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VERSIONE DI GRECO di Isocrate - TRADUZIONE dal libro Ellenion pagina 59 numero 26
INIZIO: Ηγου των ακουσματων πολλα πολλων ειναι χρεματων κρειττω ... FINE: μηδε μακρας περι των αυτων, πλησμονη γαρ απαντων
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IN CHE MODO MI DIFENDERO'
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Ellenion
περὶ τούτου γὰρ μόνου τοῦ ἀδικήματος καὶ ἐν δημοκρατίᾳ καὶ ὀλιγαρχίᾳ ἡ αὐτὴ τιμωρία τοῖς ἀσθενεστάτοις πρὸς τοὺς τὰ μέγιστα δυναμένους ἀποδέδοται, ὥστε τὸν χείριστον τῶν αὐτῶν τυγχάνειν τῷ βελτίστῳ· οὕτως, ὦ ἄνδρες, ταύτην τὴν ὕβριν ἅπαντες ἄνθρωποι δεινοτάτην ἡγοῦνται. περὶ μὲν οὖν τοῦ μεγέθους τῆς ζημίας ἅπαντας ὑμᾶς νομίζω τὴν αὐτὴν διάνοιαν ἔχειν, καὶ οὐδένα οὕτως ὀλιγώρως διακεῖσθαι, ὅστις οἴεται δεῖν συγγνώμης τυγχάνειν ἢ μικρᾶς ζημίας ἀξίους ἡγεῖται τοὺς τῶν τοιούτων ἔργων αἰτίους· ἡγοῦμαι δέ, ὦ ἄνδρες, τοῦτό με δεῖν ἐπιδεῖξαι, ὡς ἐμοίχευεν Ἐρατοσθένης τὴν γυναῖκα τὴν ἐμὴν καὶ ἐκείνην τε διέφθειρε καὶ τοὺς παῖδας τοὺς ἐμοὺς ᾔσχυνε καὶ ἐμὲ αὐτὸν ὕβρισεν εἰς τὴν οἰκίαν τὴν ἐμὴν εἰσιών, καὶ οὔτε ἔχθρα ἐμοὶ καὶ ἐκείνῳ οὐδεμία ἦν πλὴν ταύτης, οὔτε χρημάτων ἕνεκα ἔπραξα ταῦτα, ἵνα πλούσιος ἐκ πένητος γένωμαι, οὔτε ἄλλου κέρδους οὐδενὸς πλὴν τῆς κατὰ τοὺς νόμους τιμωρίας. ἐγὼ τοίνυν ἐξ ἀρχῆς ὑμῖν ἅπαντα ἐπιδείξω τὰ ἐμαυτοῦ πράγματα, οὐδὲν παραλείπων, ἀλλὰ λέγων τἀληθῆ· ταύτην γὰρ ἐμαυτῷ μόνην ἡγοῦμαι σωτηρίαν, ἐὰν ὑμῖν εἰπεῖν ἅπαντα δυνηθῶ τὰ πεπραγμένα
TRADUZIONE
Infatti, riguardo a questo solo reato sia nei regimi democratici sia in quelli oligarchici è stata assegnata la stessa punizione ai più deboli nei confronti dei più potenti, cosicchè i peggiori ottengano gli stessi diritti dei migliori. Così, giudici, tutti gli uomini ritengono questo oltraggio il più grave. Riguardo poi alla gravità della pena, penso che voi tutti abbiate la stessa opinione e che nessuno sia così noncurante da pensare che coloro che sono i colpevoli di tali reati debbano ottenere il perdono o siano meritevoli di una pena limitata. Credo dunque, giudici, di dover dimostrare questo: cioè che Eratostene commetteva adulterio con mia moglie e la sedusse e disonorò i miei figli e oltraggiò me, entrando in casa mia e che né c'era tra me e lui nessuna ostilità eccetto questa né ho fatto questo per denaro, per diventare ricco da povero, né per nessun altro guadagno se non la punizione conforme alle leggi. Io dunque dall'inizio vi esporrò tutte quante le mie vicende, nulla tralasciando, ma dicendo la verità: questa infatti considero per me unica salvezza, se posso dire a voi tutti quanti i fatti accaduti.
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L'ARRESTO DI LISIA
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Essendosi spartite le case andavano: arrestarono anche me mentre davo ospitazione a dei forestieri dopo aver cacciato i quali mi consegnavano a Pisone. Gli altri essendo giunti fanno l'inventario dei ladri, io allora chiedevo a Pisone se volesse salvarmi prendendo dei soldi e lui mi disse di sì. Io dissi che ero pronto a dare un talento d'argento, e quello era d'accordo e disse che avrebbe fatto quelle cose. Non credeva né agli dèi né agli uomini, mi sembrava che fosse necessario fidarmi di lui in base alle presenti circostanze. Dopo che aveva giurato invocando una maledizione su sé stesso e sui suoi figli io entrato nella camera apro il forziere.
