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Il latino di base pagina 587
Alexander, cum Susa pervenisset, seniores milites domum remittere volebat atque secum in Asia retinere duodecim milia peditum et duo milia equitum, quod se modico exercitu. Asiam tenere posse existimabat; multis enim locis praesidia disposuerat urbesque nuper conditas colonis repleverat. Sed milites, postquam cognitum est alios remitti domum, alios retineri, timentes ne regem suum relinquerent, omnes ante regiam convenerunt atque clamaverunt neminem in patriam rediturun sed omnes in Asia cum rege mansuros. Qua re commotus, Alexander sententiam suam mutavit atque milites infirmissimos tantum domum remisit. Alessandro, dopo esser arrivato a Susa voleva lasciare a casa i soldati più vecchii e mantenere con sè dodicimila fanti e duemila cavalieri, cosa che per lui era un modico esercito. Pensava di poter raggiungere l'Asia; aveva disposto dei presidi in molti luoghii e aveva formito di colonie le città fondate. Ma i soldati, dopo che si riseppe che alcuni erano stati lasciati in patria e che altri erano stati mantenuti (in guerra), essemdo preoccupati che il loro re non fosse abbandonato, si riunirono tutti davanti alla città e acclamarono che nessuno avrebbe fatto ritorno in patria ma che tutti sarebbero rimasti in Asia con il proprio re. Commosso dalla qual cosa, Alessandro cambiò la sua decisione e lasciò a casa solo i soldati più deboli.
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Hammonis nemus; in medio habet fontem: Solis aquam vocant; sub lucis ortum tepida manat; medio die, cuius vehementissimus est calor, frigidafluit; inclinato in vesperam calescit; media nocte fervida exaestuat; quoque nox propius vergit ad lucem, multum ex nocturno calore decrescit, donec sub ipsum diei ortum adsueto tepore languescat. Id quod pro deo colitur, non eandem effigiem habet, quam vulgo diis artifices accommodaverunt. Umbilicomaxime similis est habitus, zmaragdo et gemmis coagmentatus. Hunc, cum responsum petitur, navigio aurato gestant sacerdotes multis argenteis pateris ab utroque navigii latere pendentibus: sequuntur matronae virginesque, patrio moreinconditum quoddam carmen canentes quo propitiari Iovem credunt, ut certum edat oraculum.
c'è un bosco sacro ad Ammone; nel centro possiede una sorgente: la chiamano acqua del Sole. Al sorgere della luce scorre tiepida; verso mezzogiorno, quando il calore è molto forte, scorre fredda; un cambiamento (avviene) di sera (quando) si scalda; a mezzanotte emana bollente; e man mano che la notte declina verso l’alba, si perde molto del calore notturno, fino a che, proprio al sorgere del giorno si stabilizza all’abituale tepore. Ciò che è venerato come una divinità non ha la stessa figura che gli artisti di norma hanno attribuito agli dei: ha un aspetto molto simile ad un ombelico formato da gemme e smeraldi. Quando gli viene chiesto un responso, i sacerdoti lo portano in processione su una nave d'oro, con molte patere d'argento pendenti da entrambi i lati della nave; seguono matrone e vergini, che cantano un tipo di carme rozzo secondo il costume tradizionale, con il quale credono di rendersi propizio Giove, in modo che emetta un attendibile responso
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Rex Alexander Dareo S. Cuius nomen sumpsisti, Dareus Graecos, qui oram Hellesponti tenent, coloniasque Graecorum Ionias omni clade vastavit, cum magno deinde exercitu mare traiecit, inlato Macedoniae et Graeciae bello. Rursus Xerxes, gentis eiusdem, ad oppugnandos nos cum inmanium Barbarorum copiis venit; qui, navali proelio victus, Mardonium tamen reliquit in Graecia, ut absens quoque popularetur urbes, agros ureret. Philippum vero parentem meum quis ignorat ab iis interfectum esse, quos ingentis pecuniae spe sollicitaverant vestri? inpia enim bella suscipitis, et, cum habeatis arma, licemini hostium capita, sicut tu proxime talentis mille, tanti exercitus rex, percussorem in me emere voluisti. Repello igitur bellum non infero.
Il re Alessandro saluta Dario. Dario II, di cui hai assunto il nome, depredò con ogni devastazione i Greci che abitano sulla costa dell’Ellesponto e le colonie ioniche greche, quindi con un possente esercito attraversò il mare per portare la guerra alla Macedonia e alla Grecia. Di nuovo Serse, della stessa stirpe, venne ad aggredirci con orde di feroci barbari; sconfitto in una battaglia navale, tuttavia lasciò in Grecia Mardonio, in sua assenza, a devastare le città e a incendiare le campagne. E chi ignora che mio padre Filippo sia stato assassinato da quelli che i vostri allettarono con la speranza di una grande ricompensa? Voi infatti state intraprendendo guerre empie e, pur disponendo di armamenti, offrite per la testa dei nemici mille talenti, ricompensa con cui di recente tu, re di cotanto esercito, hai voluto prezzolare un sicario contro di me. Io perciò non porto la guerra, ma la rifuggo.
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Inter haec Alexander, ad conducendum ex Peloponneso militem Cleandro cum pecunia misso, Lyciae Pamphyliaeque rebus conpositis ad urbem Celaenas exercitum admovit. Media illa tempestate moenia interfluebat Marsyas amnis, fabulosis Graecorum carminibus inclitus. Fons eius ex summo montis cacumine excurrens in subiectam petram magno strepitu aquarum cadit; inde diffusus circumiectos rigat campos liquidus et suas dumtaxat udas trahens. Itaque color eius placido mari similis locum poetarum mendacio fecit: quippe traditum est nymphas amore amnis retentas in illa rupe considere. Ceterum, quamdiu intra muros fluit, nomen suum retinet; at, cum extra munimenta se evolvit, maiore vi ac mole agentem undas Lycum appellant. Alexander, quidem urbem destitutam a suis intrat, arcem vero, in quam confugerant, oppugnare adortus caduceatorem praemisit, qui denuntiaret, ni dederent, ipsos ultima esse passuros.
Durante questi avvenimenti, Alessandro, inviato Cleandro con denaro a levar soldati dal Peloponneso, messo ordine in Licia ed, in Panfilia, mosse l'esercito alla volta della città di Celene. In quel tempo la città era attraversata nel mezzo dal fiume Marsia, celebrato nelle leggende poetiche dei Greci. La sua sorgente, sgorgando dalla cima d'un monte, precipita su una roccia sottostante con grande strepito d'acque; di lì poi si distende e bagna la campagna circostante, conservando la sua limpidezza, senza ricevere affluenti. Fu appunto il suo colore, simile a quello d'un mare tranquillo, a dar origine ad una fantasia di poeti: si favoleggiò infatti che le ninfe, trattenute dal loro amore per il fiume, avessero fatto di quella rupe la loro dimora. Il fiume d'altronde, finché scorre attraverso la città, conserva il suo nome; ma una volta uscito dalla cinta delle mura, ove prende a scorrere con un impeto ed una massa maggiori, viene chiamato Lico. Alessandro dunque entra nella città abbandonata dai suoi abitanti e, accingendosi ad assediare la rocca, in cui quelli si erano rifugiati, manda innanzi un araldo ad intimare la resa: se non avessero capitolato, sarebbero andati incontro al sacrificio estremo.
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inizio: Alexander, postquam Gordium, urbem in Phrygia... fine: Alexander oraculi sortem vel elusit vel implevit
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