Il Greco di Campanini pagina 183 numero 55

Οι Σαμοι υπο του τυραννου πικρου τε και λιαν φοντικου εδυναστευοντο· αει δη οι αθλιοι πολιται ... και ολοι οι θνητοι ουκετι περιγιγιγνεσθαι δυνανται.". (versione greco da Esopo)

Gli abitanti di Samo erano governati da un tiranno spietato e incline ad uccidere: gli infelici cittadini erano tormentati dalla paura e dalle preoccupazioni. Tuttavia (οὐ μήν ἀλλά), quando il tiranno sposò una vergine veramente bella, la festa destò meraviglia: abbondante vino fu offerto a ciascuno dei cittadini e nella comune gioia le pene furono (sogg. neutro pl. , - verbo sing. ) interamente dimenticate. Allora Esopo, il famoso favolista, con un racconto rimproverò (errore di stampa ενουθετέε) i Samioti. Quando ci furono le celebri nozze di Elios e tutti gli animali con gioia portarono doni stupendi al dio del cielo (celeste), si tennero sia feste che danze. E le rane nello stagno gracidarono energicamente e lietamente danzarono sulla sponda. Quando un vecchio rospo da lontano vide la festa, scrollò allora la testa e rimproverò (ὀνειδίζω) severamente le rane:«O stolti animali - disse - le nozze di Elios non gioia, ma affanni e dolori portano alle rane. Invero Elios ora spesso prosciuga fiumi e laghi, e così gli infelici abitanti dello stagno muoiono miseramente: come il dio senza dubbio fa anche nascere i figli, non solo le rane, ma anche tutti i mortali non possono più scampare». (by Geppetto)