Altra traduzione dello stessso passo
Mi vennero a prendere mentre offrivo agli ospiti un banchetto e dopo aver cacciato i quali, mi consegnarono a Pisone; gli altri, dopo essere entrati nell'officina, fecero l'elenco dei servi. Allora io chiesi a Oisone se avesse voluto salvarmi prendendo in cambio del denaro; egli disse di sì, ma solo se il denaro fosse stato tanto. Dunque gli dissi che avevo un talento d'argento pronto da dargli; lui allora garantì che avrebbe fatto ciò che aveva detto. Seppi per certo allora che egli non credeva né negli dei né negli uomini, tuttavia, date le circostanze, mi sembrò estremamente necessario guadagnarmi la sua fiducia. Poi, (lett= imprecando rovina a) giurando sulla sua testa e su quella dei figli, preso il talento, promise che mi avrebbe salvato, allora io, una volta entrato in casa, aprì la cassaforte. Ma Pisone, accortosi di ciò, sopraggiunse e vedendo ciò che c'era nella stanza, chiamò due dei servi e ordinò di prendere ciò che c'era nel forziere. Dopo che non prese soltabnto ciò che era stato concesso, o giudici, chiesi di lasciarmi come spese di viaggio tre talenti d'argento, trecento cizieni, cento darici e quattro coppe d'argento e quello mi disse di ritenermi fortunato di aver salva la vita (lett=il corpo).
L'eroica decisione degli Ateniesi prima della battaglia di Salamina - Lisia versione greco da Elleni
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L'EROICA DECISIONE DEGLI ATENIESI PRIMA DELLA BATTAGLIA DI SALAMINA
Versione greco Lisia Traduzione libro Ellenion
οἱ μὲν ἐπορεύοντο ἐπὶ τήνδε τὴν πόλιν, οἱ δ᾽ ἡμέτεροι πρόγονοι πυθόμενοι μὲν τὴν γεγενημένην Λακεδαιμονίοις συμφοράν, ἀποροῦντες δὲ τοῖς περιεστηκόσι πράγμασιν, εἰδότες δ᾽ ὅτι, εἰ μὲν κατὰ γῆν τοῖς βαρβάροις ἀπαντήσονται, ἐπιπλεύσαντες χιλίαις ναυσὶν ἐρήμην τὴν πόλιν λήψονται, εἰ δὲ εἰς τὰς τριήρεις ἐμβήσονται, ὑπὸ τῆς πεζῆς στρατιᾶς ἁλώσονται, ἀμφότερα δὲ οὐ δυνήσονται, ἀμύνασθαί τε καὶ φυλακὴν ἱκανὴν καταλιπεῖν, δυοῖν δὲ προκειμένοιν, πότερον χρὴ τὴν πατρίδα ἐκλιπεῖν ἢ μετὰ τῶν βαρβάρων γενομένους καταδουλώσασθαι τοὺς Ἕλληνας, ἡγησάμενοι κρεῖττον εἶναι μετ᾽ ἀρετῆς καὶ πενίας καὶ φυγῆς ἐλευθερίαν ἢ μετ᾽ ὀνείδους καὶ πλούτου δουλείαν τῆς πατρίδος, ἐξέλιπον ὑπὲρ τῆς Ἑλλάδος τὴν πόλιν, ἵν᾽ ἐν μέρει πρὸς ἑκατέραν ἀλλὰ μὴ πρὸς ἀμφοτέρας ἅμα τὰς δυνάμεις κινδυνεύσωσιν: ὑπεκθέμενοι δὲ παῖδας καὶ γυναῖκας καὶ μητέρας εἰς Σαλαμῖνα, συνήθροιζον καὶ τὸ τῶν ἄλλων συμμάχων ναυτικόν.
