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LEUTTRA E LA FALANGE OBLIQUA DEI TEBANI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro La lingua dei greci
TRADUZIONE
La cavalleria tebana era bene addestrata, anche per la guerra sostenuta contro Orcomeno e contro Tespie9, mentre quella spartana, a quell'epoca, costituiva un corpo disorganizzato e inefficiente. Ora, il mantenimento dei cavalli era competenza dei più ricchi, ma il soldato designato a montare a cavallo arrivava solo al momento della mobilitazione generale; costui ne prendeva possesso, insieme alle armi, anch'esse consegnate di dotazione e quindi partiva per la spedizione. Normalmente si trattava dei militari fisicamente più deboli e meno coraggiosi. Questi erano i due contingenti equestri che si fronteggiavano. Per quanto concerne la falange, si dice che gli Spartani fecero avanzare l'unità su tre file, una formazione che non dava loro più di dodici uomini in profondità. I Tebani, invece, avevano adottato una formazione serrata, di almeno cinquanta scudi in profondità, puntando sullo sfondamento dell'ala guidata dal re, manovra con la quale, secondo i loro piani, avrebbero ottenuto il controllo di tutta la situazione.
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MORTE DEL CAVALLO BUCEFALO E DEL CANE PERITA
VERSIONE DI GRECO di PLUTARCO
TRADUZIONE dal libro Hellenikon phronema
I NIZIO : Εκ δε της προς Πωρον μαχης, ,, ,
FINE: τουτο δε σωτιων φησι ποταμωνος ακουσαι του λεσβιου
TRADUZIONE
Dopo la battaglia contro Poro morì Bucefalo, non subito ma un pò più tardi, mentre stavano curandolo per le ferite che aveva riportato. Così dicono quasi tutti gli storici. Onesicrito, invece, sostiene che morì perché era vecchio e stanco: aveva infatti trent'anni. Alessandro ne soffrì molto, come se avesse perso un amico e compagno, e in sua memoria fondò presso l'Idaspe una città chiamandola Bucefalia. Lo stesso fece quando gli morì un cane, Perita, che aveva allevato personalmente e a cui s'era molto affezionato: lo racconta Sezione, il quale dice di avere appreso questa notizia da Potamone di Lesbo
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Εν τουτω δε Κλεων τις Κιλιξ αλλων δουλων αποστασεως ηρξε. Και παντων ταις ελπισι μετεωρισθεντων ως αντιπολεμησει τα στασιασαντα προς αλληλους και αυτοι εαυτους οι αποσταται διαφθειροντες ελευθερω· σουσι την Σικελιαν της στασεως, παρα δοξαν αλληλοις συνεβησαν, του Κλεωνος υποταγεντος ψιλω του Ευνου προσταγματι και την του στρατηγου οια δη βασιλει χρειαν αποπληρουντος, εχοντος οικειον πληθος στρατιωτων πεντακισχιλιων ημεραι δ' εγγυς ησαν απο της αποστασεως τριακοντα. Και μετα βραχυ εκ Ρωμης ηκοντι στρατηγω Λευκιω Υψαιω, εχοντι στρατιωτας εκ Σικελιας οκτακισχιλιους, εις πολεμον κατασταντες οι αποσταται ενικησαν, πληθος οντες δισμυριοι. Μετ' ου πολυ δε αθροιζεται το συστημα αυτων εις μυριαδας εικοσι, και πολλοις τοις προς Ρωμαιους πολεμοις ενευδοκιμησαντες ελαττον αυτοι επταιον.
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LE FIGURE CONTRIBUISCONO AL SUBLIME VERSIONE DI GRECO Anonimo del sublime traduzione
φύσει πως συμμαχεῖ τε τῷ ὕψει τὰ σχήματα καὶ πάλιν ἀντισυμμαχεῖται θαυμαστῶς ὑπ' αὐτοῦ. πῇ δὲ καὶ πῶς ἐγὼ φράσω. ὕποπτόν ἐστιν ἰδίως τὸ διὰ σχημάτων πανουργεῖν καὶ προσβάλλον ὑπόνοιαν ἐνέδρας ἐπιβουλῆς παραλογισμοῦ, καὶ ταῦθ'†ὅταν ᾖ πρὸς κριτὴν κύριον ὁ λόγος, μάλιστα δὲ πρὸς τυράννους βασιλέας ἡγεμόνας ‹πάντας τοὺς› ἐν ὑπεροχαῖς· ἀγανακτεῖ γὰρ εὐθὺς εἰ ὡς παῖς ἄφρων ὑπὸ τεχνίτου ῥήτορος σχηματίοις κατασοφίζεται, καὶ εἰς καταφρόνησιν ἑαυτοῦ λαμβάνων τὸν παραλογισμὸν ἐνίοτε μὲν ἀποθηριοῦται τὸ σύνολον, κἂν ἐπικρατήσῃ δὲ τοῦ θυμοῦ, πρὸς τὴν πειθὼ τῶν λόγων πάντως ἀντιδιατίθεται. διόπερ καὶ τότε ἄριστον δοκεῖ τὸ σχῆμα, ὅταν αὐτὸ τοῦτο διαλανθάνῃ, ὅτι σχῆμά ἐστι.
