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Pueri parvuli qui nondum fari possunt infantes dicuntur. Parvulus infans in cunis cubare solet....
I fanciulli piccini che non possono ancora parlare sono chiamati infanti. Il piccolino infante è abituato a stare sdraiato nella culla. La culla è il lettino dell'infante. L'infante dorme per molte ore non solo di notte, ma anche di giorno; infatti il lungo sonno è necessario all'infante tanto quanto il cibo. L'infante non può fare a meno né del cibo né del sonno. Come chiede il cibo l'infante, che non è in grado di parlare? L'infante che ha mancanza di cibo vagisce a gran voce. Così il piccolino infante chiede il cibo. Allora la madre accorre e appone l'infante al suo petto. L'infante beve il latte della madre. l'infante piccino, che non ha i denti (dativo di possesso), non vive di pane, ma di latte. se la stessa madre non può o se non vuole crescere il proprio infante, l'infante viene cresciuto da un'altra donna, che è per lui come una madre. La donna che cresce l'infante altrui è chiamata nutrice. Molti infanti romani sono cresciuti non dalle proprie madri, ma dalle nutrici. Molte madri proprio loro non vogliono crescere i propri infanti.Prima dei cinque anni la piccola Giulia era un'infante. Allora Emilia aveva l'infante nella culla. Ora essa è senza un piccolo infante: la culla è vuota. Ma dopo pochi mesi ci sarà un nuovo infante nella culla. Emilia avrà di nuovo un piccolo infante e la culla non sarà vuota. Allora Giulio ed Emilia avranno quattro figli. Emilia li cullerà felici e canterà con voce flebile: "Lalla". Il padre prenderà il proprio infante in braccio e lo amerà non meno della madre. Il padre e la madre ameranno allo stesso modo il proprio infante. Dopo un anno saranno chiamati dal proprio infante madre e padre. Emilia in realtà sarà chiamata "mamma", non "madre", e Giulio non sarà chiamato "padre" ma "tata"; ed infatti l'infante non potrebbe pronunciare gli stessi nomi del padre e della madre. L'infante dunque chiamerà i propri genitori: "mamma! tata"! L'infante non dirà solo le prime parole, ma farà anche i primi passi. Inizialmente il padre lo sosterrà e lo condurrà per mano, subito dopo in verità l'infante inizierà a camminare da solo e non sarà sostenuto dai genitori nè sarà condotto per mano. L'infante mentre cammina viene lodato dai genitori felici. Nello stesso tempo l'infante imparerà moltissime parole e poi saprà parlare correttamente. Chi delle due cresce l'infante di Emilia, la madre o forse la nutrice? L'infante viene cresciuto dalla madre. La stessa Emilia appoggerà al proprio petto l'infante che piange. L'infante berrà il latte della madre, non della nutrice. Allora la madre metterà l'infante nella culla. A sera due ancelle porteranno la culla nella camera da letto dei genitori e la porranno dinanzi al loro letto.(by Maria D.)
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Ianua villae e duabus foribus constat. Sub foribus est limen, in quo SALVE scriptum est. Foris duos cardines habet, in quibus verti potest;..."Multa simul rogitas. Admitte me! Postea respondebo ad omnia." Ianitor: "Responde prius! Postea admitteris."
Stai attento al cane.
