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Inizio: Ulixes ab Alcinoo rege Nausicae patre cum esset cum muneribus Fine: Ulixis discumbunt et pecora eius consumunt».
Dopo che fu congedato con dei doni dal re Alcinoo, padre di Nausicaa, Ulisse fatto naufragio, giunse nudo ad Itaca in una casa dove c'era un porcaro di nome Eumeo; nonostante il cane lo riconoscesse e lo blandisse, Eumeo non lo riconosceva, poiché Minerva aveva mutato lui e il suo aspetto. Eumeo gli chiede di dove fosse, e quello disse di essere giunto lì a causa di un naufragio. Chiedendogli il pastore se avesse visto Ulisse, quello disse di essere un suo compagno, e cominciò a citare indizi e prove. Subito Eumeo lo accolse in casa e lo rifocillò con cibo e bevande. Essendo giunti dei servi, mandati come al solito per chiedere dei capi di bestiame, e avendo quello interrogato Eumeo su chi fossero, disse: Dopo la partenza di Ulisse, quando ormai era passato del tempo, giunsero i proci chiedendo in matrimonio Penelope. Ma essa li rimandava indietro con una condizione: "Quando avrò tessuto la tela, mi sposerò", ma ciò che tesseva di giorno, disfaceva di notte e così li rimandava. Ma ora quelli giacciono con le ancelle di Ulisse e mangiano i suoi capi di bestiame.
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Orestes Agamemnonis et Clytaemnestrae filius postquam in puberem aetatem venit, studebat patris sui mortem exsequi; itaque consilium capit cum Pylade et Mycenas venit ad matrem Clytaemnestram, dicitque se Aeolium hospitem esse nuntiatque Orestem esse mortuum, quem Aegisthus populo necandum demandaverat. Nec multo post Pylades Strophii filius ad Clytaemnestram venit urnamque secum affert dicitque ossa Orestis condita esse; quos Aegisthus laetabundus hospitio recepit. Qui occasione capta Orestes cum Pylade noctu Clytaemnestram matrem et Aegisthum interficiunt. Quem Tyndareus cum accusaret, Oresti a Mycenensibus fuga data est propter patrem; quem postea furiae matris exagitarunt.
Quando Oreste, figlio di Agamennone e di Clitennestra, giunse alla giovinezza, non aveva altro in mente che vendicare la morte del padre; fece perciò un piano insieme a Pilade, si recò a Micene dalla madre Clitennestra, le disse che era uno straniero giunto dall’Eolia e le annunciò la morte di Oreste, che Egisto voleva far uccidere dal popolo. Non molto tempo dopo Pilade, figlio di Strofio, si presentò a Clitennestra portando con se un’urna e disse che questa conteneva le ossa di Oreste; al che Egisto, tutto contento, accolse amichevolmente entrambi. Cogliendo l’occasione, Oreste uccise nottetempo, con l’aiuto di Pilade, la madre Clitennestra ed Egisto. Quando Tindaro lo trascinò in giudizio, gli abitanti di Micene concessero a Oreste di andare in esilio, a causa di suo padre; in seguito fu perseguitato dalle Furie della madre.
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Le Danaidi versione latino Igino Igino Favole
traduzione libro cotidie legere
INIZIA = Danaus ex pruribus coniugibus quinquaginta... FINISCE = Hypermestrae et Lynceo fanum factum est.
Danao, ebbe da molte mogli cinquanta figlie, e altrettanti figli ebbe suo fratello Egitto, che deliberò di uccidere Danao e le figlie per possedere da solo il regno paterno. Allora chiede al fratello le figlie come spose per i suoi; saputa la cosa, Danao fugge dall’Africa ad Argo grazie al soccorso di Minerva: fu allora infatti che per la prima volta - si dice - Minerva costruì una nave con due prore, sulla quale Danao potesse andarsene. Ma Egitto viene a sapere della fuga di Danao e invia i figli a inseguire il fratello, ordinando loro di uccidere Danao o non tornare mai più. Sbarcati ad Argo, iniziano a combttere lo zio; quando Danao vede che ogni resistenza è inutile, promette le nozze delle figlie in cambio della sospensione della guerra: così i cugini paterni possono sposare le tanto desiderate sorelle. Ma queste, per ordine del padre, uccidono i mariti, con l’eccezione della sola Ipermestra che risparmiò Linceo. Per questa colpa, si dice che le altre debbano tra gli Inferi attingere acqua con un orcio forato. In onore di Ipermestra e Linceo fu costruito un santuario.
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Prometheus Iapeti filius primus homines ex luto finxit. Postea Vulcanus Iovis iussu ex luto mulieris effigiem fecit, cui Minerva animam dedit, ceterique dii alius aliud donum dederunt; ob id Pandoram nominarunt. Ea data in coniugium Epimetheo fratri; inde nata est Pyrrha, quae mortalis dicitur prima esse creata. Homines antea ab immortalibus ignem petebant neque in perpetuum servare sciebant; quod postea Prometheus in ferula detulit in terras, hominibusque monstravit quomodo cinere obrutum servarent. Ob hanc rem Mercurius Iovis iussu deligavit eum in monte Caucaso ad saxum clavis ferreis et aquilam apposuit, quae cor eius exesset; quantum die ederat, tantum nocte crescebat. Hanc aquilam post xxx annos Hercules interfecit eumque liberavit.
Prometeo, figlio di Giapeto, per primo plasmò gli uomini dal fango. In seguito Vulcano, per ordine di Giove, plasmò dal fango una figura di donna, alla quale Minerva infuse lo spirito vitale, e tutti gli altri dei diedero chi un dono chi un altro; per questo la chiamarono Pandora. Ella fu concessa in matrimonio al fratello Epimeteo; da loro nacque Pirra, la quale si dice che fu la prima donna mortale ad essere generata. Un tempo gli uomini chiedevano il fuoco agli dei ma non sempre sapevano conservarlo; cosa che in seguito Prometeo trasportò giù in terra in un bastone e mostrò agli uomini come potessero conservarlo, nascosto dalla cenere. Per questo motivo Mercurio, per ordine di Giove, lo legò sul monte Caucaso ad una roccia con chiodi di ferro e vi pose un'aquila, che rodesse il suo cuore. E questa quanto ne mangiava di giorno, tanto ne cresceva di notte. Ercole uccise questa aquila dopo trenta anni e lo liberò.
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Prometheus, Iapeti filius, primus viros ex luto fingit. Postea Vulcanus Iovis issu (per ordine di Giove) luto feminae formam creat, cui (alla quale) Minerva animam dat, Iuppiter (Giove) vas (un vaso) cunctorum malorum plenum et ceteri dii dicunt: "Tibi multa dona tradimus, itaque viri "Pandoram" te nominabunt ". Pandora, sponsa stulti Epimethei, secum (con sè) dona portat et postea ob curiositatem (per curiosità) vas (il vaso) aperiet et mala per mundum spargentur: ita viri et feminae totius terrae mala cognoscent et miseri erunt.
Prometeo, figlio di Giapete, per primo plasmò gli uomini dal fango. Dopo Vulcano dal fango crea la forma di una donna alla quale Minerva dona l'anima. Giove crea un vaso pieno di tutti i mali ed i restanti dei affermano: " Noi ti consegnamo molti doni e quindi gli uomini ti chiameranno "Pandora". Pandora promessa sposa dello sciocco Epimeteo, porta i doni con se e dopo per curiosità apre il vaso e i mali vengono sparsi per il mondo. Cosi gli uomini e le donno di tutta la terra conosceranno i mali e saranno sciagurati.
Il vaso di Pandora versione latino libro sistema latino