Traduzione
Per legge di natura per così dire, le figure sostengono il sublime e a loro volta sono da esso incredibilmente favorite. Ma dove e come? Ora lo dirò. L'artificio della figura è particolarmente dubbio e fa pensare ad una menzogna, ad un'insidia, ad un ragionamento cavilloso, tanto più quando il discorso abbia luogo davanti ad un giudice supremo e soprattutto davanti a tiranni, a re, a capi di una situazione prevalente; subito in realtà uno si sdegna se, come un bambino stupido, si vede tratto in inganno da un artigiano di parole e, prendendo per uno sgarbo personale l'astuto ragionamento, talvolta sfoga la sua collera e, anche se riesce a dominare la sua rabbia, si oppone in ogni modo a farsi persuadere dalle parole. Perciò anche sembra che la figura più vantaggiosa si abbia quando rimane nascosto proprio questo, che è una figura.
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Un comportamento di Temistocle
VERSIONE DI GRECO di Plutarco traduzione dal libro hellenikon phronema
ἔνθα δὴ Θεμιστοκλῆς ἀπορῶν τοῖς ἀνθρωπίνοις λογισμοῖς προσάγεσθαι τὸ πλῆθος, ὥσπερ ἐν τραγῳδίᾳ μηχανὴν ἄρας, σημεῖα δαιμόνια καὶ χρησμοὺς ἐπῆγεν αὐτοῖς· σημεῖον μὲν λαμβάνων τὸ τοῦ δράκοντος, ὃς ἀφανὴς ἐκείναις ταῖς ἡμέραις ἐκ τοῦ σηκοῦ δοκεῖ γενέσθαι· καὶ τὰς καθ' ἡμέραν αὐτῷ προτιθεμένας ἀπαρχὰς εὑρίσκοντες ἀψαύστους οἱ ἱερεῖς, ἐξήγγελλον εἰς τοὺς πολλούς, τοῦ Θεμιστοκλέους λόγον διδόντος, ὡς ἀπολέλοιπε τὴν πόλιν ἡ θεὸς ὑφηγουμένη πρὸς τὴν θάλατταν αὐτοῖς. [τῷ δὲ χρησμῷ πάλιν ἐδημαγώγει, λέγων μηδὲν ἄλλο δηλοῦσθαι ξύλινον τεῖχος ἢ τὰς ναῦς· διὸ καὶ τὴν Σαλαμῖνα θείαν, οὐχὶ δεινὴν οὐδὲ σχετλίαν καλεῖν τὸν θεόν, ὡς εὐτυχήματος μεγάλου τοῖς Ἕλλησιν ἐπώνυμον ἐσομένην.
Allora Temistocle, trovandosi in difficoltà a trascinare la folla con ragionamenti umani, innalzò una macchina come nelle tragedie e fece entrare per loro in scena segni divini e oracoli. Prese come segno divino la sparizione del serpente dal recinto sacro, avvenuta, come sembra, proprio in quei giorni. Quando i sacerdoti trovarono intatte le primizie che ogni giorno a lui venivano offerte, annunciarono al popolo, dietro suggerimento di Temistocle, che la dea aveva abbandonato la città indicando agli Ateniesi la via del mare. Con l'aiuto di un vaticinio egli cercava di nuovo di persuadere il popolo, dicendo che con l'espressione "mura di legno" nuli'altro indicava l'oracolo se non le navi, e che perciò il dio chiamava Salamina "divina" e non "terribile" o "crudele", in quanto avrebbe dato il suo nome a un evento di grande fortuna per i Greci.