- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: PRACTEON Πρακτέον - versioni greco tradotte
- Visite: 3
Γυλων ην Κεραμενων. Ουτος προδους τοις πολεμιοις Νυμφαιον το εν τω Ποντω τοτε της πολεως εχουσης το χωριον τουτο... και τν πονηριαν ουκ επιχωριος εστι. (da Contro Ctesifonte)
Gilone era (del demo) di Ceramei. Avendo egli consegnato ai nemici la piazzaforte di Ninfeo del Ponto, poiché la città aveva inseguito questa località ad un processo per tradimento diventò un fuggitivo dalla città (anche) poiché stata decretata la sua morte, dato che non aveva affrontato il giudizio, ed arriva nel Bosforo e là ricevette in dono da parte dei tiranni i cosiddetti Giardini, e sposo una donna così ricca, per Zeus!, e che portava in dote molto oro, ma Scita di origine, dalla quale gli nacquero due figlie, che egli, dopo averle spedite là con molti denari, diede in spose l'una ad un tale, per non farsi odiare da molti, mentre l' altra la diede in sposa, violando le leggi della città, a Demostene del demo di Peana, dalla quale vi è nato Demostene il truffatore e sicofante. Dunque da parte del nonno potrebbe essere (stato) un nemico del popolo, infatti avete condannato a morte gli antenati di lui, mentre per quanto riguarda la madre (potrebbe essere uno) Scita, barbaro che parla Greco per quanto riguarda la lingua; motivo per cui anche nella malvagità non è nostrano.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: PRACTEON Πρακτέον - versioni greco tradotte
- Visite: 3
Ἁπάντων μὲν οὖν ἐφρόντιζον τῶν πολιτῶν, μάλιστα δὲ τῶν νεωτέρων. ἑώρων γὰρ τοὺς τηλικούτους ... ὁρῶντες ἐκ τούτων τοὺς μὲν διαφέροντας γιγνομένους, τοὺς δὲ τῶν πλείστων κακῶν ἀπεχομένους. (Areopagitico Isocrate)
Dunque si prendevano cura di tutti i cittadini, ma soprattutto dei giovani. Vedevano, infatti, che le persone di quell'età vivono in maniera estremamente disordinata e sono preda di moltissimi desideri d è quindi necessario domare i loro animi con l'interesse per occupazioni belle, che mescolino fatiche e piaceri: permane, infatti, in queste sole occupazioni chi riceve un'educazione da uomo libero e si abitua alla grandezza d'animo. Non era possibile assegnare a tutti la stessa attività, dato che avevano stili di vita differenti: prescrivevano dunque a ciascuno un compito che si adattasse alla relativa ricchezza. Indirizzavano i più bisognosi all'agricoltura e al commercio, consapevoli del fatto che la povertà nasce dalla pigrizia e la delinquenza dalla povertà. Eliminando la fonte dei mali pensavano che avrebbero allontanato anche gli altri reati che ad essa si accompagnano. Spinsero chi possedeva redditi sufficienti a occuparsi dell'arte equestre, dei ginnasi, della caccia e della filosofia, vedendo che grazie a queste occupazioni alcuni si distinguevano, altri si tenevano lontani dalla maggior parte dei mali.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: PRACTEON Πρακτέον - versioni greco tradotte
- Visite: 3
Πολλαχη δ' αν τις λογιζομενος ευροι ταυτας τας πραξεις μαλιστα λυσιτελουσας ημιν... Ουκουν εκεινοι πασι τουτοις ενοχοι τυχανουσιν οντες.
Considerando (la cosa) nei suoi vari aspetti qualcuno potrebbe trovare che queste azioni sono le più vantaggiose per noi. Orsù, a chi devono far guerra coloro che non sono animati da nessuna cupidigia imperialistica, ma mirano solo alla giustizia? Non forse a coloro che anche in passato fecero del male all'Eliade e ora la insidiano e sono sempre disposti così nei nostri riguardi? A chi è legittimo che portino invidia coloro che non sono completamente privi di coraggio, ma possiedono in normale misura questo sentimento? Non forse a coloro che si sono procurati una potenza superiore all'umano, mentre meritano meno dei nostri compatrioti che sono nella sventura? Contro chi devono fare una spedizione coloro che vogliono essere pii e insieme pensare al proprio interesse? Non forse contro i nemici naturali e gli avversari ereditari, che possiedono moltissimi beni ma non sono affatto in grado di difenderli? Ebbene quelli (i persiani) rispondono a tutte queste considerazioni.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: PRACTEON Πρακτέον - versioni greco tradotte
- Visite: 3