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Ecce puer qui e ludo domum revertitur. Quis est hic puer? Marcus est, sed difficile est eum cognoscere, nam sordidus est et sanguis de naso eius fluit. Hodie mane vestimenta Marci....Non modo vestis, sed etiam facies et manus et genua Marci sordita sunt. Cur tam sordidus est puer? ... Pueri pugnaverunt in via angusta quae Tusculo ad villam Iulii fert. ..."Quid? Vos duo unum pulsavistis? Duo cum uno pugnavistis?"(Pugna Discipulorum)
Lotta tra scolari.Ecco un fanciullo che fa ritorno a casa dal gioco. Chi è questo fanciullo? é Marco, ma è difficile riconoscerlo, infatti è sordido ed il sangue scorre dal suo naso. (e gli scorre il sangue dal naso). Oggi al mattino gli indumenti di Marco erano puliti e e tanto candidi come se fossero nuovi, ora in verità sono lerci ed umidi. Perchè la veste di Marco è umida? La veste è umida, perchè Marco ha camminato tra la pioggia. Non solo Marco, ma anche Tito e Sesto hanno camminato in mezzo alla pioggia. Tutti gli alunni sono tornati a casa con i vestiti umidi. Ma perchè a Marco scorre il sangue dal naso? Il sangue gli scorre dal naso, perchè Marco è stato picchiato da Sesto. Non è forse vero che Marco ha malmenato Sesto? Prima di tutto Sesto ha colpito con un pugno il viso di Marco, poi Marco e Tito hanno picchiato Sesto. Sesto, che è il più grande degli altri alunni, ha lottato con Marco e Tito ed è stato malmenato da loro. I fanciulli si sono azzuffati in una strada stretta che da Tusculo conduce (arriva fino) alla villa di Giulio..
Sono sudici non solo la veste, ma anche il viso le mani e le ginocchia di Marco. Perchè il fanciullo è tanto sporco? é sporco perchè sta sdraiato sul terreno; il terreno infatti a causa della pioggia è umido e lercio. Sia Marco che Sesto si sdraiarono sul terreno. Prima di tutto Marco si sdraiò sotto Sesto. Tito in verità udì che Marco chiamava ed attaccò Sesto. Lo stesso Sesto giacendo sul terreno fu subito malmenato dai due fanciulli; chiamò a gran voce il padre e la madre, in realtà i genitori non lo sentirono: la voce di Sesto non fu udita da alcuno eccetto i fanciulli. Marco entrando nell'atrio non viene riconosciuto subito da suo padre, ma non appena il figlio salutò il padre, Giulio riconosce la voce del figlio. Allora osservando il sangue sul suo viso il padre esclama: "o figlio mio! Chi ti ha malmenato?" Marco: "un bue rabbioso mi ha spinto con una cornata!" Giulio: "questo non è vero! colui che ti ha malmenato non ha (porta) le corna. Da chi sei stato malmenato?" Marco: "sono stato malmenato da Sesto" Giulio: "mi rendevo conto che tu eri stato malmenato non dalle corna, ma a causa delle zuffe. Ma perchè tu sei stato picchiato? Sicuramente Sesto non ti ha picchiato senza una ragione. Racconta(mi) dall'inizio: costui è stato picchiato da te prima!" Marco: "Assolutamente no! inizialmente costui mi ha picchiato senza ragione con un pugno, poi io l'ho picchiato!" Giulio: "solo tu hai picchiato Sesto?" Marco: "io e tito lo abbiamo picchiato." Giulio: "Cosa? voi due avete picchiato uno solo? Due avete lottato con uno solo (due contro uno)?" (by Maria D.)
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Ars grammatica - Ex Donati "Arte grammatica Minore"
Lingua latina per se illustrata familia romana
Inizio: Partes Orationis ... Fine: ... papae ! aut metum ut attat et si qua sunt similia.
Le parti del discorso quante sono le parti del discorso? otto. Quali? Nome, pronome, verbo, avverbio, participio, congiunzione, preposizione, interiezione. il nome che cos'è il nome? Una parte del discorso con il caso, che indica un corpo o una cosa in modo proprio o comune; o è infatti il nome di uno solo e si dice proprio o di molti e appellativo. Quanti sono i generi di nome? Quattro. [M. : ] Quali? [A. : ] Maschile, come questo"maestro", femminile come questa "Musa", neutro come questo "scanno", comuni come questo e questa sacerdote/sacerdotessa [M. : ] Quanti sono i numeri dei nomi? [a. : ] Due. [M. : ] Quali? [A. : ] singolare come questo maestro, plurale come questi maestri [M. : ] Quanti sono i casi dei nomi? [A. : ] Sei. [M. : ] quali? [A. : ] Nominativo, genitivo, dativo, accusativo, vocativo, ablativo. Grazie a questi si declinano i nomi, pronomi, participi di tutti i tipi. [M. : ] Quanti sono i gradi della comparazione?[M. : ] Quali? [A. : ] Positivo, come dotto, comparativo, come più dotto, superlativo, come dottissimo. [M. : ] Quali nomi si comparano? [A. : ] soltanto gli appellativi che indicano qualità o quantità.
