περι τροπαιον οντων μετα λυρας γυμνος αληλιμμενος τοις παιανιζουσι των επινικιων εξηρχε. Παρ Αισχυλω δε την τραγφδιαν εμαθε. Και πολλα εκαινουργησεν εν τοις αγωσι, πρωτον μεν καταλυσας την υποκρισιν του ποιητου δια την ιδιαν μικροφωνιαν (παλαι γαρ και ο ποιητης υπεκρινετο αυτος), τους δε χορευτας ποιησας αντι δωδεκα πεντεκαιδεκα. Και τον τριτον υποκριτην εξευρε. Φασι δε οτι και κιθαραν αναλαβων εν μονω τω Θαμυριδι ποτε εκιθαρισεν, οθεν και εν τη Ποικιλη Στοα μετα κιθαρας αυτον γεγραφθαι.
Traduzione numero 1
Sofocle è d’origine Ateniese, del demo di Colono, sia per vita sia per arte poetica notorio fu ben istruito ed allevato nell’agio. Si esercitò con cura in ogni cosa sia per la palestra sia per la musica, per entrambe fu premiato, come racconta Istro. Fu istruito alla musica presso Lampro, e a Salamina dopo la battaglia navale degli Ateniesi che erano per il trionfo con la lira nudo frizionato con l’olio cominciò il peana con essi che cantano per la vittoria. Presso Eschilo imparò la tragedia. E fece molte innovazioni nelle azioni drammatiche, per prima cosa abolita la declamazione del poeta per l’esilità della voce, (un tempo infatti anche il poeta stesso recitava), avendo posto i coreuti prima dodici a quindici. Ed escogitò la terza recitazione. Si dice che anche avendo preso la cetra con il solo Tamiri talvolta suonò la cetra, ragion per cui anche nel Portico dipinto egli fu raffigurato con la cetra.
Traduzione numero 2
Nacque Sofocle di famiglia ateniese, del demo di Colono, e noto per la sua vita e per la poesia, che venne educato egregiamente e fatto crescere nell'abbondanza...Allenato in tutto anche in palestra e nella musica, dove in entrambe due le cose (era incoronato) era un campione, come dice Istro. Venne istruito alla musica a Lampro, e dopo la battaglia per mare a Salamina essendo gli ateniesi vicini alla vittoria dopo essersi cosparso d'olio da nudo iniziò per primo con la lira i peana per i vincitori. Imparò la tragedia da Eschilo. e portò molte novità nelle competizioni. E gareggiò per la prima volta prima battendo la recitazione del poeta per la sua esilità di voce infatti da tempo recitava avendo rappresentato 15 coreuti da 12. E ottenne il 3 posto la recitazione. Dicono che dopo aver impugnato la cetra qualche volta suonò davanti al solo Tamuride, per cui nelle varie stoà si scrisse di lui anche per la cetra.
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oratoria deliberativa e l'oratoria epidittica
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro hellenikon phronema
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συμβουλῆς δὲ τὸ μὲν προτροπή, τὸ δὲ ἀποτροπή· ἀεὶ γὰρ καὶ οἱ ἰδίᾳ συμβουλεύοντες καὶ οἱ κοινῇ δημηγοροῦντες τούτων θάτερον ποιοῦσιν. δίκης δὲ τὸ μὲν κατηγορία, τὸ δ' ἀπολογία· τούτων γὰρ ὁποτερονοῦν ποιεῖν ἀνάγκη τοὺς ἀμφισβητοῦντας. ἐπιδεικτικοῦ δὲ τὸ μὲν ἔπαινος τὸ δὲ ψόγος. χρόνοι δὲ ἑκάστου τούτων εἰσὶ τῷ μὲν συμβουλεύοντι ὁ μέλλων (περὶ γὰρ τῶν ἐσομένων συμβουλεύει ἢ προτρέπων ἢ ἀποτρέπων), τῷ δὲ δικαζομένῳ ὁ γενόμενος (περὶ γὰρ τῶν πεπραγμένων ἀεὶ ὁ μὲν κατηγορεῖ, ὁ δὲ ἀπολογεῖται), τῷ δ' ἐπιδεικτικῷ κυριώτατος μὲν ὁ παρών (κατὰ γὰρ τὰ ὑπάρχοντα ἐπαινοῦσιν ἢ ψέγουσιν πάντες), προσχρῶνται δὲ πολλάκις καὶ τὰ γενόμενα ἀναμιμνήσκοντες καὶ τὰ μέλλοντα προεικάζοντες.