Πρῶτον μὲν οὖν ἐνθυμηθῆναι χρὴ ὅτι οὐδείς ἐστιν ἀνθρώπων φύσει οὔτε ὀλιγαρχικὸς οὔτε δημοκρατικός, ἀλλ´ ἥτις ἂν ἑκάστῳ πολιτεία συμφέρῃ, ταύτην προθυμεῖται καθεστάναι· ὥστε οὐκ ἐλάχιστον ἐν ὑμῖν ἐστι μέρος ὡς πλείστους ἐπιθυμεῖν τῶν παρόντων νυνὶ πραγμάτων. Καὶ ταῦτα ὅτι οὕτως ἔχει, οὐ χαλεπῶς ἐκ τῶν πρότερον γεγενημένων μαθήσεσθε. Σκέψασθε γάρ, ὦ ἄνδρες δικασταί, τοὺς προστάντας ἀμφοτέρων τῶν πολιτειῶν, ὁσάκις δὴ μετεβάλοντο. Οὐ Φρύνιχος μὲν καὶ Πείσανδρος καὶ οἱ μετ´ ἐκείνων δημαγωγοί, ἐπειδὴ πολλὰ εἰς ὑμᾶς ἐξήμαρτον, τὰς περὶ τούτων δείσαντες τιμωρίας τὴν προτέραν ὀλιγαρχίαν κατέστησαν, πολλοὶ δὲ τῶν τετρακοσίων μετὰ τῶν ἐκ Πειραιῶς συγκατῆλθον, ἔνιοι δὲ τῶν ἐκείνους ἐκβαλόντων αὐτοὶ αὖθις τῶν τριάκοντα ἐγένοντο; εἰσὶ δὲ οἵτινες τῶν Ἐλευσῖνάδε ἀπογραψαμένων, ἐξελθόντες μεθ´ ὑμῶν, ἐπολιόρκουν τοὺς μεθ´ αὑτῶν. Οὔκουν χαλεπὸν γνῶναι, ὦ ἄνδρες δικασταί, ὅτι οὐ περὶ πολιτείας εἰσὶν αἱ πρὸς ἀλλήλους διαφοραί, ἀλλὰ περὶ τῶν ἰδίᾳ συμφερόντων ἑκάστῳ. Ὑμᾶς οὖν χρὴ ἐκ τούτων δοκιμάζειν τοὺς πολίτας, σκοποῦντας μὲν ὅπως ἦσαν ἐν τῇ δημοκρατίᾳ πεπολιτευμένοι, ζητοῦντας δὲ εἴ τις αὐτοῖς ἐγίγνετο ὠφέλεια τῶν πραγμάτων μεταπεσόντων· οὕτως γὰρ ἂν δικαιοτάτην τὴν κρίσιν περὶ αὐτῶν ποιοῖσθε.
Ora, prima di tutto, si deve riflettere che nessuno degli uomini è per natura né un oligarca né un democratico, ma qualunque regime democratico sia vantaggioso a ciascuno quello è desideroso sia stabilito; così dipende soprattutto da te che l'attuale governo trova un'abbondanza di sostenitori. Che queste cose stanno così, non comprenderete con difficoltà dagli eventi accaduti prima. Considerate, signori giudici, quante volte i capi di entrambi i governi hanno cambiato squadra. Non forse Frinico, Pisandro e i loro compagni demagoghi, quando hanno commesso molte cose contro di voi avendo temuto punizioni per loro, stabilirono la precedente oligarchia, molti dei Quattrocento, tornarono insieme con loro dal Peireo, alcuni invece, di quelli che avevano cacciato quelli (i Quattrocento) apparvero di nuovo tra i Trenta? sono alcuni di quelli inclusi nella lista per Eleusi, essendo usciti con noi, li assediarono insieme a loro. Non vi è quindi difficoltà a capire, signori giudici, che le reciproche divergenze non sono riguardo la politica, ma riguardano i vantaggi per ciascuno. Dovete quindi esaminare i cittadini liberi: esaminando come si comportarono sotto la democrazia indagando se qualcuno di loro ebbe utilità di un cambiamento di regime politico; In questo modo prenderete la decisione più giusta su di loro. (by Stuurm)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: PRACTEON Πρακτέον - versioni greco tradotte
- Visite: 3
Αρξομαι δε απο των προγονων πρωτον· δικαιον γαρ αυτοις και πρεπον δε αμα εν τω τοιωδε την τιμην ταυτην της διδοσθαι... και αστων και ξενων ξυμφορον ειναι επακουσαι αυτων.
Comincerò in primo luogo dai nostri antenati: è infatti giusto e conveniente che proprio in questa occasione venga offerto loro il riconoscimento di una menzione. Costoro, infatti, abitando questa terra senza interruzioni di generazione in generazione, l’hanno tramandata libera fino ai nostri giorni grazie al loro valore. E se questi sono degni di lode, ancor più lo sono i nostri padri: i quali, dopo essersi conquistati non senza fatica il dominio che ora noi possediamo a partire da quanto avevano ricevuto in eredità, lo consegnarono a noi contemporanei. Ma la maggior parte di questo dominio l’abbiamo estesa noi che siamo ancora nel pieno della maturità, e a beneficio di tutti abbiamo reso la città pienamente autosufficiente in guerra come in pace. Io, però, le imprese di costoro in guerra, ciò che ciascuna di esse ci ha conquistato, oppure se noi stessi o i nostri padri abbiamo respinto valorosamente un barbaro o un greco che ci attaccava, le lascerò perdere, non volendo dilungarmi in presenza di chi ben le conosce: ora innanzitutto mi accingo a mostrare a partire da quali interessi siamo giunti a questo punto e con quale forma di governo e con quali costumi, grazie ai quali l’impero è divenuto grande, e poi alla lode di costoro, poiché ritengo che in quest’occasione non sia inappropriato dire tali cose e che a questa folla di cittadini e di stranieri possa essere utile ascoltarle.