il pronome [M. : ] Cos'è il pronome? [A. : ]La parte del discorso che posta al posto del nome ha altrettanto quasi lo stesso significato e talora riprende la persona... [M. : ] Quali sono i generi dei pronomi? [A. : ] Generalmente gli stessi dei nomi: maschile, come "quis", femminile come "quae", neutro come quod, comune come quale tale, di tre generi come io e tu [M. : ] quanti sono i numeri dei pronomi? [A. : ] Due. [M. : ] Quali? [A. : ]Singolare come questo, plurale come questi [M. : ] quante sono le persone dei pronomi? [A. : ] Tre. [M. : ] Quali? [A. : ] Prima, come io, seconda, come tu, terza come egli [M. : ] e inoltre quanto sono i casi dei pronomi? [A. : ] Sei nello stesso modo anche dei nomi, grazie a i quali i pronomi di tutti i generi si flettono
Il verbo [M. : ] Che cos'è il verbo? [A. : ] Una parte del discorso con il tempo e la persona, senza caso che indica fare o subire qualcosa...[M. : ]Quali modi dei verbo ci sono? [A. : ] indicativo, come leggo, imperativo come leggi!, ottativo come o se leggessi, congiuntivo come sebbene legga, infinito come leggere [M. : ] Quanti sono i generi dei verbi? [A. : ] Quattro. [M. : ] Quali? [A. : ] Attivo, passivo, neutro, deponente [M. : ]quali sono gli attivi? [A. : ] Quelli che terminano -o e presa la lettera r diventano passivi come lego/legor [M. : ] quali sono passivi? [A. : ] Quelli che finiscono -r e se la perdono tornano all'attivo come legor/ lego. [M. : ] Quali sono né l'uno né l'altro? [A. : ] Quelli che finiscono in -o all'attivo, ma non esistono con -r in latino, come sto, corro (non diciamo "stor, curror" !). [M. : ] Quali sono i deponenti? [A. : ] Quelli che finiscono in -r come i passivi, ma non esistono senza come luctor, loquor. [M. : ]quanti sono i numeri dei verbi? [A. : ] Due [M. : ] Quali? [A. : ] Singolare, come leggo, plurale come leggiamo [M. : ] Quanti sono i tempi dei verbi? [A. : ]Tre. [M. : ] Quali? [A. : ] Presente come leggo, passato come lessi, futuro come leggerò [M. : ] quanti sono i tempi nella flessione dei verbi? [A. : ] Cinque. [M. : ] Quali?[A. : ] Presente come leggo, passato imperfetto, come leggevo, passato perfetto come lessi, passato piuccheperfetto come avevo letto, futuro come leggerò [M. : j Quante sono le persone dei verbi? [A. : ] Tre. [M. : ] Quali? [A. : ] Prima, come leggo, seconda, ut leggi, terza, ut legge. [M. : ] Coniugami un verbo attivo
L'avverbio [M. : ] Cos'è l'avverbio? [A. : ] La parte del discorso che aggiunta al verbo spiega e completa il suo significato ... [M. : ] Quali sono i significati degli avverbi? [A. : ] Ci sono avverbi di luogo o di tempo o numerali o di negazione o di affermazione o dimostrativi o ottativi o di esortazione o di ordine o interrogativi o di qualità o di quantità o dubitativi... [M. : ] Dimmi gli avverbi di luogo! [A. : ] Come qui, lì o dentro o fuori, là o di là. [M. : ] Dimmi gli avverbi di tempo! [A. : ] come oggi, ora, poco fa, domani, talora; numerali come uno per volta, bis, tre per volta; di negazione come non; affermativi come perché no, anche; dimostrativi come ecco, ; ottativi come o se, volesse il cielo; di esortazione come suvvia; di ordine come poi; come perché, per quale ragione; di qualità come sapientemente, graziosamente, fortemente; di quantità come molto poco; di dubbio come forse... [M. : ] In che consiste la comparazione degli avverbi? [A. : ] In tre gradi: positivo, comparativo, superlativo. [M. : ] Dimmi un avverbio di grado positivo![A. : ] Come sapientemente; comparativo come più sapientemente, superlativo come assai sapientemente.
