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PANEGIRICO Isocrate - capitoli 96 e 97
96 δῆλον δ' ὅτι ταῦτα διενοήθησανἐπειδὴ γὰρ οὐχ οἷοί τ' ἦσαν πρὸς ἀμφοτέρας ἅμα παρατάξασθαι τὰς δυνάμεις, παραλαβόντες ἅπαντα τὸν ὄχλον τὸν ἐκ τῆς πόλεως εἰς τὴν ἐχομένην νῆσον ἐξέπλευσαν, ἵν' ἐν μέρει πρὸς ἑκατέραν κινδυνεύσωσιν.
καίτοι πῶς ἂν ἐκείνων ἄνδρες ἀμείνους ἢ μᾶλλον φιλέλληνες ὄντες ἐπιδειχθεῖεν, οἵτινες ἔτλησαν ἐπιδεῖν, ὥστε μὴ τοῖς λοιποῖς αἴτιοι γενέσθαι τῆς δουλείας, ἐρήμην μὲν τὴν πόλιν γενομένην, τὴν δὲ χώραν πορθουμένην, ἱερὰ δὲ συλώμενα καὶ νεὼς ἐμπιπραμένους, ἅπαντα δὲ τὸν πόλεμον περὶ τὴν πατρίδα τὴν αὑτῶν γιγνόμενον;
Non c'è dubbio che la pensassero così, tanto è vero che, poiché non ce la facevano ad affrontare entrambi gli schieramenti nemici, presero con sé la popolazione della città e navigarono fino all'isola più vicina per combattere contro uno solo per volta. E allora, come si fa a trovare uomini migliori e più devoti ai Greci di loro che, per non precipitare gli altri nella schiavitù, ebbero la forza di sostenere la vista della loro città deserta, del paese devastato, dei santuari saccheggiati e dei templi bruciati di tutta una guerra combattuta attorno alla loro patria?
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Inizio: "Διο και τον γραψαντα περι της Έλενης επαινῶ μαλιστα τῶν εὖ λεγειν τι βουληθεντων" ... Fine: "πειρασομαι περι της αὐτης ταυτης ειπειν, παραλιπων απαντα τα τοις αλλοις ειρημενα.
Anche per questo io elogio moltissimo colui che scrisse riguardo ad Elena fra coloro che vollero raccontare bene qualcosa, perché fece menzione di tale donna, la quale si era distinta molto sia per la stirpe sia per la bellezza e per la buona fama. Tuttavia questa non piccola cosa gli sfuggì: infatti egli dice di aver scritto un encomio su di lei, ma si è trovato a pronunciare un'apologia per le cose che sono state fatte da lei. Il discorso non è fatto delle medesime forme, né riguardo alle medesime azioni, ma è tutto il contrario; infatti conviene da una parte parlare in difesa di coloro che hanno la accusa di commettere ingiustizia, ma dall'altra conviene elogiare quelli che si distinguono per qualcosa di buono. Affinché non sembri che io faccia la cosa più facile, cioè rimproverare gli altri senza dare prova di nessuna delle mie cose stesse, tenterò di parlare riguardo a lei stessa, tralasciando tutte queste cose che sono state dette dagli altri.
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Atene fu inventrice del diritto
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Euloghia
παραλαβοῦσα γὰρ τοὺς Ἕλληνας ἀνόμως ζῶντας καὶ σποράδην οἰκοῦντας, καὶ τοὺς μὲν ὑπὸ δυναστειῶν ὑβριζομένους τοὺς δὲ δι' ἀναρχίαν ἀπολλυμένους, καὶ τούτων τῶν κακῶν αὐτοὺς ἀπήλλαξε, τῶν μὲν κυρία γενομένη, τοῖς δ' αὑτὴν παράδειγμα ποιήσασα: πρώτη γὰρ καὶ νόμους ἔθετο καὶ πολιτείαν κατεστήσατο. δῆλον δ' ἐκεῖθεν: οἱ γὰρ ἐν ἀρχῇ περὶ τῶν φονικῶν ἐγκαλέσαντες, καὶ βουληθέντες μετὰ λόγου καὶ μὴ μετὰ βίας διαλύσασθαι τὰ πρὸς ἀλλήλους, ἐν τοῖς νόμοις τοῖς ἡμετέροις τὰς κρίσεις ἐποιήσαντο περὶ αὐτῶν. καὶ μὲν δὴ καὶ τῶν τεχνῶν τάς τε πρὸς τἀναγκαῖα τοῦ βίου χρησίμας καὶ τὰς πρὸς ἡδονὴν μεμηχανημένας, τὰς μὲν εὑροῦσα τὰς δὲ δοκιμάσασα χρῆσθαι τοῖς ἄλλοις παρέδωκεν
TRADUZIONE
Essa infatti trovò che i greci vivevano senza leggi e abitavano dispersi gli uni oppressi dai tiranni gli altri in rovinanell'anarchia e anche da questi mali li liberò tutelando gli uni e offrendo il suo esempio agli altri perché fu la prima a stabilire delle leggi e ad istiuiire un governo. Ma eccone la prova: all'inizio quelli che intentarono cause di omicidio e vollero dirimere le loro controversie con la ragione e non con la violenza istituirono processi servendosi delle nostre leggi. E ancora fu la nostra città a donare agli altri le arti necessarie alla vita e quelle escogitate per renderla piacevole, ora inventandole ora approvandole
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La maturità spirituale prodotta dall'educazione
