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Atene ha sempre difeso la libertà VERSIONE DI GRECO di Demostene TRADUZIONE dal libro L'abbraccio di Dafne
Οὐκ ἐδυνήθη πώποτε τὴν πόλιν οὐδεὶς ἐκ παντὸς τοῦ χρόνου πεῖσαι τοῖς ἰσχύουσι μέν, μὴ δίκαια δὲ πράττουσι προσθεμένην ἀσφαλῶς δουλεύειν, ἀλλ’ ἀγωνιζομένη περὶ πρωτείων καὶ τιμῆς καὶ δόξης κινδυνεύουσα πάντα τὸν αἰῶνα διατετέλεκε. καὶ ταῦθ’ οὕτω σεμνὰ καὶ προσήκοντα τοῖς ὑμετέροις ἤθεσιν ὑμεῖς ὑπολαμβάνετ’ εἶναι ὥστε καὶ τῶν προγόνων τοὺς ταῦτα πράξαντας μάλιστ’ ἐπαινεῖτε. εἰκότως· τίς γὰρ οὐκ ἂν ἀγάσαιτο τῶν ἀνδρῶν ἐκείνων τῆς ἀρετῆς, οἳ καὶ τὴν χώραν καὶ τὴν πόλιν ἐκλιπεῖν ὑπέμειναν εἰς τὰς τριήρεις ἐμβάντες ὑπὲρ τοῦ μὴ τὸ κελευόμενον ποιῆσαι, τὸν μὲν ταῦτα συμβουλεύσαντα Θεμιστοκλέα στρατηγὸν ἑλόμενοι, τὸν δ’ ὑπακούειν ἀποφηνάμενον τοῖς ἐπιταττομένοις Κυρσίλον καταλιθώσαντες, οὐ μόνον αὐτόν, ἀλλὰ καὶ αἱ γυναῖκες αἱ ὑμέτεραι τὴν γυναῖκ’ αὐτοῦ.
Mai nessuno poté, in ogni tempo, convincere la città a servire da schiava in tutta sicurezza, affidandosi a gente potente, ma che compie cose ingiuste; anzi, essa ha continuato a combattere per i sommi principi, e a rischiare pericoli per l'onore e la gloria. E voi ritenete che queste azioni siano talmente nobili e così confacenti alla vostra indole che fra i progenitori lodate in particolare quelli che così hanno agito. Naturale: chi infatti non proverebbe ammirazione per il valore di quegli uomini che accettarono di abbandonare il loro territorio e la città, imbarcandosi sulle triremi, per non eseguire ciò che veniva loro ordinato, scegliendo come comandante Temistocle, che li aveva consigliati di fare ciò, e lapidando invece Cirsilo, che li aveva invitati a sottomettersi agli ordini, e non solo lui, poiché anche le loro donne lapidarono sua moglie?
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LISANDRO DECIDE SULLA SORTE DEI PRIGIONIERI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro L'ordine delle parole
INIZIO: Λυσανδρος δε τας τε ναυς και τους αικμαλοτους και ταλλα παντα εις Λαμψακον απεγαγεν
FINE: τι εις αξιος πατειν αρξαμενος εις Ελληνας παρανομειν, απεσφαξεν
TRADUZIONE
Lisandro portò a Lampsaco le navi, i prigionieri e tutto il resto, sorvegliando in particolare, fra gli strateghi, Filocle e Adimanto. Lo stesso giorno in cui portò a termine queste operazioni inviò a Sparta ad annunziare ciò che era accaduto Teopompo di Mileto, un corsaro, 17 che vi arrivò due giorni dopo e riferì i fatti. n seguito Lisandro riunì gli alleati e li invitò a deliberare sulla sorte dei prigionieri. Vi furono allora contro gli Ateniesi numerose accuse riguardanti le illegalità già commesse e quelle che avevano decretato di compiere, se avessero vinto: mozzare la mano destra a tutti i prigionieri. Li si accusava inoltre di essersi impadroniti di due triremi, una di Corinto e una di Andrò, e di averne gettato in mare tutti gli uomini: lo stratego ateniese responsabile della loro morte era Filocle. Vi furono anche molte altre accuse, quindi si deliberò di mandare a morte tutti i prigionieri ateniesi tranne Adimanto, perché era stato l'unico a opporsi in Assemblea al voto sull'amputazione delle mani; del resto, fu poi accusato da alcuni di aver consegnato la flotta al nemico. Lisandro prima chiese a Filocle quale punizione meritasse per essersi assunto l'iniziativa di oltraggiare dei Greci, poi lo fece sgozzare.
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INCENTIVI PER MIGLIORARE LA PRODUTTIVITA'
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro L'abbraccio di Dafne
ἡ γεωργία αὐτὴ ἂν πολὺ ἐπιδοίη, εἴ τις ἆθλα προτιθείη κατ' ἀγροὺς ἢ κατὰ κώμας τοῖς κάλλιστα τὴν γῆν ἐξεργαζομένοις, καὶ τοῖς εἰς τοῦτο τῶν πολιτῶν ἐρρωμένως τρεπομένοις πολλὰ ἂν ἀγαθὰ περαίνοιτο• καὶ γὰρ αἱ πρόσοδοι αὔξοιντ' ἄν, καὶ ἡ σωφροσύνη πολὺ μᾶλλον σὺν τῇ ἀσχολίᾳ συμπαρομαρτεῖ. καὶ μὴν κακουργίαι γε ἧττον τοῖς ἐνεργοῖς ἐμφύονται. εἰ δὲ καὶ ἐμπορία ὠφελεῖ τι πόλιν, τιμώμενος ἂν ὁ πλεῖστα τοῦτο ποιῶν καὶ ἐμπόρους ἂν πλείους ἀγείροι. εἰ δὲ φανερὸν γένοιτο ὅτι καὶ ὁ πρόσοδόν τινα ἄλυπον ἐξευρίσκων τῇ πόλει τιμήσεται, οὐδ' αὕτη ἂν ἡ σκέψις ἀργοῖτο. ὡς δὲ συνελόντι εἰπεῖν, εἰ καὶ κατὰ πάντων ἐμφανὲς εἴη ὅτι ὁ ἀγαθόν τι εἰσηγούμενος οὐκ ἀτίμητος ἔσται, πολλοὺς ἂν καὶ τοῦτο ἐξορμήσειεν ἔργον ποιεῖσθαι τὸ σκοπεῖν τι ἀγαθόν.