Il participio [M. : ] Cos'è il participio ? [A. : ] La parte del discorso che prende un aspetto del verbo e uno del nome: del nome i generi e il caso, del verbo i tempi e il senso, di entrambe il numero... [M. : ] Quanti sono i generi dei participi? [A. : ] Quattro. [M. : ] Quali? [A. : ]Maschile, come questo letto, femminile come questa letta, neutro come questo"lectum", comune ai tre generi come leggente [M. : ] Quanti sono i cadi dei participi? [A. : ] Sei [M. : ] Quali? [A. : ] Nominativo come legens, genitivo, come legentis, dativo, come legenti, accusativo, come legentem, vocativo, come legens, ablativo, come ab legente. [M. : ] Quanti sono i tempi dei participi? [a. : ] Tre. [M. : ] Quali? [A. : ] Presente come leggente, passato come letto futuro come "che sta per leggere" e da leggersi [M. : ] quanti sono i numeri dei participi? [A. : ] Due. [M. : ] Quali? [A. : ] singolare come leggente, plurale come leggenti [M. : ] Declinami un participio!
La congiunzione [M. : ] Cos'è la congiunzione? [A. : ] La parte del discorso che collega e ordina la proposizione e il periodo [M. : ] Quanti possibili tipi di di congiunzioni ci sono? [A. : ] Cinque. [M. : ] Quali? [A. : ] Copulative, disgiuntive, esplicative, subordinanti, conclusive. [M. : ] Dimmi le copulative! [A. : ] E. [M. : ] Dimmi le disgiuntive! [A. : ] 0, Né. [M. : ] Dimmi le esplicative! [A. : ] Certo, anche invece tuttavia. [M. : ] Dimmi le subordinanti! [A. : ] Se, benché, se pure, quando, infatti, inoltre, per cui [M. : ] Dimmi le conclusive [A. : ] pertanto, infatti, perché, poiché, dunque, perciò, cioè.
La preposizione [M. : ] Cos'è la preposizione? [A. : ] La parte del discorso che preposta a altre parti del discorso completa, muta o ridimensiona il loro significato ... [M. : ] Dimmi le preposizioni che reggono l'accusativoi! [A. : ] Ad, apud, ante, adversum, cis, citra, circum, circa, contra, erga, extra, inter, intra, infra, iuxta, ob, per, prope, secundum, post, trans, ultra, praeter, propter, supra... [M. : ] I che modo? [A. : ] Diciamo infatti verso il padre, presso la fattoria, davanti alla casa, contro i nemici, al di qua del Reno, oltre la piazza, al di qua del foro, intorno alla città, intorno al tempio, contro il nemico, in considerazione dei genitori, fuori dal vallo, fra le navi, dentro le mura, dotto il tetto, accanto alla via, per l'ira, attraverso la porta, vicino alla finestra, vicino alla riva, dietro la schiena, oltre al fiume, oltre i confini, salvo il dovere, a causa della cosa, sopra il cielo... [M. : ] Dimmi preposizioni che reggono il caso ablativo! [A. : ] A, ab, cum, coram, de, e, ex, pro, prae, sine... [M. : ] In che modo? [D. : ] Diciamo infatti da casa, dall'uomo, con l'esercito, dinnanzi a testimoni, dalla piazza, di diritto, dalla piazza, dalla provincia, per la patria, per paura, senza fatica [M. : ] Dimmi preposizioni che reggono entrambe i casi! [D. : ] In, sub, super. [M. : ] In e sotto quando si uniscono con il caso accusativo? [D. : j Quando vogliamo dire 'che noi andiamo siamo andati andremo in un luogo". [M. : ] Quando I' ablativo? [D. : ] Quando vogliamo dire 'che siamo, siamo stati, saremo in un luogo'. ... [M. : ] Che valore ha sopra? [D. : ] Quando indica luogo, regge più l'accusativo che l'ablativo; l'ablativo solo quando facciamo menzione di qualcuno, come chiedendo molte cose su Priamo, su Ettore, qui si tratta di "riguardo a Priamo. . Ettore L'interiezione [M. : ] Cos'è l'interiezione? [A. : ] La parte del discorso che indica un sentimento dello spirito con una parola non elaborata ... [M. : ] In che consiste il significato dell'interiezione? [A. : ] 0 quando esprimiamo gioia come bene! o dolore come ahimé! o ammirazione come caspita! o timore come oh! o se ve ne sono alcune di simili