TRADUZIONE
Della deliberazione i due aspetti sono il consigliare e lo sconsigliare; infatti sempre coloro che persuadono privatamente e quelli che arringano pubblicamente fanno una di queste duecose. Dell'azione giudiziaria i due aspetti sono l'accusa e la difesa( necessariamente i contendenti compiono una di queste due cose. (Del genere epidittico i due aspetti sono l'elogio e il biasimo. Quanto ai tempi di ciascuno di questi generi per il consigliere il tempo e il futuro, infatti egli persuade consigliando o sconsigliando intorno alle cose future. Per il contendente in giudizio il tempo è il passato, infatti è sempre su fatti compiuto che l'uno accusa e l'altro difende. Per l'oratore epidittico il tempo principale è il presente, infatti è a proposito di eventi presenti che tutti lodano o biasimano spesso però essi si servono anche del passato rievocandolo e del futuro congetturandolo
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. Ὁ δὲ Ἁβροκόμης διανύσας τὸν <ἀπ᾽> Αἰγύπτου πλοῦν εἰς αὐτὴν μὲν Ἰταλίαν οὐκ ἔρχεται, τὸ γὰρ πνεῦμα τὴν ναῦν ἀπῶσαν τοῦ μὲν κατ᾽ εὐθὺ ἀπέσφηλε πλοῦ, ἤγαγε δὲ εἰς Σικελίαν καὶ κατήχθησαν εἰς πόλιν Συρακούσας μεγάλην καὶ καλήν. Ἐνταῦθα ὁ Ἁβροκόμης γενόμενος ἔγνω περιιέναι τὴν νῆσον καὶ ἀναζητεῖν ἔτι περὶ Ἀνθίας εἴ τι πύθοιτο. Καὶ δὴ ἐνοικίζεται πλησίον τῆς θαλάσσης παρὰ ἀνδρὶ Αἰγιαλεῖ πρεσβύτηι, ἁλιεῖ τὴν τέχνην. Οὗτος ὁ Αἰγιαλεὺς πένης μὲν ἦν καὶ ξένος καὶ ἀγαπητῶς αὑτὸν διέτρεφεν ἐκ τῆς τέχνης· ὑπεδέξατο δὲ τὸν Ἁβροκόμην ἄσμενος καὶ παῖδα ἐνόμιζεν αὑτοῦ καὶ ἠγάπα διαφερόντως
Abrocome nel preparare la sua navigazione dall'Egitto non arriva in Italia, perché il vento spingendo la nave gli fece smarrire il diritto viaggio e lo trasportò in Sicilia vennere condotti alla città di Siracusa bella e grande. Poichè arrivò qui Abrocome pensò di girare l'isola e far ricerca di Anzia, se a sorte ne intedesse novella. Ed in vero prende casa intorno al mare, presso un uomo chiamato Egialeo, vecchio pescatore di professione. Questo Egialeo era povero de forestiero e tollerabilmente viveva della sua arte. Ricevette Abrocome volentieri, e lo considerava (suo) figlio e lo amava in eccellenza.
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Ουτος ο Πολυιδος παραλαβων το στρατευμα, απηντα κατα Πηλουσιον τοις περι τον Ιπποθοον, και ευθυς παρα τας οχθας μαχη τε αυτων γινεται και πιπτουσιν εκατερων πολλοι· νυκτος δε επιγενομενης τρεπονται μεν οι λησται και παντες υπο των στρατιωτων φονευονται· εισι δε οι και ζωντες εληφθησαν. Ιπποθοος μονος, απορριψας τα οπλα, εφυγε της νυκτος και ηλθεν εις Αλεξανδρειαν κακεΤθεν, δυνηθεις λαθειν, επιβας αναγομενω πλοιω επανηχθη. Ην δε αυτω η πασα επι Σικελιαν ορμη· εκει γαρ εδοκει μαλιστα διαλησεσθαι τε και διατραφησεσθαι· ηκουε δε την νησον ειναι μεγαλην τε και ευδαιμονα.
Questo Poliido preso con se l'esercito, va in Damiata nella compagia di Ippotoo e subito lungo le rive si fa una battaglia tra quelli e cadono molti dall'una e dall'altra parte. Sopraggiunta la notte si mettono alla fuga gli assassini e tutti sono fatti a pezzi dai soldati, ci sono alcuni sopravvissuti che vengono fatti prigionieri. Ippotoo solo, gettate via le armi, fuggendo scappò ad Alessandria, e quindi avendo potuto stare nascosto, prendendo un naviglio che andava via ripartì. Tutto il suo disegno era volto alla Sicilia, perche li gli pareva di poter pià tenersi nascosto e provvedere al suo nutrimento e aveva udito, che l'isola era grande e opulenta.
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