Costoro marciavano contro la (nostra) città, ma i nostri antenati, venuti a conoscenza (part aoristo πυνθάνομαι) della sciagura accaduta agli Spartani, e messi in difficoltà ( ἀπορέω part pres) dalle circostanze (sul vocabolario: τοῖς περιεστηκόσι πράγμασι, περιίστημι part perf), avendo visto (εἰδότες οἶδα part perf) che se si fossero scontrati ( ἀπαντάω fut) con i barbari per via di terra, dopo aver fatto un attacco navale con mille navi essi, avrebbero preso la città indifesa, se invece si fossero imbarcati sulle triremi, sarebbero stati conquistati dall'esercito di fanteria, e che non avrebbero potuto fare entrambe le cose, (cioè) difendersi e lasciare una protezione sufficiente, ma essendo posti davanti a due cose, (cioè) se era necessario abbandonare la patria o, alleandosi (stando) con i con i barbari, sottomettere (καταδουλόω, inf aor) i Greci, avendo pensato che fosse meglio una libertà con coraggio, povertà ed esilio piuttosto che ( ἢ) la schiavitù della patria con umiliazione e ricchezza, nell'interesse della Grecia abbandonarono (ἐκλείπω aoristo)la città, per correre pericolo nel combattere a turno ciascuna delle due ma non contemporaneamente contro entrambi gli eserciti; ed avendo messo al sicuro (ὑπεκτίθημι part aor) figli, mogli e madri a Salamina, radunavano (συνήθροιζον imperfettoσυναθροίζω) anche la flotta degli altri alleati.
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MI SERVO DEL CAVALLO PERCHE' SONO INFERMO NON PERCHE' SONO RICCO
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Περὶ δὲ τῆς ἐμῆς ἱππικῆς, ἧς οὗτος ἐτόλμησε μνησθῆναι πρὸς ὑμᾶς, οὔτε τὴν τύχηνδείσας οὔτε ὑμᾶς αἰσχυνθείς, οὐ πολὺς ὁ λόγος. εἰκὸς γάρ, ὦ βουλή, πάντας τοὺςἔχοντάς τι δυστύχημα τοῦτο ζητεῖν καὶ τοῦτο φιλοσοφεῖν, ὅπως ὡς ἀλυπόταταμεταχειριοῦνται τὸ συμβεβηκὸς πάθος. ὧν εἷς ἐγώ, καὶ περιπεπτωκὼς τοιαύτῃσυμφορᾷ ταύτην ἐμαυτῷ ῥᾳστώνην ἐξηῦρον εἰς τὰς ὁδοὺς τὰς μακροτέρας τῶν ἀναγκαίων. ὃ δὲ μέγιστον, ὦ βουλή, τεκμήριον ὅτι διὰ τὴν συμφορὰν ἀλλ᾽ οὐ διὰ τὴν ὕβριν, ὡς οὗτός φησιν, ἐπὶ τοὺς ἵππους ἀναβαίνω . εἰ γὰρ ἐκεκτήμην οὐσίαν, ἐπ᾽ ἀστράβης ἂν ὠχούμην, ἀλλ᾽ οὐκ ἐπὶ τοὺς ἀλλοτρίους ἵππους ἀνέβαινον· νυνὶ δ᾽ἐπειδὴ τοιοῦτον οὐ δύναμαι κτήσασθαι, τοῖς ἀλλοτρίοις ἵπποις ἀναγκάζομαι χρῆσθαι πολλάκις.
TRADUZIONE n. 1
Riguardo la mia arte di cavalcare, che costui osò richiamare alla mente di fronte a voi, non temendo né la sorte né voi, disonorati, c’è poco da dire. E’ ragionevole infatti, assemblea, che tutti quelli che hanno una qualche sfortuna esaminino e riflettano su questo, come gestire nel modo meno doloroso possibile la sofferenza capitatagli. Io sono uno di quelli, ed essendomi imbattuto in una tale disgrazia trovai riposo per me verso le strade più lunghe delle necessità. Questa è la prova più grande, Assemblea, del fatto che vado a cavallo per la mia disgrazia, ma non per arroganza, come dice lui. E’ facile rendersene conto. Infatti se possedessi ricchezze, mi sposterei con un mulo sellato, ma non monterei mai sui cavalli altrui; ora poiché non posso permettermi un mulo, spesso sono costretto ad usare i cavalli degli altri.
traduzione n. 2
Quanto alla mia attività equeste che quest'uomo ha avuto il coraggio di annoverare di fronte a voi senza timore della sorte ne rispetto per voi c'è poco da dire. E' naturale infatti consiglieri che tutti coloro che hanno una menomazione concentrino i loro sforzi e il loro pensieri su questo: come potersi adattare nel modo meno doloroso possibile alla disgrazia che gli è toccata. Io sono uno di quelli e dato che mi è capitata questa sfortuna mi sono trovato un aiuto per quando ho necessità di fare dei viaggi un pò più lunghi del solito. e questa è la prova lampante del fatto che vado a cavallo a causa della mia menomanzione e non come dice lui, per arroganza, consiglieri, Se davvero possedessi un patrimonio cospicuo andrei in giro su una mula sellata e non monerei certo dei cavalli appartenenti ad altri. In realtà siccome la mula non posso comprarmela sono costretto a servirmi spesso di cavalli altrui
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