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Tarquinius autem, etsi iniustus in pace rex, tamen dux belli haud pravus fuit, quin etiam ea arte aequabat superiores reges. Is primus Volscis bellum movit, Suessamque Pometiam ex iis vi cepit. Ubi cum vendenda praeda quadraginta talenta argenti fecisset, eam pecuniam omnem ad aedificandum Iovis templum servavit. Suscepit deinde lentius spe bellum, quo Gabios, propinquam urbem, nequiquam vi adortus, postremo (minime arte Romana!) fraude ac dolo agressus est. Nam cum, velut posito bello, fundamentis templi iaciendis aliisque urbanis operibus intentum se esse simularet, Sextus, filius eius qui minimus ex tribus erat, transfugit ex composito Gabios patris in se saevitiam non tolerandam querens: 'regem iam ab alienis in suos vertisse superbiam et liberis quoque insidias parare, ne quem heredem regni relinquat; se quidem inter tela et gladios patris elapsum nihil usquam sibi tutum nisi apud hostes L. Tarquinii credidisse; quod si apud eos supplicibus locus non sit, pererraturum se omne Latium, Volscosque se inde et Aequos et Hernicos petiturum, donec ad eos pervenit qui a patrum crudelibus atque impiis suppliciis protegere liberos sciant, et forsitan parati sint ad bellum gerendum adversus superbissimum regem ac ferocissimum populum!'
Filius regis benigne ab Gabinis excipitur. Non mirantur si Tarquinius, qualis in cives, qualis in socios, talis ad ultimum in liberos esset; 'sibi vero gratum adventum eius esse' aiunt, 'nam illo adiuvante brevi futurum ut a portis Gabinis sub Romana moenia bellum transferatur!'
Inde Sex. Tarquinius consiliis publicis interesse coepit. Ibi, cum 'de aliis rebus assentire se veteribus Gabinis' diceret, identidem belli auctor esse et in eo sibi praecipuam prudentiam assumere 'quod utriusque populi vires novisset sciretque invisam profecto superbiam regiam civibus esse. ' Ita cum sensim ad rebellandum primores Gabinorum incitaret et ipse cum promptissimis iuvenum praedatum iret, dictis factisque omnibus ad fallendum aptis, ad ultimum dux belli legitur! Ibi cum - inscia multitudine quid ageretur - proelia parva inter Romam Gabiosque fierent, quibus plerumque Gabina res superior esset, tum universi Gabini Sex. Tarquinium divinitus sibi missum ducem credere. apud milites vero, cum pariter pericula obiret ac labores toleraret praedamque benigne legiretur, tanta caritate esse ut non pater Tarquinius potentior Romae quam filius Gabiis esset.
Tum ex suis unum Romam ad patrem mittit sciscitatum 'quidnam se facere vellet?' Huic nuntio - quia, credo, dubiae fidei videbatur - nihil voce responsum est. Rex velut deliberans in hortum aedium transit, sequente nuntio filii. Ibi inambulans tacitus summa papaverum capita dicitur baculo decussisse. Interrogando exspectandoque responsum nuntius fessus, ut re imperfecta, redit Gabios. Quae dixerit ipse quaeque viderit, Sexto refert: 'regem seu ira seu odio seu superbia nullam vocem emisisse!'
