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Importanza della cultura - Isocrate Versione da greco nuova edizione 2 pagina 301 numero 38
Inizio: Φιλοσοφἱαν τοινυν, ῃ παντα συνεξευρε και ...
la filosofia dunque la quale ha scoperto e stabilito ogni cosa ci educa all'impresa e ci ammansisce l'un verso l'altro, la nostra città la insegnò e onorò i discorsi sapendo che da una parte fra tutti gli esseri viventi siamo per natura ad avere questo come proprio, dall'altra riguardo alle altre vicende (vedendo) che gli eventi sono così incerti che spesso in essi i saggi sonno sfortunati e gli sciocchi hanno buoni successi, nei discorsi al contrario la bellezza e l'arte non possono essere prodotte da gente da poco e coloro che sembrano essere saggi e gli ignoranti, si distinguono moltissimo a questa gli uni dagli altri. La nostra città sorpassò riguardo all'essere saggi e al parlare a tal punto che i suoi discepoli sono diventati maestri degli altri e ha fatto si che il nome dei Greci non indichi più la stirpe ma la cultura e sono chiamati greci più coloro che partecipano alla nostra educazione che coloro che partecipano alla natura comune.
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L'indole di Eracle e Teseo - Isocrate
Versione dal libro Ellenion
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Alii recte alii perreram populi causam agunt
Versione di Isocrate - maturità 1955 prima sessione
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Confronto tra Pericle e i suoi successori c'è chi governa nel
proprio interesse chi nell'interesse dello stato
Versione di greco
traduzione dal libro greco nuova edizione vol. 2
Versione pagina 253 n° 11
Traduzione n. 1
Pericle, che si pose a capo del popolo prima di questi, ricevuta la città che aveva ambizioni più modeste di quanto fosse prima che conquistasse il potere, non si spinse al personale guadagno, ma lasciò il suo patrimonio inferiore a quello che aveva ricevuto dal padre, e trasportò sull'Acropoli ottomila talenti oltre ai doni sacri. Costoro si sono dimostrati così diversi da lui che osano dire che non possono prestare attenzione ai propri interessi a causa della cura dei pubblici affari, ma sembra che queste trascuratezze abbiano preso un tale sviluppo quanto non avrebbero neppure ritenuto giusto in passato chiedere agli dèi, e che inoltre il nostro popolo, di cui dicono di preoccuparsi, sia così ridotto che nessuno dei cittadini vive in serenità né in sicurezza, e la città è ricolma di lamenti
Traduzione n. 2
Pericle che fu capo del popolo per questi, dopo che aveva ricevuto la città che aveva ambizioni più modeste prima di conquistare il potere, non si spinse verso il proprio guadagno, ma lasciò il proprio patrimonio più piccolo che quello che aveva ricevuto dal padre, e portò sull’acropoli ottomila talenti senza contare i fondi sacri. Costoro si sono dimostrati tanto diversi da quello che osano dire che non possono prestare attenzione ai propri interessi a causa della cura delle (cose)pubbliche, ma sembra che queste cose trascurate abbiano preso un tale sviluppo quanto non avrebbero neppure ritenuto in passato chiedere agli dei, mentre il popolo ateniese appare ridotto in tale stato che nessuno dei cittadini vive in serenità e in sicurezza ma la città e ricolma di talenti.
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Gli ateniesi sono grandi per natura
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
Testo senza accecnti per una ricerca facilitata
Επισταμαι εν μεν τοις αλλοις τοποις φυσεις εγγιγνομενας καρπων και δενδρων και ζωων ιδιας εν εκαστοις και πολυ των αλλων διαφερουσας, την δ' ημετεραν χωραν ανδρας φερειν και τρεφειν δυναμενην ου μονον προς τας τεχνας και τας πραξεις και τους λογους ευφυεστατους αλλα και προς ανδριαν και προς αρετην πολυ διαφεροντας. Τεκμαιρεσθαι δε δικαιον εστι τοις τε παλαιοις αγωσιν, ους εποιησαντο προς Αμαζονας και Ορακας και Πελοποννησιους απαντας, και τοις κινδυνοις τοις περι τα Περσικα γενομενοις, εν οις και μονοι και μετα Πελοποννησιων, και πεζομαχουντες και ναυμαχουντες, νικησαντες τους βαρβαρους αριστειων ηξιωθησαν: ων ουδεν αν επραξαν, ει μη πολυ την φυσιν διηνεγκαν. Και μηδεις οιεσθω ταυτην την ευλογιαν ημιν προσηκειν τοις νυν πολιτευομενοις, αλλα πολυ τουναντιον.
ἐπίσταμαι γὰρἐν μὲν τοῖς ἄλλοις τόποις φύσεις ἐγγιγνομένας καρπῶνκαὶ δένδρων καὶ ζῴων ἰδίας ἐν ἑκάστοις καὶ πολὺ τῶνἄλλων διαφερούσας, τὴν δ’ ἡμετέραν χώραν ἄνδραςφέρειν καὶ τρέφειν δυναμένην οὐ μόνον πρὸς τὰς τέχναςκαὶ τὰς πράξεις καὶ τοὺς λόγους εὐφυεστάτους, ἀλλὰκαὶ πρὸς ἀνδρίαν καὶ πρὸς ἀρετὴν πολὺ διαφέροντας. Τεκμαίρεσθαι δὲ δίκαιόν ἐστι τοῖς τε παλαιοῖςἀγῶσιν, οὓς ἐποιήσαντο πρὸς Ἀμαζόνας καὶ Θρᾷκας καὶΠελοποννησίους ἅπαντας, καὶ τοῖς κινδύνοις τοῖς περὶ τὰΠερσικὰ γενομένοις, ἐν οἷς καὶ μόνοι καὶ μετὰ Πελοποννησίων, καὶ πεζομαχοῦντες καὶ ναυμαχοῦντες, νικήσαντεςτοὺς βαρβάρους ἀριστείων ἠξιώθησαν· ὧν οὐδὲν ἂν ἔπραξαν, εἰ μὴ πολὺ τὴν φύσιν διήνεγκαν. Καὶ μηδεὶς οἰέσθω ταύτην τὴν εὐλογίαν ἡμῖνπροσήκειν τοῖς νῦν πολιτευομένοις, ἀλλὰ πολὺ τοὐναντίον
TRADUZIONE
So infatti che nelle altre regioni trovando le proprietà naturali dei frutti, degli alberi e degli animali negli stessi e essendo digeriti molto dagli altri, la nostra città sostiene gli uomini e sorretta li fa crescere non solo per le capacitale opere e i discorsi bellissimi.ma anche differendosi molto per il coraggio e la virtù. E' giusto determinare per le vecchie gare che fecero contro tutte le Amazzoni, tutti i Traci e Peloponnesiaci e sorti i pericolo riguardo la Persia, nei quali sia soli sia con i peloponnesiaci, combattendo sia per mare che per terra, furono valutati migliori avendo vinto i Barbari; di ciò non potrebbero ottenere niente se non si fossero distinti molto per la natura.