TRADUZIONE
La stessa agricoltura progredirebbe di pìù, se qualcuno proponesse premi per i campi o per i villaggi a coloro che coltivano molto bene la terra, e a coloro che si dedicano fortemente a questo tra i cittadini realizzerebbero molte cose e buone; e difatti le entrate pubbliche aumenterebbero, e la prudenza accompagna molto di più con l’occupazione; e certamente anche le cattive azioni si sviluppano meno agli operosi, se anche il commercio giova una città, tenendo in grandissimo conto ciò e facendo affari accumulerebbe ricchezza, se diventasse chiaro che anche producendo un profitto esente da dolore giova alla città, questa considerazione non sarebbe infruttuosa. Per dirla in breve, se anche secondo tutti fosse chiaro che chi propone un bene non ricompenserebbe molti anche stimolerebbe a compiere quest’opera il cercare di raggiungere un bene.
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SVENTURE ATTUALI E GRANDEZZA DEL PASSATO
VERSIONE DI GRECO di Eschine
TRADUZIONE dal libro L'abbraccio di Dafne
Inizio: Ή δ ήμετερα πολις, η ϰοινη ϰαταφυγη των Ελληνων, προς ην. .
Fine: τρεπεσθαι επι τα εαυτων, ϰαι ϰαλει εις προεδριαν.
TRADUZIONE
La nostra città, il rifugio comune dei Greci, verso la quale arrivavano in precedenza dalla Grecia le ambascerie, ciascuno di città in città per chiedere a noi la salvezza, ora non combatte più per il dominio sui Greci, ma ormai per il suolo patrio. E questo ci è accaduto dal momento in cui Demostene si è impegnato nell'attività politica. Quale uomo greco, educato nelle arti libere, non si turberebbe ricordando in teatro quel fatto, se proprio nessun altro, cioè che allora in questo giorno, mentre, come ora, stavano per iniziare le rappresentazioni tragiche, quando la città era aveva leggi migliori e si avvaleva di governanti migliori, l'araldo, dopo essersi fatto avanti ed essersi presentato agli orfani, i padri dei quali erano morti in guerra, dava il più bell'annuncio e il più adatto ad esortare alla virtù: "Il popolo allevava (ha allevato) fino alla maggiore età questi ragazzini, i cui padri morirono in guerra diventando uomini virtuosi, ora concede loro di dedicarsi con augurio di buona fortuna alle loro attività, e li invita a sedere in prima fila".
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ELOGIO DI SOCRATE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro L'abbraccio di Dafne
πολλά μεν ούν άν τις και άλλα ε χοι Σωκράτη επαινέαται κα αυμάο ια άλλα των μεν άλλων επιτηδευμάτων τΛχ άν τις και περί άλλου τοιαύτα ειποι το δε μηδέν ανθρώπων ομοιον είναι μήτε των παλαιών μήτε των νυν όντων τούτο άξιον παντός θαύματος οίος γαρ Άχιλλεύς εγένετο άπεικάα ειεν άν τις και Βραα ίδαν και άλλους και οίος αύ Περικλής και Νέςορα και Αντήνορα ε α δε και ετεροι κα τους άλλους κατά ταύτ άν τις άπεικάζοι οίος δ ε οΰτοα γέγονε την άτοπίαν άνθρωπος και αύτος κα ο ι λόγοι αύτον ούδ εγγύς άν εύροι τ ς ζητών οΰτε των νυν οΰτε των παλαιών εΐ μη άρα οΊς Ιγω λε γω άπει κάζοι τ ς αυτόν ανθρώπων μεν μηδέν τοΊς δε Σει ληνοΐς κα Σατύροις αυτόν τε κα τους λόγους
TRADUZIONE
E ancora per molte altre cose tutte straordinarie Socrate andrebbe lodato. Probabilmente però queste altre qualità si possono anche trovare in qualche altro; quello che invece è meraviglioso è il fatto che lui non è simile a nessun uomo del passato né del nostro tempo. Ad Achille per esempio si potrebbe avvicinare in un certo qual modo Brasida e altri e per Pericle potrebbe trovarsi una certa somiglianza con Nestore o Antenore e non con questi soltanto e altri paragoni se ne potrebbero far sempre. Ma quanto a quest'uomo per il suo modo di fare per i suoi discorsi è impossibile trovare uno che gli somigli nemmeno lontanamente né tra i viventi né tra gli antichi a patto che uno non lo volesse paragonare appunto come dicevo lui e i suoi discorsi ai sileni e ai satiri ma non certo a un uomo. Anzi a proposito i suoi discorsi (me ne ero dimenticato di precisarvelo prima) sono proprio come i sileni che si aprono.