Sextus, ubi quid vellet parens quidve tacitus praeciperet intellexit, primores civitatis interemit! Multi palam, quidam, qui in crimen vocari non poterant, clam interfecti. Patuit quibusdam fuga, alii in exsilium acti sunt, bonaque absentium pariter atque interemptorum populo divisa sunt - donec Gabina res regi Romano sine ulla dimicatione in manum traditur!
Gabiis receptis Tarquinius pacem cum Aequorum gente fecit, foedus cum Tuscis renovavit. Inde ad negotia urbana animum convertit; quorum erat primum ut Iovis templum in monte Tarpeio monumentum regni sui nominisque relinqueret.
Intentus perficiendo templo, fabris undique ex Etruria accitis, non pecunia solum ad id publica est usus, sed operariis etiam ex plebe. Qui labor cum militiae adderetur, minus tamen plebs indignabatur se templa deorum aedificare manibus suis, quam postquam ad alia opera specie minora, sed laboris aliquanto maioris traducebatur, velut ad foros in circo faciendos cloacamque Maximam sub terra agendam.
Tarquinio fu un re ingiusto in pace, ma un buon generale quando si trattò di combattere. Anzi, in campo militare avrebbe raggiunto il livello di quanti lo avevano preceduto sul trono, se la sua degenerazione in tutto il resto non avesse offuscato anche questo merito. Fu lui a iniziare coi Volsci una guerra destinata a durare due secoli, e tolse loro con la forza Suessa Pomezia. Ne vendette il bottino e coi quaranta talenti d'argento ricavati concepì la costruzione di un tempio di Giove le cui dimensioni sarebbero state degne del re degli dèi e degli uomini, nonché della potenza romana e della sua stessa posizione maestosa. Il denaro proveniente dalla presa di Suessa fu messo da parte per la costruzione del tempio. In séguito si impegnò in una guerra più lunga del previsto con la vicina città di Gabi. Infatti tentò prima una fallimentare soluzione di forza; poi, respinto anche da sotto le mura dopo averne cercato l'assedio, alla fine ricorse a un espediente poco in sintonia con lo spirito romano, cioè l'astuzia dolosa e fraudolenta. Mentre dava a vedere di aver perso interesse nella guerra per concentrarsi sulla fondazione del tempio e su altre opere di natura urbanistica, Sesto, il più giovane dei suoi tre figli, con un preciso piano, riparò a Gabi lamentandosi del trattamento eccessivamente crudele riservatogli dal padre. Lì raccontò che quest'ultimo, dopo i sudditi, aveva adesso iniziato a tormentare i figli, che a sua detta erano fastidiosamente numerosi, e a cercare di riprodurre in casa il deserto che aveva fatto in senato, in modo tale da non lasciare né discendenti né un qualche erede al trono. Quanto a lui, sfuggito alle spade e ai pugnali del padre, era convinto che in nessun posto sarebbe stato così al sicuro come presso i nemici di Lucio Tarquinio. Circa la guerra che sembrava esser stata abbandonata, avevano poco da illudersi: era tutta una finta e, da un momento all'altro, lui li avrebbe attaccati quando meno se lo aspettavano. Se poi presso di loro non c'era posto per un supplice, allora avrebbe attraversato tutto il Lazio e quindi si sarebbe rivolto ai Volsci, agli Equi e agli Ernici, finché non avesse trovato gente disposta a proteggere un figlio dalle torture e dalle crudeltà inflittegli dal padre. Può darsi anche che avrebbe trovato gli stimoli per andare a combattere il più tirannico dei re e il più insolente dei popoli. Poiché era chiaro che, se avessero titubato, il giovane, infuriato com'era, se ne sarebbe andato, i Gabini gli diedero il benvenuto. Gli dissero di non meravigliarsi se il padre si era comportato coi figli nello stesso modo che coi sudditi e con gli alleati: avrebbe finito col rivolgere la propria crudeltà contro se stesso, una volta esaurito ogni bersaglio. Da parte loro, erano comunque contenti della sua venuta e confidavano, anche col suo aiuto, di spostare in breve tempo il teatro delle operazioni di guerra dalle porte di Gabi alle mura di Roma.