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Versioni di greco per il triennio
Τίνας οὖν καλῶ πεπαιδευμένους, ἐπειδὴ τὰς τέχνας καὶ τὰς ἐπιστήμας καὶ τὰς δυνάμεις ἀποδοκιμάζω; Πρῶτον μὲν τοὺς καλῶς χρωμένους τοῖς πράγμασι τοῖς κατὰ τὴν ἡμέραν ἑκάστην προσπίπτουσι, καὶ τὴν δόξαν ἐπιτυχῆ τῶν καιρῶν ἔχοντας καὶ δυναμένην ὡς ἐπὶ τὸ πολὺ στοχάζεσθαι τοῦ συμφέροντο ἔπειτα τοὺς πρεπόντως καὶ δικαίως ὁμιλοῦντας τοῖς ἀεὶ πλησιάζουσι, καὶ τὰς μὲν τῶν ἄλλων ἀηδίας καὶ βαρύτητας εὐκόλως καὶ ῥᾳδίως φέροντας, σφᾶς δ' αὐτοὺς ὡς δυνατὸν ἐλαφροτάτους καὶ μετριωτάτους τοῖς συνοῦσι παρέχοντας· ἔτι τοὺς τῶν μὲν ἡδονῶν ἀεὶ κρατοῦντας, τῶν δὲ συμφορῶν μὴ λίαν ἡττωμένους, ἀλλ' ἀνδρωδῶς ἐν αὐταῖς διακειμένους καὶ τῆς φύσεως ἀξίως, ἧς μετέχοντες τυγχάνομεν· τέταρτον, ὅπερ μέγιστον, τοὺς μὴ διαφθειρομένους ὑπὸ τῶν εὐπραγιῶν μηδ' ἐξισταμένους αὑτῶν μηδ' ὑπερηφάνους γιγνομένους, ἀλλ' ἐμμένοντας τῇ τάξει τῇ τῶν εὖ φρονούντων καὶ μὴ μᾶλλον χαίροντας τοῖς διὰ τύχην ὑπάρξασιν ἀγαθοῖς ἢ τοῖς διὰ τὴν αὑτῶν φύσιν καὶ φρόνησιν ἐξ ἀρχῆς γιγνομένο
TRADUZIONE
Quali sono allora le persone che considero dotate di una perfetta formazione, dato che scarto le conoscenze tecniche e scientifiche e le doti naturali? In primo luogo quelle persone che sanno affrontare i problemi che capitano quotidianamente e hanno un'opinione adeguata sulle varie circostanze e capace di mirare perlopiù all'utile. In secondo luogo guanti hanno rapporti rispettosi e corretti con i loro parenti più prossimi e sopportano con serenità e disponibilità le scortesie e le asprezze del carattere altrui, mostrandosi quanto più possibile gentili ed equilibrati in compagnia. E ancora coloro che sanno sempre dominare le loro Passioni, non si fanno abbattere eccessivamente dalle sventure, ma quando vi si trovano si comportano da uomini, con un atteggiamento degno della natura di cui siamo dotati. Quarto punto, il più importante, gli uomini ni che non si lasciano distruggere dal successo, che non perdono la testa e non cedono all'orgoglio, ma retano nella schiera dei saggi, che non si rallegrano dei bel beni fortuiti più che di quelli che sono fin dall'inizio imputabili alla loro natura e alla loro saggezza. Ebbene, quelli che hanno un habitus spirituale che si accorda non con una sola, ma con tutte queste qualità, a mio parere sono uomini saggi, completi e forniti di ogni virtù.
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Teseo non sa fare a meno di Elena e la rapisce
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
Καὶ πρῶτον μὲν Θησεύς, ὁ λεγόμενος μὲν Αἰγέως, γενομένος δ’ ἐκ Ποσειδῶνος, ἰδὼν αὐτὴν οὔπω μὲν ἀκμάζουσαν, ἤδη δὲ τῶν ἄλλων διαφέρουσαν, τοσοῦτον ἡττήθη τοῦ κάλλους ὁ κρατεῖν τῶν ἄλλων εἰθισμένος, ὥσθ’ ὑπαρχούσης αὐτῷ καὶ πατρίδος μεγίστης καὶ βασιλείας ἀσφαλεστάτης ἡγησάμενος οὐκ ἄξιον εἶναι ζῆν ἐπὶ τοῖς παροῦσιν ἀγαθοῖς ἄνευ τῆς πρὸς ἐκείνην οἰκειότητος, ἐπειδὴ παρὰ τῶν κυρίων οὐχ οἷός τ’ ἦν αὐτὴν λαβεῖν, ἀλλ’ ἐπέμενον τήν τε τῆς παιδὸς ἡλικίαν καὶ τὸν χρησμὸν τὸν παρὰ τῆς Πυθίας, ὑπεριδὼν τὴν ἀρχὴν τὴν Τυνδάρεω καὶκαταφρονήσας τῆς ῥώμης τῆς Κάστορος καὶ Πολυδεύκους καὶ πάντων τῶν ἐν Λακεδαίμονι δεινῶν ὀλιγωρήσας, βίᾳ λαβὼν αὐτὴν εἰς Ἄφιδναν τῆς Ἀττικῆς κατέθετο
TRADUZIONE
E Teseo dapprima, detto figliuolo d'Egeo, ma in verità generato da Nettuno vedendola non per anco d'età fiorita, ma superiore ad ogn'altra nel volto, tanto dalla bellezza di lei si lasciò vincere, comechè a vincer altri assuefatto, che, avendo amplissima Patria, e securissimo regno, non pensò col possedimento di così rari beni, che fosse giusto di vivere, senz'aver con essa soggiorno. Laonde non potendo senza volontà di quelli, a cui era soggetta, arrivare a possederla, conciossiacosachè aspettassero eglino e l'età della Figlia, e la risposta da Delfo; niente curandosi Teseo del regno di Tindaro e disprezzando la forza di Castore, e di Polluce, e di tutti i gravi pericoli, che pur da Sparta gli potevan venire, nessun conto facendo, per forza rapitala, ad Afidne d'Attica la condusse